Mayweather ha saputo farsi amare e odiare. È stato l’attore che ogni impresario sogna…

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Mi verrebbe da dire che il match contro Berto non ha aggiunto nulla alla storia di Floyd Mayweather jr, poi mi ricordo dei 32 milioni di borsa e allora penso che in una cosa il campione è stato davvero il più grande di sempre. Nell’arte di fare soldi. L’incontro è stato qualcosa di assai vicino ad una sessione di sparring, ma questo lo sapevamo anche prima. Lo sfidante non ha avuto né la personalità né i colpi per impensierire il re. Anche questo lo sapevamo prima. Non c’è stata tensione, né eccitazione. Qualcuno pensava diversamente? Ecco perché Pretty Boy è un grande. Nonostante tutti fossimo consapevoli di che tipo di sfida fosse, lui è riuscito a farsi pagare una borsa che altri pugili possono solo sognare. Ed è anche riuscito a far sganciare a quasi un milione di persone una media di 70 dollari per vedere l’incontro in pay per view.

È usando questa chiave di lettura che va giudicato Mayweather.

Sul ring è bravo, bravissimo, un fuoriclasse.

Gli spostamenti millimetrici sull’attacco del rivale, la capacità di prendere pochissimi pugni in quasi vent’anni di carriera, l’arte dell’uscire dai colpi dell’avversario, la protezione della mascella con la spalla, la rapidità di esecuzione dei colpi, la magia di intuire un attimo prima quello che sta per accadere. Sono qualità eccezionali. Non possono essere messe in discussione.

Io non credo che sia il più bravo di sempre. Non certamente migliore di Robinson che lui non ha neppure messo nella Top 5, né di Ali che ha trovato posto solo in ultima posizione in quella classifica. Ma sicuramente il migliore del suo tempo.

Sul piano pugilistico ha qualità eccezionali. Ma il suo posto nella storia lo trova per la capacità di sfruttare il mondo dei media con l’abilità di un guru della comunicazione. Ha saputo unire alla bravura tecnica il talento nel muoversi in quella società dell’apparire che oggi sposta montagne di denaro. Ha creato un personaggio, odioso e antipatico quanto più possibile fino a farlo diventare insopportabile. C’è riuscito così bene che in molti hanno dimenticato quanto sia bravo e hanno preso a offenderlo anche come pugile.

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Sceneggiatori abili hanno fatto la fortuna del Wrestling. Tutti sanno, o almeno lo spero, che quello che accade nella WWE è più o meno una commedia recitata da bravi attori. Eppure la gente riempie gli stadi e lo show è venduto in pay per view con numeri altissimi. Il sistema usato da Mayweather è più o meno lo stesso. Una volta creato il protagonista odioso, basta trovare quello che agli occhi del mondo ne rappresenta l’opposto e il giochino è fatto. Non è un caso che i suoi match con Canelo Alvarez (presentato come guerriero senza paura) e soprattutto Manny Pacquiao (l’eroe buono) siano stati quelli che hanno generato il maggior movimento di denaro.

Sarò più chiaro, anche perché il popolo della boxe prende due parole e trasforma l’intero discorso in quello che non è. Non ho detto che Mayweather è un pugile-attore come lo sono i protagonisti della WWE, ho detto che come chi ha inventato quel genere anche lui ha il merito di avere creato un prodotto di largo consumo. Se stesso.

Le foto con soldi, macchine, orologi preziosi. E ancora, la lista delle sue follie: dalle scarpe usate una volta e poi buttate via, al cart d’oro comprato per il figlio. Le donne usate come oggetti, spogliarelliste pagate solo per farsi un video assieme, compagne stese su un letto assieme a ragazze di passaggio. E poi le dichiarazioni. Sono il più grande di sempre, nessuno è forte come me, sono la boxe. Mettete il tutto in un frullatore e ne verrà fuori un uomo difficile da non odiare.

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Prodotto perfetto per la vendita. La gente pagherà nella speranza di vederlo andare al tappeto, nel sogno che qualcuno gli dia una vera lezione. Altri pagheranno perché è il loro eroe, quello che vorrebbero essere ma non sono.

La bravura sta nel fatto che dopo avere creato tanto odio, quando sale sul ring sa essere un torero da applausi e chiunque gli si lanci contro con rabbia va a sbattere contro l’aria.

Ora ha annunciato il ritiro. Se saprà resistere alle tentazioni, confermerà la sua astuzia. Prendi i soldi e scappa. Senza avere mai subito punizioni, senza avere mai perso, avendo sempre guadagnato il massimo.

Floyd Mayweather jr è un grande pugile, il match contro Andre Berto è stata solo una noiosa uscita di scena. Ma pensate che lui non lo sapesse? Un attore conosce sempre il valore del copione che gli hanno proposto. Se poi, come in questo caso, è addirittura lui ad averlo scritto…

Dico bravo, anzi bravissimo al pugile che ha mostrato lungo tutto il cammino qualità rare. Faccio un lungo applauso all’attore. Non importa le emozioni che ha saputo regalare, lui ha sempre e comunque venduto il massimo dei biglietti. È quello che ogni impresario sogna.

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Non mi piace l’uomo, non sopporto come tratta le donne, chi usa violenza non merita rispetto. La vicenda sull’uso di sostanze vietate alla vigilia del match con Pacquiao ha lasciato pesanti dubbi che sono andati a gettare altre ombre sul personaggio fuori dal ring.

Adesso se ne va, esce di scena. Un applauso al campione, il resto non mi piace.

 

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3 Comments Add yours

  1. Antonio says:

    I troppi soldi sono la rovina di questo sport, speriamo che questo film drammatico sia finito una volta per tutte, anche se ho miei dubbi………

  2. Tullio says:

    Caro Torromeo, perchè non dedica due righe alle modalità con cui la RAI ha coperto il match Mayweather Vs Berto? Personalmente sono rimasto colpito dal pressapochismo con cui è stato gestito l’evento.
    Il povero spettatore è stato lasciato alle 4,30 del mattino a vedere muffite “perle di sport” (con il serio rischio di ri-addormentarsi dopo la levataccia! 🙂 ), senza sapere se e quando l’incontro sarebbe stato davvero trasmesso. Almeno una scritta “siamo in attesa di collegarci con….” poteva ben essere lasciata in sovraimpressione. E poi non trova che un incontro del genere avrebbe meritato come minimo a) uno studio con qualche ospite per commentare il pre e il post-match b) la messa in onda di qualche incontro sottoclou (fra l’altro ce n’erano di buoni) ?
    Lasciamo perdere poi la traduzione veramente approssimativa dell’intervista finale a Mayweather, che mi è risultata lampante pur non reputandomi un grande conoscitore della lingua inglese. Possibile che con tutti i giornalisti che la RAI mantiene a libro paga non se ne sia trovato uno in grado di decriptare l’idioma d’albione?

  3. Fabio Palma says:

    Secondo me Pacquaio, che peraltro contro di lui almeno ha provato a fare il match, è stato molto più grande di lui in questi anni ed è sì degno di stare in un Olimpo. Floyd è uno dei più rapidi pugili di tutti i tempi, maestro della difesa ma…in un incontro del secolo, non puoi scappare per 12 riprese. Non sei un campione

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