Mayweather, fenomeno o falso campione?

kovercopia

Ancora qualche considerazione a chiusura di un lungo discorso su Floyd Mayweather.
Ho letto e sentito molte critiche al suo modo di combattere. Credo che buona parte di queste cattiverie siano nate perché il giudizio sulle sue qualità tecniche è influenzato da quello che fa e dice fuori dal ring. Se non fosse così arrogante in pochi metterebbe in discussione il valore assoluto di uno che è maestro nell’arte della difesa, ha grande velocità di braccia al punto da essere considerato tra i migliori incontristi di sempre e possiede una personalità così forte da reggere qualsiasi pressione.

L’altro fattore che influenza le critiche è la confusione che si fa tra bravura tecnica e capacità di emozionare.

Gli spostamenti millimetrici sull’attacco del rivale, la capacità di prendere pochissimi pugni in quasi vent’anni di carriera, l’arte dell’uscire dai colpi dell’avversario, la protezione della mascella con la spalla, la rapidità di esecuzione dei colpi, la magia di intuire un attimo prima quello che sta per accadere. Sono qualità eccezionali. Non possono essere messe in discussione.

Come non può esserlo il suo palmares.

Imbattuto da 19 anni e 48 incontri.

Campione del mondo dal 1998.

Campione dei superpiuma, leggeri, superleggeri, welter e superwelter.

Ha battuto, tra gli altri: Genaro Hernandez, Gregorio Vargas, Diego Corrales, Josè Luis Castillo, Arturo Gatti, Sharmba Mitchell, Zab Judah, Oscar De La Hoya, Ricky Hatton, Shane Mosley, Miguel Cotto, Marcos Maidana, Manny Pacquiao.

Eppure ho letto e sentito che è un pugile che non vale niente, che scappa, che ha paura.
“Facile vincere così”.

Se è così facile, perché di Mayweather ce ne è uno solo in giro per il mondo?

E qui torno a uno dei punti di partenza. Non emoziona.

Non sempre il bello significa passione. A un signore che mi ha scritto sul blog contestando il valore di Money ho detto quella che io reputo sia la ragione principale di tante contestazioni.

Floyd Mayweather è come quelle splendide donne che sembrano di ghiaccio.

Lui, come loro, non emoziona. Non ti prende al cuore, non ti fa saltare sulla sedia. E questo scatenarsi di passioni non è accaduto solo con pugili che erano grandi scazzottatori come Ray Boom Boom Mancini o Arturo Gatti, ma anche con chi assommava tecnica e capacità di entusiasmare come Marvin Hagler, Sugar Ray Leonard, Alexis Arguello.

Money mi affascina per la bravura, ma non mi emoziona. Questo non mi autorizza però a criticarlo sotto il profilo pugilistico.

A mettere un mattone sul giudizio, ad aumenare la già folta schiera di denigratori ha contribuito lui stesso, quando alla vigilia del match in un misto di capacità promozionali e naturale arroganza ha detto di essere migliore di Muhammad Ali e Sugar Ray Robinson.

Boom! L’ha sparata grossa. Non puoi paragonarti a chi, oltre ad avere vinto tanto sul ring, è stato capace di catturare il cuore della gente. Sono quelli i campioni che rimangono per sempre. Perché la storia della boxe, della musica, del cinema, è fatta di ricordi. E nella testa più che la purezza del gesto tecino, ti rimane l’intero pacchetto che il pugile ti ha consegnato. Bravura, carisma, coraggio, capacità di emozionarti.

Fatte le somme, Money non può mai figurare al primo posto.

Ma non basta certo questo per metterne in dubbio le qualità.

Mayweather è un ostacolo di primo livello. Hors catégorie è il termine usato nel ciclismo per indicare le salite di grande difficoltà. Ecco, credo che possa essere usato anche per il giovanotto di Grand Rapids. Quando ti sembra di averlo sotto tiro, ti accorgi che a correre il vero pericolo sei tu. Ha tempi di reazione eccezionali. È veloce, molto veloce. Capisce in anticipo le tue intenzioni, ti prende d’incontro e quando provi a replicare non lo trovi più.
Regge bene anche quelle che a Roma chiamiamo legnate. Il destro di Shane Mosley al secondo round del loro incontro gli ha fatto piegare le gambe. Ma poi è riuscito a recuperare e a vincere. Jab sinistro e diretto destro hanno costretto alla resa i suoi 48 avversari.
Tirando le somme, non facendoci condizionare dal cattivo percorso fuori dal ring e badando a non farci influenzare da quell’emozione che non proviamo vedendolo combattere, credo che molto serenamente si possa dire che è un grande pugile.

Non certo perché lo dico io, che ho sognato e tifato per Pacquiao vincitore, ma perché lo dicono i fatti: quanto ha vinto, contro chi ha vinto, con che margini ha vinto, per quanto tempo ha vinto.

Se non è un grande campione lui, cancelliamo gli ultimi vent’anni di boxe e mettiamoci a guardare il curling. Con tutto il rispetto che questo sport merita.

 

 

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8 Comments Add yours

  1. Antonio Alpi says:

    Egregio Sig. Torromeo.

    Le vorrei segnalare una cosa. Nel ciclismo non si parla di HORSE categorie, ma di HORS categorie (senza la E). Visto che questo errore compare in più articoli, ho pensato di segnalarlo. Per il resto nulla da eccepire.

  2. Vorrei aggiungere ,proprio per l’azzeccata sottolineatura a proposito di bravura tecnica e capacità di emozionare, che quest’ultima è proprio uno degli ingredienti fondamentali per lo spettacolo sportivo e soprattutto del pugilato. ed è ciò che è venuto a mancare in questa sfida, gestita in modo magistrale dal punto di vista mediatico C’erano aspettative agonistiche che i due pugili incarnano alla perfezione, proprio come dici,il miglior incontrista contro il miglior attaccante. Ci si aspettava che dopo il lungo lavoro tattico e mentale venissero fuori ,non come dice il semplice tifoso i” cazzotti il sangue ecc” ma la classe di chi sa portare il match dalla sua parte . E’ mancata l’emozione di vedere i due pugili cercare non la vittoria in economia ma quella cercata a tutti i costi. Nessuno dei due ha voluto rischiare di perdere.
    Certamente sul ring ci vanno i pugili ,ma se sei coinvolto in questi eventi capaci di muovere un ‘enorme massa di denaro e un interesse mediatico tale, è chiaro che ci si deve poi aspettare delle reazioni spropositate e molte volte insensate da parte tifosi e appassionati.

  3. Gino Freo says:

    Floyd è un fuoriclasse, di cosa stiamo parlando????? – che poi per certi, “invidiosi” sia antipatico….., io che seguo anche il calcio…, ahimè milanista……, mi è “antipatico” Maradona… ma non per questo lo ritengo, da quello che capisco io…, il migliore…, o perlomeno uno dei 2-3 calciatori più forti di sempre.
    Il match con Pacquiao è stato SCIENTIFICO, grande. Solo l’intelligenza di Many, forse sconosciuta, ha fatto si che non perdesse prima del limite.
    Un abbraccio,
    Gino

    1. JACK says:

      buona sera signor. dario torromeo, sono un tuo lettore , leggo quasi tutti gli articoli che scrivi (sulla boxe) ,ammetto che sono da diversi anni un fan sfegatato di pacquiao, ma scrivo per rispondere con “simpatica arroganza” alla seguente domanda (Se è così facile, perché di Mayweather ce ne è uno solo in giro per il mondo?) E da critico , come molti altri, rispondo nel dire che nel mondo del pugilato ci sono ancora combattenti che hanno una dignità, non lo dico per le azioni che si svolgono nella sua vita privata, mi riferisco a quelle “piccole” e ripetitive vicende che si sono svolte durante la sua carriera , a me puzzano tantissimo, e non do mai nulla al caso, secondo me il “pugile” c’ è stato dentro fino al collo, ecco perchè egli non è amato dalle persone, come si fa ad amare uno cosi, che si è sempre aggiustato le carte in tavola ,che ha sempre evitato un grande campione , un vero campione come manny , per poi andarlo ad affrontare quando il match non aveva più senso? so che è stato difficile fare (mi perdoni l’ espressione) l’ avvocato del diavolo, ma definire mayweather un vero campione mi è cosi difficile.La stimo e la continuerò a stimare , perchè lei, non c’ è bisogno che lo dico ma ritengo opportuno dirlo è un grande scrittore.
      GRAZIE PER L’ ATTENZIONE

  4. Antonello Mattia says:

    Condivido anche le virgole di questo articolo.
    Floyd ha fatto cose sovraumane in carriera, eppure da molti è ancora visto come uno sbruffoncello cattivo.
    Il punto è che sul ring a vincere per 48 volte ci è salito da solo, a quanto mi risulta…

  5. fabio says:

    Comunque che Pacquaio si debba operare per una cosa così grave per un pugile, e che dunque davvero fosse di fatto assolutamente al di sotto del suo miglior standard e in generale improponibile per un combattimento di alto livello, chiarisce perchè nelle ultime tre riprese non ha mai tentato di chiudere. La storia della stanchezza di tipo aerobico non è credibile. E’ evidente che il problema, che richiede un’operazione, non poteva uscire prima del match, avrebbero dovuto rinviare tutto di un anno, quindi annullare un affare di 400 milioni di dollari. Dire che Manny, che ha inseguito per cinque anni Floyd, sia stato sfortunato è poco. e in fondo ogni grande storia è anche una somma di sfortune e fortune. Con la notizia dell’operazione della spalla, per me Pacquaio ha fatto un combattimento leggendario. Ha addirittura attaccato lui! Assurdo

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