L’agitato Barnes insulta la mamma di un rivale e la Nba lo multa: 50.000$

Matt-BarnesUn giocatore subisce un fallo, poi un altro. Uno degli arbitri fischia il fallo tecnico, dagli spalti urlano di tutto. Una donna grida più forte degli altri contro il colpevole della doppia scorrettezza.

Fai schifo!

Lui si volta e la insulta pesantamente.

Cosa le dice?

Il giornalista del Washington Post che riporta l’episodio dice che il quotidiano per cui scrive non può pubblicare parole tanto oscene. Ma prova a farci capire dicendo che il reo invita la donna a compiere atti sessuali e la chiama, cito testualmente “con un peggiorativo che tecnicamente significa la femmina del cane“.

Il giocatore che ha subito il doppio fallo è James Harden degli Houston Rockets. Il colpevole del triplo brutto gesto è Matt Barnes dei Los Angeles Clippers. La signora offesa è Monja Willis, mamma di James Harden.

La notizia vera, per noi abituati a qualsiasi cosa all’interno di uno stadio di calcio, è che la NBA ha punito con una multa da 50.000 dollari (cinquantamila dollari) Matt Barnes!

Il re dei tiri liberi dei Clippers nella stagione era già stato condannato a pagare 25.000$ per avere tirato acqua e detto parolacce a un tifoso durante la partita con i Washington Wizard, e altri 25.000$ di multa per avere insultato Robert Sarver: il proprietario dei Phoenix Suns.

mayL’ultimo “incidente” è accaduto mercoledì scorso, gli altri due in gennaio. Mese quest’ultimo in cui il giovanotto doveva essere particolarmente nervoso. Ha avuto una violenta discussione anche con FLoyd Mayweather jr (2.01 per 103 kg  lui, 1.73 per 66 kg l’altro).

Furioso per i 100.000 dollari complessivi da sborsare, Barnes ha provato a giustificarsi parlando con il Los Angeles TImes.

“La cosa pazzesca è i tifosi che possono dire tutto ciò che che vogliono contro i nostri figli, le nostre mogli, qualsiasi cosa. E se noi proviamo a reagire becchiamo una multa. Non possiamo essere trattati come animali in gabbia. Loro ci riempiono di parolacce e noi dobbiamo solo continuare a  correre. Se non vogliono essere insutalti, imparino per prima cosa a non insultare”.

Da noi come sarebbe andata?

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