È morto Zampieri, protagonista del pugilato romano e campione italiano nel ’70

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Se ne è andato via per sempre Giovanni Zampieri, detto Giannetto. Ai tempi d’oro si era guadagnato addirittura il titolo di “piccolo Benvenuti”.

È stato protagonista del pugilato romano e italiano a cavallo degli anni Sessanta/Settanta.

Campione nazionale dilettanti a Genova nel ’66, stagione in cui ha centrato anche il titolo mondiale militari a Trieste.
Passato professionista nel ’67, ha conquistato la cintura tricolore dei welter il 16 aprile 1970 quando è andato a battere in casa sua, a La Spezia, il collega Alberto Torri: uno che è salito sul ring con il rispettabile record di 19-1-0. Due destri hanno deciso la sfida. Torri si è rialzato dal primo knock down, ma il secondo ha consegnato il titolo a Zampieri. Erano passati meno di sei minuti dall’inizio del match.
Il titolo era vacante, Domenico Tiberia non riusciva più a rientrare nei limiti di peso e aveva dovuto abbandonarlo.

Una difesa contro Ferdinando Proietti chiusa con il successo per kot 6, poi la resa davanti al forte Mario Scano che il 17 febbraio del ’71 lo aveva messo kot al nono round e gli aveva tolto il titolo.

Zampieri ha chiuso la carriera con un buon record (27-4-0, 13 ko) e tanti bei ricordi. Ha combattutto spesso a Roma, 16 match su 31. Nella sua città era diventato un protagonista.

Aveva, come si dice dalle nostre parti, un carattere fumantino. Ma era sempre pronto a dare l’anima per gli amici.
Chiuso con la boxe, è andato a lavorare con la Federazione Pugilistica Italiana. Da qualche anno era andato in pensione.
È morto martedì, aveva 71 anni.

Lascia la moglie Pina, le figlie Laura e Tiziana.

Stamattina alle 11:30 i funerali nella Chiesa di San Luca Evangelista al Prenestino.

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