Kim accusa Wu, una guerra finanziaria minaccia il futuro dell’Aiba e della boxe olimpica…

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Il presidente Wu è andato a Baku per la negoziazione finale sull’accordo di investimento. Dopo quella visita è stato firmato l’accordo con la società azera con sede in Svizzera. Successivamente l’Azerbaigian ha cambiato il contratto, investendo direttamente dal proprio Paese e noi abbiamo dovuto firmare un nuovo documento. Sì, il presidente è stato coinvolto in tutte le trattative“.
L’affermazione è stata fatta da Ho Kim, ex vice presidente Aiba esonerato dai suoi incarichi dal presidente Wu, al rispettabile quotidiano inglese The Guardian.

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Nell’articolo a firma Owen Gibson, il giornale scrive: “I documenti che abbiamo visto, tra cui una lettera del dottor Wu al ministro azero per le situazioni di emergenza Kamaladdin Heydarov nell’agosto 2010, confermano come il presidente sia stato strettamente coinvolto nella negoziazione del prestito. Il dottor Wu in una lettera al ministro (che è anche a capo della Federazione Pugilistica azera) chiede a Heydarov di finalizzare il pagamento, non appena può”.
In una dichiarazione fatta allo stesso giornale britannico un portavocedell’Aiba aveva sottolineato come fosse stato Kim, il principale responsabile sia della negoziazione del prestito, sia dell’utilizzo del denaro ricevuto.
Confermiamo che è stato Ho Kim a trovare l’investitore e a godere di ampio margine di discrezionalità nella negoziazione e nell’attuazione della transazione. Significativamente il signor Kim ha firmato solo il primo protocollo d’intesa, che alla fine ha portato al prestito. Questo finanziamento è stato organizzato da una persona giuridica distinta dall’Aiba, la WSB America Operations SA, ed è stato operato esclusivamente da Kim. Il prestito avrebbe dovuto essere usato per far crescere la boxe in America del Nord sotto la responsabilità dello stesso Kim che era l’unico membro del consiglio non solo di WSB America Operations SA, ma anche di tutti i suoi affiliati“.
Kim ha negato di essere stato il responsabile di eventuali irregolarità contabili.

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Il dirigente coreano sostiene che il dottor Wu è stato personalmente coinvolto nel prestito e ha impiegato un consulente dicendogli di agire come suoi “occhi e orecchie” in America, consulente che è stato spodestato nel 2015 e sostituito come direttore esecutivo da Karim Bouzidi. Ora Bouzidi ha lasciato l’organo di governo dopo che il suo ruolo è stato “riassegnato” in estate al culmine delle polemiche per le accuse di corruzione durante l’Olimpiade di Rio.
Bouzidi non ha ancora commentato pubblicamente la sua posizione.
I critici dell’AIBA ritengono che la fretta di concludere un accordo commerciale ad ampio raggio con AliSports, una divisione del gigante cinese Alibaba, sia dovuta all’urgenza di rimborsare i vari prestiti ottenuti e faccia parte del tentativo del Dr Wu di cementare la sua forza politica prima del congresso speciale che è stato programmato per il prossimo mese.
L’Aiba nega che il ricavato della trattativa cinese possa essere utilizzato per rimborsare il prestito avuto dall’Azerbaigian.
Il mandato di Wu scade nel 2018. Alcuni addetti ai lavori credono che il presidente stia cercando il modo di estendere tale mandato, altri pensano che possa addirittura dare ai nuovi investitori cinesi un’influenza senza precedenti sul futuro di questo sport.
In risposta alle domande del Guardian, l’Aiba ha ribadito che l’accordo era puramente di carattere commerciale e non aveva nulla a che fare con il rimborso prestiti in essere.
Da quel che si è capito quel contratto darà ad AliSports la partecipazione al 67% in cento anni di joint venture in cambio di un investimento iniziale di circa 110 milioni di franchi svizzeri (109 milioni di dollari!).
Le due entità sono vicine al raggiungimento di un accordo finale. I dettagli verranno annunciati a breve. Questo accordo non ha nulla a che fare con il rimborso del prestito di cui tanto si parla. Si tratta di una collaborazione a lungo termine che andrà a beneficio del nostro sport e dei suoi pugili. La Joint Venture con AliSports si concentrerà essenzialmente sui diritti commerciali e di marketing della boxe. Il governo del pugilato rimane sotto l’egida dell’Aiba” ha detto un portavoce.
I critici dell’operato del dottor Wu sono convinti che il presidente, assetato di potere, sia sempre più alla disperata ricerca di una soluzione rapida ai problemi finanziari e organizzativi.

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QUEL PASTICCIACCIO DEL PRESTITO AZERO

Recentemente il New York Times (foto sopra) ha rivelato come nel corso di un’inchiesta voluta dalla stessa Aiba sotto la pressione di alcuni membri del direttivo, e soprattutto del Cio, l’attenzione dell’agenzia PricewaterhouseCoopers si sia concentrata soprattutto sul prestito di 10 (dieci) milioni di dollari fatto da una società privata, la Bekons MMC con sede a Baku in Azerbaijan, nel 2010 e mai restituito. Debito aumentato di 500.000 dollari nel 2013 per interessi di mora e cresciuto in percentuale negli anni successivi. Questi soldi sarebbero dovuti servire a finanziare il progetto delle World Boxing Series nel Nord America.
Progetto fallito, dal momento che non ha generato interesse e ha accumulato debiti. Con l’aggravante che 4,5 di quei 10 milioni di dollari non sarebbero mai stati spesi e che l’Aiba non sarebbe stata in grado di fornire spiegazioni su dove siano finiti.
L’Ente Mondiale non avrebbe riportato correttamente sui propri libri contabili le perdite, infrangendo probabilmente (come suggerisce la PricewaterhouseCoopers) molte leggi svizzere, dove l’Associazione ha sede legale.

 

 

 

 

 

 

 

 

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