La boxe pro’ e quella dilettantistica sono due sport diversi. Il Cio lo sa?

kovalev

Anche l’Ibf si è pronunciata contro l’ingresso dei professionisti alle Olimpiadi.

Squalificherà per un anno i pugili che parteciperanno a Rio 2016, li toglierà dalle classifiche e li priverà di eventuali titoli in loro possesso.

È il secondo Ente mondiale a prendere posizione.

Il Wbc si era già espresso. Stessi provvedimenti, ma estesi a due anni.

Si continua a discutere se i pro’ ai Giochi siano un bene o un male, se sia giusto o sbagliato. Sul tema mi sono già espresso in maniera totalmente negativa, qui vorrei solo sottolineare (con dati oggettivi, non solo con opinioni) come la boxe dilettantistica dei Giochi e quella professionistica siano due sport differenti.

  1. All’Olimpiade si combatte sui tre round, i mondiali professionisti sono sui 12 round.
  2. All’Olimpiade il peso si fa cinque volte il mattino del match (se si arriva sino alla finale) in due settimane. Per un mondiale professionista ci si pesa una sola volta a 24 ore dall’incontro. E si sa come il peso costituisca un ostacolo determinante, quello più duro da superare per un pugile. Lo è al punto che si sono inventati il catchweight per cercare un limite che convenga a entrambi i duellanti. Lo è al punto che molti pro’ adottano quello che viene chiamato dimagrimento veloce. Riducendo idratazione e quantità di cibo ingerito fino ad arrivare al digiuno con conseguente riduzione del tono muscolare, capacità atletica, minore reistenza ai colpi subiti.
  3. All’Olimpiade si combatte (se si vuole arrivare all’oro) cinque volte in due settimane. Nei professionisti si fanno da uno a un massimo di tre mondiali l’anno.
  4. Solo tre categorie di peso tra dilettanti e professionisti coincidono.
  5. Il bendaggio per i pugili AOB (quelli che vanno ai Giochi) ha una lunghezza che va da un minimo di 2,5 metri a un massimo di 4,5 con una larghezza di 5,7 centimetri. Per i professionisti il bendaggio arriva sino a 15 metri ed è largo 5 o 7 centimetri. Mediomassimi, massimi leggeri e massimi possono arrivare a una lunghezza di 20 metri.
  6. I guantoni olimpici pesano 10 once, da 69 chili a +91 si usano guantoni da 12 once. I professionisti usano guantoni da 8 once, dai superwelter ai massimi guantoni da 10 once.
    C’è ancora qualcuno che nega che siano due sport diversi?
    Lo sono al punto che sino a qualche tempo era vietato a professionisti e dilettanti di fare sparring assieme! Ce lo siamo dimenticato?
    golo
    Qui non voglio discutere se siano favoriti gli uni o gli altri, anche se resto largamente convinto che tra i migliori elementi dei due gruppi non ci sia lotta a favore dei professionisti. Qui voglio solo cercare di spiegare come e perché sia illegittima l’intera operazione.
    Dal 3 all’8 luglio in Venezuela ci sarà l’ultima selezione per ottenere il pass olimpico. Non so quali professionisti vi parteciperanno, a sentire in giro sembra che andranno solo pugili di seconda/terza fascia. Ma non è neppure questo il problema, lo scandalo è un altro.
    Come e perché il CIO ha avallato l’idea?
    Non fateci l’esempio di altri sport. A calcio, pallavolo, basket, tennis e in qualsiasi altra disciplina mista, si gioca con le stesse regole. Nella boxe, no.
    Il tutto a meno di due mesi dall’inizio dei Giochi.
    E il presidente federale Brasca dice: “Alcune reazioni scomposte e catastrofiste mi sono sembrate invece molto frettolose e viziate da un astio pregiudiziale nei confronti dell’AIBA”.
    Mi dispiace, ma io sto con l’imbattuto campione del mondo dei supergallo Carl Frampton, che ha lasciato il titolo per dare l’attacco alla cintura dei piuma: “Il professionismo alle Olimpiadi è ridicolo. Sono due sport differenti, è come se un giocatore di badmonton volesse partecipare a Wimbledon”.
    Lo confesso, sono un catastrofista.
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