“Maravilla” Martinez fa causa all’Aiba

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Finalmente qualcuno che si decide a portare davanti a un Tribunale la vicenda Aiba. Leggendo le motivazioni della Maravilla Box Promotion non posso che essere d’accordo su tutta la linea. Rispecchiano le denunce che, con articoli e interviste, ho più volte fatto sul mio blog e sul sito boxeringweb.net.

Serviva una persona coraggiosa che non temesse di sfidare l’Aiba, un’organizzazione potente e che gode dell’appoggio incondizionato del Cio.

Sergio “Maravilla” Martinez è un guerriero del ring, un pugile che ha vinto mille battaglie, ha conquistato il titolo mondiale dei medi e ha dimostrato a tutti di avere nervi salti e capacità per battersi e sconfiggere i migliori.

Adesso affronta una battaglia diversa. Gli auguro di farcela ancora una volta.

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La compagnia che dirige ha intentato causa all’Aiba per i seguenti motivi:

  1. Ha forzato le Federazioni Nazionali a affiliarsi esclusivamene alla sua associazione, vietando esplicitamente qualsiasi contatto con Ebu, Wbc, Wba, Ibf, Wbo.
  2. Ha proibito a qualsiasi organizzazione che non fosse Aiba di organizzare.
  3. Ha imposto alle Federazioni Nazionali di affiliare solo professionisti che combattessero nei suoi tornei.
  4. Ha obbligato le Federazioni Nazionali a presentare i risultati delle rispetteve elezioni per la presidenza e il consiglio federale, le ha forzate a presentare lo statuto prima di renderlo esecutivo. Senza la sua finale approvazione nulla può essere fatto.
  5. Ha obbligato i pugili a firmare contratti commerciali solo con compagnie di sua proprietà, a farsi gestire le carriere unicamente dalla sua associazione, a eliminare promotori e manager.
  6. Ha vietato alle Federazione Nazionali di concedere la licenza a maestri e manager che non facciano parte della sua organizzazione
  7. Ha minacciato le Federazioni Nazionali di espellerle dall’Aiba in caso di non osservanza totale di queste imposizioni, espulsione che porterebbe alla negazione di una partecipazione ai Giochi Olimpici.
  8. La Federazione Spagnola è diventata lo strumento per la diffusione di questo sistema imposto dall’Aiba.
    Dopo avere sofferto tutte queste ingiustizie che interferiscono con la sovranità nazionale, unita alla paura di ulteriori sanzioni Aiba, la Meravilla Box Promotion si è vista costretta a portare il caso davanti alla giustizia ordinaria che dovrà decidere sulla legalità delle regole imposte da un’associazione privata.
    Sergio Martinez ha poi scritto di suo punto una dichiarazione che è stata pubblicata sul sito boxingscene.com che ha riportato la notizia che ho riassunto sopra e l’articolo a firma del campione.
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di Sergio Martinez
Io, Sergio Martinez, devo tutto alla boxe, non all’AIBA. Siamo tutti cittadini del mondo della boxe, ma l’AIBA vuole inscatolarci nelle sue pratiche monopolistiche. Questo è un problema deve essere giudicato dalla legge, la creazione di monopoli porta solo alla distruzione delle industrie.
La presentazione di questa richiesta alla Corte, è una cosa che dovevo a tutta la boxe, a tutte le parti coinvolte (organizzatori, dirigenti, pugili, allenatori, federazioni, comitati, televisione, ecc …).
Grazie alla boxe, oggi ho la possibilità e la libertà di esercitare il mio diritto di giustizia. Non ho nulla da temere dall’AIBA, nessuno deve temere questa organizzazione. Dobbiamo affrontarli e dirgli che le loro pratiche violano le ambizioni di tutti i pugili che sognano di diventare un giorno campioni del mondo. Questo è il nostro sogno. Diventare campioni del mondo, non vincere i tornei dell’AIBA.
Siamo consapevoli che ci sono Paesi in cui le imposizioni dell’AIBA possono provocare una risata, ma in quei luoghi dove l’industria non è ancora sviluppata questo tentativo potrebbe portare alla scomparsa di boxe, almeno della boxe come la conosciamo. È per questo che ci opponiamo e ci batteremo contro l’AIBA fino a quando l’ultimo squillo di gong non suonerà. Non vediamo l’ora che tutti i membri della famiglia pugilistica si uniscano a noi in questa azione.
Vogliamo ringraziare pubblicamente il supporto che stiamo ricevendo dalle organizzazioni mondiali, WBC, WBA, IBF, WBO e EBU che hanno espresso la loro posizione e il loro impegno irrevocabile per questa causa.
Soprattutto voglio ricordare e onorare al mio caro Presidente, Don Jose Sulaiman, il cui timore di anni è diventato realtà. Aveva ragione, ancora una volta, avvertendoci del pericolo che stava arrivando. Ma siamo sicuri che alla fine avremo una vittoria netta.

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