Da due mesi Roma senza gioco e carattere

1383572441_pianic

LA ROMA seconda in classifica è la conferma dell’attuale livello del calcio italiano.

Sei pareggi nelle ultime sette partite, un gioco noioso, poco concreto, ripetitivo. Contro un Verona che lotta per non retrocedere ha tenuto palla per ¾ della partita ed ha concluso (su azione) due sole volte nello specchio della porta.

Decisamente più scarsa del passato in difesa. Manolas e Astori/YangaMbiwa sono lontani anni luce da Castan e Benatia. Lenta e prevedibile a centrocampo dove Pianic ha subito un’inquietante involuzione e Nainggolan, che prima o poi finirà per scoppiare, a forza di correre non è quasi mai lucido quando si tratta di fare l’ultimo passaggio o di tirare in porta. Assente in attacco, con Gervinho imbarazzante e Doumbia che proprio non riesce a farsi notare almeno una volta.

Carente sotto il profilo atletico, priva di una rabbia agonistica che avrebbe potuto mascherare le pecche, la Roma è senza gioco da due mesi.

E il suo allenatore Garcia continua a raccontare realtà inesistenti. I cambi arrivano in ritardo, la scelta degli uomini non è quasi mai è convincente.

Nelle ultime sette partite la Roma ha perso otto punti sulla Juventus. Eppure l’allenatore continua a dire frasi come questa: “Sfortunati e stanchi nel finale.” Dimenticando forse che giocava contro un Verona che nelle ultime cinque partite aveva rimediato quattro sconfitte e una vittoria, subendo 14 gol e realizzandone solo 5.

La squadra manca di carattere. Attaccanti e centrocampisti trotterellano, raramente corrono e quasi mai si propongono per il passaggio. Se ne stanno lì, fermi, in attesa del pallone, salvo poi sprecarlo quando arriva tra i loro piedi.

Il possesso palla è di una lentezza da crisi isterica. È bastato che il Verona si chiudesse dietro, senza fare nulla di speciale, e la storia è finita ancor prima di cominciare. Il gol è arrivato con un tiro da lontano di Totti. Ljajic si è fatto sentire solo su punizione. Ma non ho neppure visto quella rabbia agonistica che avrebbe potuto dare la scossa a una squadra in crisi di identità

La Roma è in piena involuzione. Di gioco e di risultati. Eppure è sempre lì, seconda in classifica.

È la Serie A, bellezza.

Advertisements