Lettera d’amore del figlio per il papà scomparso. In ricordo di Giovanni Vitillo, campione di boxe

il

Ho ricevuto questa lettera. Mi ha fatto pensare. Non conosco né chi me l’ha inviata, né ho conosciuto
colui che l’ha ispirata. Di morte purtroppo si parla tanto in questi giorni tristi. Troppo spesso ne discutiamo spinti dall’emozione del momento, poi torniamo alle nostre vite e poco a poco dimentichiamo. Non totalmente, l’11 settembre del 2001 è un’altra data che non potremo mai cancellare dalla memoria. Ma quei fatti non hanno più la forza lacerante che avevano in quelle ore. Forse accadrà anche stavolta. Sangue e dolore verranno messi momentaneamente da parte sino a quando un’altra tragedia non tornerà a sconvolgerci. È  la difesa che la nostra anima pretende per continuare a vivere.
Nel Gattopardo il Principe don Fabrizio di Salina, interpretato da Burt Lancaster, rimprovera ai giovani di sentirsi immuni dalle tragedie perché accadono lontano da loro: “Io penso spesso alla morte. Vedi, l’idea non mi spaventa certo. Voi giovani queste cose non le potete capire, perché per voi la morte non esiste, è qualcosa ad uso degli altri”.
Non conosco chi mi ha inviato questa lettera, ma rispetto il suo dolore.
La pubblico perché è un figlio che chiede di onorare il padre. E perché credo chi è stato campione italiano di uno sport duro come il pugilato il giorno in cui se ne va per sempre meriti di essere ricordato da tutti quelli che seguono la boxe per passione.

Ciao Dario,
mi chiamo Mirko Vitillo e oltre ad essere il figlio di un pugile degli anni 70/80 sono anche appassionato di boxe e ti seguo soprattutto su boxeringweb.
Volevo informarti della morte di mio padre Giovanni Vitillo, campione italiano di boxe nel 1981-1982, avvenuta giovedi 12 novembre all’età di 61 anni, portato via da un cancro diagnosticato solo 40 giorni prima. Avendo lui combattuto solo a livello italiano non so se ne hai mai sentito parlare. Mi ha fatto piacere vederlo ricordato dal mondo della boxe locale, ai funerali hanno partecipato il presidente del Comitato FPI Toscana Ghirlanda e molti esponenti della boxe locale tra cui Bruno Simili, amico e compagno di allenamenti del babbo.
Vorrei informare il mondo della boxe di questa mancanza e allora ho deciso di scriverti raccontandoti in grandi linee la sua storia.
Il babbo iniziò con il pugilato nel 1970-1971 all’età di 16 anni esordendo come novizio dopo soli 9 mesi di palestra come peso superpiuma. Nel 1976 fu campione nazionale militare dei pesi leggeri. Nello stesso anno fu scelto per rappresentare la nazionale ai Giochi Olimpici di Montreal, ma non vi poté partecipare a causa dell’epatite C di cui fu vittima. Nel 77 l’esordio al professionismo dove raggiunse il titolo italiano dei leggeri nel 1981. Chiuse la carriera nel maggio 1982 con una vittoria per KO su Sotgia (non come erroneamente riportato da boxrec nel 1984) con un record di 19 vittorie (10 ko) 5 sconfitte tutte ai punti (l’unica sconfitta subita per KO in realtà fu per intervento medico a causa di un taglio subito) zero pareggi. Dopo il ritiro vinse il concorso per operaio comunale. Continuò a insegnare la boxe e a presiedere la pugilistica cascinese (provincia di Pisa) fino ad una decina di anni fa. Lascia la moglie Barbara, me e un nipotino di nome Pietro.
Un saluto
Mirko Vitillo

 

Annunci

Un commento Aggiungi il tuo

  1. fabio vetro ha detto:

    E’ giusto ricordarlo, negli anni ’80 la boxe italiana a livello nazionale era ricca di ottimi pugili!
    Riposa in pace Campione

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...