Di Luisa alla vigilia del match più importante della vita. È un affare di famiglia…

perfetta

Andrea è nato a Lago Patria, a mezza via tra Giugliano e Castelvolturno sul litorale domizio. A Napoli ha scoperto il pugilato nella palestra di papà Michele, tecnico errante. Prima nel suo ginnasio, poi alla Fulgor. E adesso tra Viterbo, Orte e Civitavecchia.

Il pugilato è un “male” di famiglia. Anche Diego, il fratello più piccolo, tre match da professionista e altrettante vittorie, ne è rimasto contagiato. In questa preparazione gli ha fatto da sparring.

Andrea Di Luisa ha boxato a buoni livelli da dilettante. Più volte campione nazionale, ha indossato la maglia azzurra e da militare si è tolto grandi soddisfazioni.

Passato professionista ha messo assieme un record di 17 vittorie e due sconfitte.

Nel 2008 ha lasciato la Campania ed è salito fino a Viterbo dove attualmente vive.

Un trasferimento dovuto alla necessità di avere un lavoro. Sono istruttore della Scuola Sottufficiali dell’Esercito. Tre corsi di allievi che studiano pugilato, 450 in tutto. È davvero bello“.

kover

Andrea ha il corpo avvolto dai tatuaggi, gli chiedo quanti siano.

Uno“.

Uno solo?

Diciamo che è uno che parte e finisce da dove è partito. In pratica sono una ventina, ma raccontano un’unica storia“.

Cosa rappresentano per te tutti questi tatuaggi?

Sono i ricordi di una vita“.

Quale è quello a cui tieni di più?

Quello con il nome di mio figlio Michele”

“Michele jr” interviene il nonno.

Andrea, vive con te?

No, vive con la madre da cui sono separato. Lo vedo due settimane al mese”.

Parlate di pugilato?

Prima, adesso molto di meno. La mamma ha detto che è uno sport pericoloso”.

Senti Andrea, tuo padre cosa ha detto la prima volta che ti ha visto con uno di questi disegni sulla pelle?

Mi ero fatto fare una testa all’interno del braccio, nascosta, sperando che non se ne accorgesse“.

E invece?

Se ne è accorto subito e ha pensato che fosse finto. Poi però non ha più fatto storie“.

padre

Michele sr è seduto davanti a noi, gli chiedo cosa pensi del fatto che la maggior parte del popolo della boxe sia convinto che un padre come allenatore sia una disgrazia per il figlio.

Dipende dal padre. Non discuto sul piano tecnico, è il rapporto con il ragazzo ad essere importante. Solo all’inizio ho tentato di tenere lontani dalla palestra Diego e Andrea, quando ho capito che erano davvero innamorati della boxe ho cercato di indirizzarli per la giusta via“.

Ma la tensione che cresce all’angolo potrebbe essere cattiva consigliera.

Michele fa un mezzo sorriso come per farmi capire che è d’accordo, poi devia improvvisamente.

È vero, ma io credo di avere una fortuna in più. Sono stato pugile, capisco meglio le situazioni importanti e so come gestire la tensione“.

Sabato Andrea Di Luisa affronterà Lucian Bute al catch weight di 171 libbre (77.564 kg), un po’ sopra il suo peso abituale.

Non sarà un problema combattere con un chilo in più“.

manifesto

Nell’aria c’è la tensione di un match importante, ma ad avvertirla è solo il clan italiano. I canadesi sono convinti che per il loro pugile sarà poco più che una passeggiata.

Salvatore Cherchi sorride.

Non bisogna mai sottovalutare un avversario. Avevo promesso ad Andrea che gli avrei trovato un match importante. L’ho fatto. Adesso gli ho detto che se compirà l’impresa, per lui è pronto qualcosa che potrebbe renderlo tranquillo per il resto della vita. Deve fare la sua parte, io farò la mia“.

Il match andrà in diretta sulla NBC, ma non sarà trasmesso in Italia.

Biglietti da 25 a 250 dollari, con tavolo da otto a 3.450 dollari cena compresa. Finora la risposta del pubblico non è stata esaltante, si pensa che sabato saranno quattromila gli spettatori. E il promoter Yvon Michel non ècerto contento…

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