È giusto pagare un pugile 150 milioni?

Oscar De La Hoya, Floyd Mayweather Jr.

IN TANTI mi hanno chiesto se sia giusto dare a un pugile 150 milioni di dollari per un solo match. È più o meno quanto guadagnerà Floyd Mayweather jr per affrontare Manny Pacquaio (a cui andranno circa 100 milioni) il 2 maggio a Las Vegas.

Comincio con il precisare che la cifra è orientativa. Molto dipenderà dalla vendita della pay per view. Ma questo non è l’essenza del problema e non risponde neppure alla domanda.

Dico subito che per me è giusto.

Perché non sono soldi pubblici.

Perché sono i due pugili a generare il guadagno.

Perché alla fine tra giro d’affari direttamente legato al mondiale e indotto si supereranno abbondantemente i 400 milioni di dollari.

Vediamo come.

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Il record di acquirenti per la pay per view è di 2,5 milioni per Mayweather vs De La Hoya del 2007. L’incasso più alto si è registrato nel 2013 per Mayweather vs Alvarez ed è stato di 150 milioni.

Se si calcola che sia Floyd che Pacquiao sono leader nella vendita della ppv e che questo è il più grande evento pugilistico degli ultimi dieci anni, si capisce come le cifre possano salire velocemente e i record siano destinati a essere battuti.

Una stima che non dovrebbe essere lontana dalla realtà indica attorno ai 3/3,5 milioni la vendita della ppv (costo: 89.95$, più altri 10$ per vederla in alta definizione), con un introito superiore a 300 milioni di dollari. Di questi il 50% andrà ad arricchire le borse degli sfidanti, Hbo e Showtime incasseranno l’altro 50%.

Legati allo spettacolo televisivo saranno anche gli incassi per i diritti all’estero e le repliche negli Stati Uniti.

Il record al botteghino è 20.003.150 dollari per Mayweather vs Alvarez del 2013. Se si tiene in considerazione il fatto che in quell’occasione i biglietti (venduti in 24 ore) costavano da 350 a 2.000 dollari ed ora dovrebbero andare da poco sotto i 1.000 a 4.000, non sarebbe una sorpresa se i 17.000 spettatori portassero nelle casse altri 40 milioni.

A queste cifre vanno aggiunti i ricavi delle sponsorizzazioni e del marketing.

Per le prime saranno coinvolte grandi industrie.

Per l’altro sono certo che cappellini, T-shirt, berretti e sciarpe del match andranno sicuramente a ruba.

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Poi c’è l’indotto. Sono cominciate le scommesse e il trend di investimenti sembra decisamente positivo. Piccole, costanti somme (da 100 a 1.000 dollari) sono state puntate su Pacquiao, quotato come sfavorito: puntando 100$ su di lui se ne incasserebbero 225. Somme più importanti (una scommessa da 30.000 dollari è stata fatta a 24 ore dall’annuncio ufficiale) sul favorito Mayweather che paga 100$ per ogni 285 di puntata.

I prezzi degli alberghi sono saliti vertiginosamente.

L’MGM che ospiterà l’evento per le giornate dell’1 e 2 maggio ha portato il costo camera da 190$ a 796 più tasse. Il Circus Circus da 99 a 200, l’Excalibur da 159 a 349, il New York New York da 145 a 425.

Ristoranti, taxi, spettacoli. Tutto dovrà essere pagato di più e ogni posto sarà più affollato.

dollari

Quello che negli Stati Uniti chiamano “gross”, il lordo degli incassi, sarà tra i 400 e i 500 milioni di dollari. Che la metà vada nelle tasche di chi genera tutto questo, di chi è il motore dell’evento, delle persone senza le quali nulla sarebbe accaduto, di chi prende pugni sulla faccia mi sembra una cosa giusta.

Piccola consolazione per chi, nonostante tutti i numeri che ho messo in fila, continua pensare che i dollari dei compensi siano troppi. Gran parte delle borse sarà legata all’incasso della ppv. Stime pessimistiche dicono che potrebbe fermarsi a tre milioni di acquirenti, cioè a 300 di proventi, 150 dei quali nelle tasche di Mayweather (90) e Pacquiao (60). Ma poi ci sarebbero comunque tutte le altre royalty…

Floyd Mayweather jr e Manny Pacquiao sono i protagonisti del più grande affare che un match di pugilato abbia mai prodotto. Senza uno di loro due tutti questi soldi non sarebbero circolati, non sarebbe stato prodotto alcun guadagno. Perché pensate che mettersene in tasca la metà sia troppo?

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