Le Tv ignorano la boxe? Non sarà perchè siamo rimasti in pochi ad amarla?

Televisore+in+standby

Per il match di Giovanni De Carolis in Germania ho letto e sentito accuse, lamentele, attacchi alle televisioni colpevoli di non dare risalto all’evento.

Voglio dire anch’io qualcosa in proposito.

Le televisioni non sono interessate alla boxe anche e soprattutto perché i numeri dell’audience dei recenti tentativi (parlo degli ultimi dieci anni) sono decisamente bassi, molto bassi.

E non solo quando lentamente questo sport è scivolato sotto la terza serata, ma anche quando era attorno alle 22:30/23:00.

Non solo quando è stato trasmesso nel bouquet di Sky e quindi visibile solo per chi aveva l’abbonamento alla tv via cavo, ma anche quando è stato mandato in chiaro, gratis, fruibile per tutti senza versare un euro.

Il clan dei patiti del pugilato è composto da pochi fedelissimi. Gli altri, quelli che continuano a sparare a pallettoni sulle televisioni non sanno neppure su quale canale andrà il match, a che ora comincerà.

Se mi interessa una serie televisiva o un film, cerco nella programmazione giorno e orario in cui potrò vederlo. Loro no, chiedono aiuto su Facebook.

E se dal salotto di casa si passa allo spettacolo dal vivo, le cose vanno ugualmente male. L’incasso è l’ultima delle voci nel borderò di un organizzatore.

Sento e leggo: “Avete visto in Germania?”.

Ho visto, c’erano diecimila persone che hanno comprato il biglietto e quando si parla di audience si parla di milioni di telespettatori. Da noi se si arriva a 300.000 si celebra con una settima di festeggiamenti.

Nel periodo in cui Italia 1 ha trasmesso in chiaro, prima a orari accettabili e poi con una programmazione dedicata a chi soffre di insonnia, l’audience era compresa nella forbice tra 200.000 e 360.000, con uno share calcolato tra il 2 e il 3.50 (per share si intende il rapporto percentuale tra gli spettatori di un canale televisivo ed il totale degli spettatori che in quel momento hanno il televisore acceso). Non sono certo riscontri da scatenare scene di esultanza all’interno di un network nazionale.

Poi le cose, se possibile, sono andate ancora peggio per quel che riguarda audience e share.

È la realtà. E con la realtà bisogna fare i conti, i numeri non mentono.

Siamo talmente pochi che potremmo anche contarci…

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