WSB, all’esordio vincono Russo e l’Italia ma senza entusiasmare…

russoFrancesco Maietta e Salvatore Cavallaro centrano due belle vittorie e consentono a Italia Thunder di giocarsi tutto nell’ultimo match. Sul ring Clemente Russo e Josep Filipi, pesi massimi al limite dei 91 chili. Il rappresentante dei British Lionhearts è più alto di dieci centimetri e più giovane di dieci anni.

Russo domina, vince senza problemi, dimostra di sapere gestire ogni momento del match. Un successo netto, mai in discussione. Applausi. Sipario.

Detto questo, mi sento di aggiungere che Filipi è apparso davvero sotto il livello di guardia. Lento, senza un colpo di approccio che gli consentisse di avvicinare l’azzurro per poi piazzare il pugno importante, costantemente fuori misura (merito del pugile di Marcianise, per carità, ma anche della totale incapacità del giovanotto di trovare la distanza). Ogni volta che provava ad attaccare, finiva con il cadere addosso al rappresentante italiano. Impacciato è il termine che mi sembra possa descrivere meglio il suo atteggiamento sul ring.

Ho sempre detto che lo stile di Russo può non piacere, ma che a contare sono i risultati. E lui li ha fatti, per questo meritava l’applauso. Anche Clemente ha sempre risposto così a chi lo criticava. Ha smesso però di seguire questo metro di giudizio quando quei risultati non sono più stati raggiunti. Se non arrivano le medaglie si fatica ad accettare uno stile fatto di mani basse, continui clinch, pochi colpi e qualche scorrettezza. Per lui invece è stato come se nulla fosse accaduto. Il metro di giudizio dovrebbe essere sempre lo stesso, ia nella buona che nella cattiva sorte. Invece, niente.

Ieri è andato a punti, l’ha fatto in un momento decisivo. Ma se un uomo di 34 anni, con 256 combattimenti in carriera e 22 nella competizione che sta disputando non si sente in controllo contro un ragazzo di 24 anni e molti meno incontri all’attivo allora ci sarebbe da preoccuparsi. Mi sono entusiasmato assai meno di quanto leggerò in molti commenti sui giornali di domani, venerdì 10 febbraio.

Le World Series of Boxing continuano a non piacermi. E chi se ne importa, diranno quelli che preferiscono esprimersi con un linguaggio pulito. Capisco, ma credo sia dovere di un giornalista esprimere sempre e comunque la sua opinione. Ribadisco, farei volentieri a meno di questo torneo: non riesco a capire come uno sport che più individuale non si può come il pugilato possa concepire un torneo a squadre.

In quanto alle prestazioni degli altri rappresentanti di Italia Thunder, applausi meritati per Francesco Maietta: aveva un rivale difficile e ne è venuto a capo con personalità (anche se quelle mani basse proprio non mi sembrano il modo migliore di affrontare il futuro). Pacche sulle spalle e congratulazioni anche per Salvatore Cavallaro: ha gestito assai bene una avversario che avrebbe potuto creargli più di un problema. Combatteva contro Plantic, un tipo che appartiene alla sua categoria di valori. Ne ha avuto ragione dimostrando in più momenti del match di avere le giuste qualità.

Prossimo appuntamento, sempre a Roma, il 23 febbraio contro i Marocco Atlas (ancora diretta su Sportitalia dalle 20:30 con la telecronaca di Fabio Panchetti).

RISULTATI  Italia Thunder b. British Lionhearts 3-2 – 49 Kg Galal Yafai b.  Federico Serra 3-0; 56 Kg Francesco Maietta b. Jack Bateson 3-0; 64 kg  Dalton Grant Smith b  Paolo  Di Lernia 2-1; 75 kg  Salvatore Cavallaro b. Luka Plantic 3-0; 91 kg Clemente Russo b. Josep Filipi 3-0.

 

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