Pesi massimi nel caos. Browne positivo a un controllo Wbc, salta il titolo Wba?

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La Wada ci ha informato di avere trovato positivo il campione A di un test antidoping a sorpresa effettuato su Lucas Browne nell’ambito del Clean Boxing Program. L’infrazione gli è stata notificata e il processo è stato attivato come da protocollo”.
Lo ha dichiarato la scorsa notte Mauricio Sulaiman, presidente del Wbc, al giornalista Dan Rafael di ESPN.
È il secondo test dell’anno in cui il peso massimo australiano viene trovato positivo a una sostanza proibita.
Stavolta si tratta della ostarina (o ebnosarm).
Il 15 marzo scorso Lucas Browne era risultato positivo al clenbuterolo dopo il match per il titolo Wba contro Ruslan Chagaev.
Titolo revocato, sanzione pecuniaria, sei mesi di squalifica. Scontata la la quale la Wba lo aveva rimesso immediatamene in corsa per il titolo.
Minima quantità, non influisce sulla prestazione, non accertata la volontarietà”.
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Browne aveva denunciato l’Associazione.
Causa e accordo extragiudiziale.
Match per la cintura fissato entro il 31 dicembre contro Shannon Briggs.
Il vincente dovrebbe affrontare entro 120 giorni Fres Oquendo, il portoricano risultato positivo a tamoxifin e anostazole nel match del 6 luglio 2014 contro Ruslan Chagaev. Un pugile che da quel giorno non ha più combattuto.
E adesso cosa farà la World Boxing Association davanti alla positività di un pugile in un controllo a sorpresa del Wbc?
Tanto per essere chiari, ricordo alcuni dettagli presi dal regolamento Wada.
Non esiste minima quantità se ce ne è abbastanza per rilevare la positività.
Non esiste involontarietà, ogni atleta è responsabile delle sostanze che assume consapevolmente o meno.
Non esiste la supposizione che non abbia influito sulla prestazione.
E allora?

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Chi è senza peccato scagli la prima pietra.
Il Wbc ha lanciato la campagna Clean Boxing Program e poi se ne è uscito con una multa di 75.000 dollari davanti alla positività accertata di Birmane Stiverne e gli ha concesso il nulla osta per il match valido per il titolo contro Alexander Povetkin, sfida che si disputerà poco più di un mese dopo la scoperta dell’illecito.
Resto in attesa dell’esame del campione B di Lucas Browne, delle sue giustificazioni, della comprensione della Wba e dell’ennesima scappatoia per riportarlo sul ring.
Spero di sbagliarmi, ma ho i miedi dubbi: da tempo il pugilato non è più una cosa seria.
Stavolta comunque sarà dura: positivo due volte nell’arco di nove mesi. Difficile tirarlo fuori dai guai…

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