Mayweather meglio di Ali? Ma per favore…

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Floyd Mayweather parla, parla, parla.

Dicono che serva a rafforzare il personaggio, a creare i presupposti per guadagnare milioni di dollari. Sono d’accordo.

Sono molto meno d’accordo quando gli sento dire che è migliore di Ali e Sugar Ray Robinson. E non credo che quest’ultima sparata sia stata costruita a tavolino assieme a qualche genio della comunicazione. Pretty Boy è abbastanza arrogante da crederci davvero.

Anche Muhammad Ali non la smetteva mai di parlare. Ma aveva un’altra classe e, soprattutto, anche le più grandi smargiassate erano coperte da un velo di ironia.

Mayweather è rozzo negli insulti.

Ali era un’artista.

Sono così veloce che l’altra notte ho spento la luce appena entrato nella mia stanza d’albergo ed ero già sul letto prima che la stanza diventasse buia”.

Credete che Floyd sarebbe mai capace di avventurarsi in una boutade come questa?

La boxe è una gran quantità di uomini bianchi che guardano due uomini neri che si picchiano senza sosta”.

La verità in una frase. Pretty Boy dovrebbe prendere appunti.

Lui al massimo può dire: “Neppure se mi facessero il lavaggio del cervello direi che Sugar Robinson e Ali sono migliori di me”.

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Il linguaggio di Ali nascondeva sempre il sorriso.

Se stai sognando di batteremi, sarebbe meglio che ti svegliassi e chiedessi scusa”.

Mayweather mette in mostra i soldi, poi i gioielli, quindi il lusso.

Ali non viaggiava su questa lunghezza d’onda.

Pretty Boy è convinto di godere di enorme popolarità.

Ali era ed è universale. Lo conoscono in ogni angolo della Terra. Fermate una persona per strada, domandategli di lui e otterrete una risposta più che esauriente. Qui in Italia tanto per fare un esempio, esclusa la nicchia degli appassionati di boxe, per la maggior parte delle persone Mayweather è un nome che non dice niente.

Ali non aveva i social network a disposizione, la comunicazione viaggiava a scartamento ridotto. Eppure è riuscito a entrare in ogni casa. Su questo piano non ha rivali. È il personaggio più popolare che lo sport, non solo la boxe, abbia mai avuto.

Ali aveva un dono della sintesi che Mayweather non ha mai posseduto.

I campioni non si fanno nelle palestre. I campioni si fanno con qualcosa che hanno nel loro profondo: un desiderio, un sogno, una visione“.

Chi credete l’abbia detta?

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Sono contrario a confronti fra pugili di epoche diverse, lo sono ancora di più fra quelli che hanno militato in categorie differenti. Non paragonerei mai un welter a un massimo. Le graduatorie all time pound for pound (ovvero di ogni epoca e senza limiti di peso) sono un gioco. Ne sono convinto da sempre.

Quindi non sto neppure a mettere sulla bilancia il valore assoluto dei due. Dico solo che per indicare i migliori pugili di sempre sarebbe preferibile adottare un altro metodo. L’indicatore numero uno dovrebbe essere quello che risponde alla domanda: “Quanto e come hanno cambiato la loro epoca?

Perché per essere il migliore devi avere portato la rivoluzione nel tuo sport.

Ali ha stravolto la strategia di combattimento dei pesi massimi, ha portato la plasticità del gesto tecnico anche tra questi giganti. E soprattutto ha sdoganato definitivamente la boxe, l’ha fatta entrare nelle case di tutto il mondo, ha fatto appassionare nonne e nipoti, uomini e donne, ricchi e poveri. Ha addirittura tolto (in apparenza, ovviamente) quel peso che incombeva sulla nobile arte, il peso della violenza. Metteva ko i suoi rivali e sembrava che lo facesse senza mai usare violenza. Potenza dell’eleganza del gesto.

Mayweather è un fenomeno di tecnica, di abilità difensiva, di bravura assoluta. È il fuoriclasse, sia chiaro, numero uno di oggi. Ma non ha realizzato alcuna rivoluzione.

Ali si è assunto ogni responsabilità dei suoi gesti. Si è rifiutato di accettare la cartolina militare e partire per la guerra in Vietnam. Per questo è rimasto fermo tre anni e sette mesi perdendo titolo, soldi e consensi da parte dei conservatori.

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Mayweather non si è assunto neppure la responsabilità del gesto vile commesso nei confronti della ex fidanzata, picchiata e minacciata davanti ai loro due bambini. Condannato dal tribunale a tre mesi di prigione, finito in galera, nei giorni scorsi è andato davanti a un microfono della tv e ha detto che lui non ha mai commesso quel reato.

Sarò di parte, ma prima di parlare di Muhammad Ali il signor Floyd Mayweather dovrebbe capire di chi e di cosa sta parlando.

In quanto a Sugar Ray Robinson non mi pronuncio. Non ne vale la pena. Per me è il più forte di sempre. Il più grande all time e pound for pound.

Ogni giorno che passa spero sempre di più che l’impossibile si realizzi. Ho visto abbastanza pugilato da indicare Mayweather chiaro favorito contro Manny Pacquiao. Ma lo ripeto ancora una volta, sarei davvero felice se il filippino riuscisse a smentirmi.

 

 

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