Storia di Ress, la prima donna a sostenere il match clou in una diretta Tv

cover“La gente dice che il modo in cui parlo di pugilato è troppo cattivo e duro.
Ma a me piace colpire, altrimenti non sarei un pugile. Non faccio finta che non sia parte di me

(Claressa Shields)

claressa

Claressa Shields ha solo 21 anni, ma è già pronta a scrivere la storia.

Il 10 marzo alla MGM Arena di Detroit sosterrà il clou di una riunione in cui saranno impegnati anche gli uomini, ma soprattutto sarà la prima a sostenere il match principale di un programma trasmesso in diretta da un grande network. Le telecamere di Showtime riprenderanno dalle 10 di sera la riunione inserita nel programma The New Generation. E sarà la sfida tra Claressa Shields e l’ungherese Szilvia Szabados (15-8-0, 6 ko) a rappresentare il main event.

Sarà il secondo combattimento da professionista della Shields che all’esordio, il 19 novembre scorso a Las Vegas, ha superato nettamente ai punti Franchon Crews, la stessa che aveva battuto per conquistare un posto nella squadra olimpica dei primi Giochi. Importante il suo record da dilettante: 68 vittorie, 1 sola sconfitta e soprattutto due ori olimpici (Londra 2012 e Rio 2016) nei pesi medi.

Claressa Shields alla boxe deve solo dire grazie.

E’ nata il 17 maggio del 1995 a Flint, Michigan. La città più pericolosa d’America, la prima nella classifica dei crimini violenti. A 5 anni ha subito violenze sessuali da un vicino di casa. Per lungo tempo ha dovuto fare a meno della famiglia. Senza la mamma e con il papà, un campione della boxe di strada, in prigione da quando lei aveva due anni sino a quando ne aveva compiuti nove. La persona che le è rimasta accanto in tutto questo tempo è stata la zia Tammy. La  prima tifosa da quando la ragazza ha deciso di diventare pugile.

 

clarence

Tutto è cominciato nel momento in cui il papà, Clarence detto “Cannonball” (al centro della foto sopra mentre guarda la figlia impegnata ai Giochi), le ha raccontato la storia di Laila Ali e lei si è appassionata al pugilato. Ha cominciato nel 2006 nella palestra Berston Field House. Per qualche tempo il maestro Jason Crutchfield, un tipo stravagante che colleziona strani cappelli, sembrava ignorarne la presenza. Poi, un giorno le si è avvicinato.

Come ti chiami?

Claressa”

Eh?

Claressa

Troppo complicato, facciamo Ress. Mi piace di più

Era appena nato il soprannome che si sarebbe portato dietro per sempre. Lo stesso soprannome con cui hanno titolato un documentario su di lei.

Per Ress, detta anche T-Rex, tifa anche Eddie, un amico che aveva messo in piedi una scommessa non appena era venuto a sapere che la ragazza sognava un futuro da pugile.

1

“Dieci dollari che lascerai la palestra prima di una settimana

Accetto. Zia Tammy mi ha detto che le donne possono fare le stesse cose degli uomini, quindi…

Quei dieci dollari li ha intascati con facilità.

Nel 2011 aveva però pensato di finirla lì (“La boxe mi rubava il tempo, mi negava i divertimenti della vita. Per fortuna ho cambiato idea”). E’ durata poco. Una telefonata è stata la svolta definitiva.

Ehi Ress, sono Jason

Che c’è?

Farai l’Olimpiade di Londra a 165 libbre!

Sei pazzo, non vado mai sopra le 137

Abbi fede

Lei di fede ne ha avuta, tanta. I cittadini di Flint hanno vissuto i loro giorni di felicità, davanti alla tv, tifando per Claressa. E continuano a farlo. La boxe è anche, e soprattutto, questo.

BOXE FEMMINILE, LA STORIA

Tutto è cominciato nel lontano 1722

Donne sul ring. Una storia che viene da lontano. Elisabeth Wilkinson, detta “the Cockney Champion” nel 1722 batteva Martha Jones in un match a pugni nudi all’interno della London Boarded House. E’ il primo incontro, documentato, tra due donne. Come spesso accade, i soldi veri erano dall’altra parte dell’Oceano. Nel 1876 Nell Saunders sconfiggeva Rose Harland, all’interno del saloon di Harry Hill (nella lower Manhattan, New York), in tre round e guadagnava una borsa di 200 dollari, più un piatto d’argento. Era il primo match “professionistico” al femminile.

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