Malaika, storia di un’idea folle e vincente. La boxe in aiuto dei bambini cubani

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Malaika per me è sempre stato il titolo di una canzone di Miriam Makeba.

Un testo bello e triste, accompagnato da una melodia struggente. Il racconto di un amore povero, di una grande e tormentata passione.

Nei giorni scorsi ho sentito di nuovo quella parola che in swahili significa angelo, ma a volte può anche significare ragazzino. A pronunciarla è stato un signore con uno spiccato accento emiliano. Un ragazzo degli anni Sessanta.

Lui è Samuel Sammy Fabbri e Malaika Aiuti per i Bambini è l’associazione che presiede.

Assieme a un gruppo di amici Samuel lotta contro il turismo sessuale a Cuba, la povertà africana, la mancanza di medicinali in ogni zona povera del mondo.

Da qualche tempo si sono messi in testa un’idea che a prima vista può sembrare folle, se sei ottimista puoi chiamarla ambiziosa, di sicuro mi piace definirla eccitante.

Si chiama Progetto Cuba Boxeo.

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Portare il pugilato a Cuba è come pretendere di vendere ghiaccio agli eschimési. Ma se interpreti il concetto di sport come aiuto per chi rischia ogni giorno di perdersi sulla cattiva strada, allora le cose cambiano. Da quelle parti molti ragazzini e ragazzine hanno sperimentato sulla loro pelle che se non ti fai tante domande puoi guadagnare in una sola giornata molto di più di quanto i padri portino a casa dopo un mese di lavoro massacrante. L’obiettivo che Malaika si è prefisso è quello di far capire che alla fine di quel percorso c’è solo il buio, spesso la tragedia.

Samuel e i suoi amici (Roberto Celi, Daniel Gombia, Mussa Rajabu Abdu che ha preso il posto di Roberta Paolini ed è diventata il referente in Tanzania, Alexander Limonta, Vanessa Celi e il presidente onorario Eusebio Leal) hanno scelto la boxe come mezzo per aiutare quei bambini a interpretare meglio la vita.

A qualcuno è sembrato strano che un’associazione umanitaria scegliesse il pugilato come ancora di salvezza. È sembrato strano a chi non conosce a fondo questo sport.

La boxe non è solo, come dice la mia mamma, due che si picchiano” mi racconta sorridendo Samuel. Col tempo in tanti hanno capito il concetto.

Il primo ostacolo è stato quello di ottenere il riconoscimento dall’INDER (Istituto Nacional de deportes, educatiòn fisica y recraciòn). Il passato di Malaika come associazione umanitaria impegnata nel mondo attraverso la donazione di materiale sanitario, arti artificiali, medicine, articoli sportivi e musicali in Paesi con problemi diversi ha dato al gruppo un peso sociale importante. Sufficiente per convincire il governo cubano.

Il ring è stato piazzato all’interno di un gruppo di palazzi cadenti e malandati tra calle San José e calle Aguila/Amistad, nel barrio Colòn all’Havana vecchia. Nel centro storico, in un quartiere che quelli del luogo chiamano bandolero. Diciamo, difficile.

Sembra che quella palestra sia lì da sempre.

ingresso

Una scritta sulle lamiere accoglie i piccoli atleti.

Gimnasio de boxeo. Niños de Cuba. Centro Habana.

E poi la bandiera nazionale e l’indirizzo email dell’associazione (associazionemalaika@gmail.com).

Il ring è appoggiato in fondo a uno spazio che ha per confini tre palazzi.

allenamento

Mura annerite dal fumo e dal tempo, vernice scrostata, colori che hanno conservato appena un vago ricordo del passato. È un ritorno all’antico, a chi viene dalle palestre italiane sembra di fare un viaggio all’indietro sino agli anni dell’immediato dopoguerra quando tutto aveva l’odore della sofferenza e c’era tanta voglia di ricominciare.

 

Sotto, sull’asfalto, i ragazzini fanno ginnastica e mimano i colpi. Anche loro, come quei giovanotti iracheni di cui ho parlato qualche tempo fa, usano il muro come punching ball. Non si lamentano mai. Se ne stanno tutti in fila ad ascoltare le parole dei maestri. E sognano un futuro da campioni.

Gli insegnanti ufficiali e a tempo pieno sono Daniel Casanova e Jorge Donatiel, sono loro che quotidianamente faticano, soffrono e si entusiasmano per un lavoro che amano. Ma non è una rarità vedere da quelle parti Josè Gomez: oro olimpico ai Giochi 1980 e ai Mondiali del ’78. Uno che nella finale olimpica di Mosca è riuscito a battere Alexander Savchenko, il picchiatore sovietico che sino a quel punto del torneo aveva messo ko tutti i suoi rivali.

A dare una mano c’è anche Alexander Lorenzo Limonta, ex pugile della nazionale e grande amico di Malaika.

O addirittura il mitico Felix Savon, tre volte oro ai Giochi.

Parlare ai bambini, insegnare la nobile arte, fargli capire quanto sia importante il rispetto delle regole, delle persone, di se stessi.

È questo il difficile compito dei maestri. E la boxe è il mezzo che usano con passione e amore.

kevinerisdani

Sono trentadue i giovani, dagli otto ai ventuno anni, che frequentano gratuitamente il gimnasio, la palestra a cielo aperto che ha catturato il cuore e la fantasia dei piccoli cubani.

Ricordatevi di me. Mi chiamo Kevin Zamora, sono il futuro campione di boxe della mia Cuba”, sguardo pacioso ma buon talento e tanta grinta per questo ragazzino di otto anni che cerca tra le sedici corde una risposta alle sue domande.

È mancino. Come lo è il suo amico Erisdani, 10 anni.

La boxe è la mia grande passione. Un giorno difenderò i colori di Cuba ai Giochi Olimpici. Mi chiamo Erisdani Moiron”.

Malaika Aiuti per i Bambini è nata nei primi anni Novanta. Il progetto Cuba Boxeo è del 2013.

Samuel ha praticato il pugilato. Ha cominciato per caso. Viveva anche lui in un quartiere difficile, Barca a Bologna: un’alta concentrazione di alloggi popolari. Ogni mattina saliva sul 18, un autobus con due fermate a rischio: Barca, appunto, e Pilastro. In uno di quei giorni in cui ti sembra che l’unica soluzione sia menar le mani, Samuel si è sentito battere sulla spalla da un signore.

Mi chiamo Tonino Tarozzi, faccio il maestro di boxe alla Sempre Avanti. Perché non vieni a trovarmi?”.

SA

Era appena nato uno splendido rapporto di stima e affetto che resiste ancora oggi che Tonino purtroppo non c’è più. Sammy la boxe l’ha fatta per molti anni. E a Cuba è anche andato ad allenarsi. Alexander Limonta lo ha portato in una palestra mitica intitolata a Kid Chocolate, nato Eligio Sardiñas Montalvo e diventato il primo campione del mondo cubano. In quel gimnasio il fuoriclasse caraibico si allenava, si preparava a stupire il mondo. C’era magia tra quelle vecchie mura e Samuel ne è rimasto contagiato per sempre. Innamorato di Cuba e della boxe.

Anche il rapporto con la Sempre Avanti Bologna si è fatto ogni giorno più forte. Ed è stata proprio la società emiliana a donare guantoni, fasce, paracolpi e molto altro ancora a Malaika. Non è detto che un giorno non si faccia un vero e proprio gemellaggio con doppia trasferta e relative esibizioni.

Samuel ha un passato da guida turistica e istruttore subacqueo. Ora edita un giornale, “L’appennino a cavallo”, che si occupa di eventi e trekking.

Lui e quelli di Malaika sono stati tra i primi a portare aiuti in Kenya e in molte altri Paesi africani o ad Haiti subito dopo il terremoto. Ogni volta hanno dovuto ingaggiare lunghe battaglie con le compagnie aeree (Kenya Airways, Turkish, Air France, Klm) per ottenere un costo accessibile per il trasporto della merce. Tanto per dare un’idea, quando sono andati ad Haiti hanno portato tre quintali di materiale sanitario…

Recentemente hanno raggiunto un accordo con Air France e Klm. Ora il trasporto non è più un problema.

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Malaika Aiuti per i Bambini si impegna su più fronti, sostenuta dalle proprie forze, dalla voglia del gruppo di fare qualcosa di concreto per chi soffre e dalle donazioni di materiale piuttosto che di soldi di chi ancora pensa che al mondo sia meglio vivere assieme che da soli, di chi è convinto che uno spazio comune sia di tutti e non di nessuno.

Samuel, Roberto, Daniela, Mussa, Alexander, Vanessa ed Eusebio hanno capito l’essenza del pugilato. Fortificare se stessi per capire gli altri e, scesi dal ring, lottare assieme a loro nel rispetto delle regole. Ancora un colpo a segno da parte di uno sport troppo spesso travolto dalle critiche di chi non lo conosce.

Se qualcuno di voi volesse contattarli, aiutarli o soltanto capire può chiedere amicizia sulla pagina Facebook di Malaika Aiuti per i Bambini o scrivere all’indirizzo email associazionemalaika@gmail.

 

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