La prima volta di Victor, anni 34

kover

I DOMINICANI sono campioni di baseball. Si chiamano David Américo Ortiz Arias detto Big Papi, Robinson José Canó Mercedes e José Alberto Pujols Alcántara.

I dominicani giocano a basket.

Qualcuno è stato anche pugile di successo. Io ne ricordo uno.

Leo Cruz era venuto in Italia nel febbraio dell’84 per mettere in palio il mondiale supergallo Wba a Milano contro Loris Stecca. Veniva da una famiglia nata nel segno della boxe. Grande fighter papà Carlos, campione dei leggeri il fratello Carlos jr che aveva sconfitto Carlos Ortiz nel ’69 ed era rimasto vittima di una tragedia mentre si preparava alla rivincita. L’aereo su cui viaggiava, un DC9 della Dominicana De Avjacion, era precipitato subito dopo il decollo. Leo era venuto a Milano ed era tornato a casa senza la cintura, Loris lo aveva sconfitto prima del limite.

Baseball, basket, boxe dunque. Ma che si dovesse scrivere una storia su un tennista della Repubblica Domenica fino a qualche mese fa nessuno l’avrebbe mai pensato.

Lui si chiama Victor Estrella Burgos detto Viti. È nato il 2 agosto del 1980 a Santiago de los Caballeros e con i suoi 34 anni è il più anziano tennista a vincere per la prima volta un torneo Atp. È accaduto a Quito, Ecuador, dove ha battuto in finale Feliciano Lopeze. Lo scorso anno era stato il più anziano esordiente agli US Open, oltre ad essere il primo domenicano ad entrare nel tabellone principale.

Viti è entrato per la prima volta su un campo da tennis quando aveva otto anni.

Elgio Felix e Ana, i genitori, lo avevano portato al Centro Espanol Santiago per affidarlo a un loro amico allenatore. Al coach avevano detto poche parole.

Lo affidiamo a te. Il nostro figliolo un problema. È un ragazzo irrequieto che deve sfogare in maniera positiva la sua aggressività. Fallo correre, fallo stancare, togligli le forze. Pensaci tu.

Victor sognava di diventare un giocatore di baseball, un po’ come da noi tutti i bambini sognano di diventare calciatori. Ma se proprio il gioco di palla e mazza non fosse stato il suo mondo, allora avrebbe voluto fare il cantante. Perché mai lo avevano portato in un posto dove si giocava a tennis?

Il coach aveva capito il messagio dei suoi amici e aveva messo il ragazzo a fare il raccattapalle. La strategia da maestro di Karate Kid a lungo termine era risultata vincente. Victor Estrella Burgos si era appassionato al gioco. E aveva dimostrato che a tennis ci sapeva fare.

victor gattuso

Il campo di battaglia di questo grintoso tennista, che a volte mi ricorda “Ringhio” Gattuso, sarebbero diventati Future e Challager. Oltre era impensabile andare. Non c’erano abbastanza soldi per viaggiare. Era andata avanti così fino al 2002. Aveva 22 anni e doveva decidere cosa fare da grande. Meglio diventare allenatore e guadagnare i soldi per vivere. Progetto che aveva messo in pratica.

Andava a vedere qualche volta giocare Los Aguilas Cibalnas, la squadra di baseball della sua città, e continuava a sognare un futuro che non ci sarebbe stato. Né giocatore di baseball, né cantante e neppure tennista.

Poi nel 2006 un altro allenatore aveva fatto la comparsa nella sua vita.

Sixto Camacho il suo nome.

“Viti mi daresti una mano?”

Cosa dovrei fare Sixto?

“Sono nel team di Coppa Davis di Portorico e ci serve uno sparring per i nostri ragazzi. Te la senti?”

Arrivo.”

Era stato come riannodare un discorso lasciato a metà, rivedere un vecchio amore. Victor aveva deciso che stavolta non avrebbe abbandonato il sogno. Aveva ricominciato e qualche piccolo risultato lo aveva portato a casa. Poi nel 2012 si era strappato la cartilagine del gomito destro mentre giocava in Coppa Davis contro il Messico. Sei mesi di stop e il pensiero di un ritiro definitivo era entrato a fare parte dei suoi pensieri quotidiani.

Ma Viti è un ragazzo tosto. In campo e fuori. È andato avanti, ha ripreso ad allenarsi e poi a giocare. A luglio dello scorso anno era però ancora 386 del mondo.

open

Poi è arrivato il 2014.

Ha vinto il Challanger di Salinas in Ecuador, è approdato in semifinale a Bogotà in un torneo Atp, è salito in classifica fino al numero 79.

Ed è entrato nel tabellone principale degli US Open dove ha esordito battendo l’olandese Igor Sijsling in quattro set.

Le tribune del campo numero 6 erano piene di domenicani che hanno fatto un tifo incredibile.

Basta che ce ne siano dieci e ti sembra di sentirne cento!

Ma su quegli spalti erano davvero in tanti e strillavano come ossessi.

A un certo punto mi sono fermato e gli ho detto: non potete continuare a chiamare fuori tutte le palle di Sijsling, mi confondete.

Alla fine è stata grande festa per tutti. Anche per il conto in banca di Burgos che è volato a New York senza il preparatore fisico Mathias Rizzo e (sembra) senza neppure l’allenatrice Barbora Bozkova: mancavano i soldi.

Dopo quella vittoria ha sconfitto un croato, una grande speranza del tennis. Si chiama Borna Coric e ha 17 anni. La metà di Victor Estrella Burgos, che è stato fermato solo al terzo turno e dopo tre tie break da Milos Raonic.

Adesso è arrivato anche il primo successo in un torneo Atp e con questo il numero 52 del mondo. Questo giovanotto di 34 anni non finisce di stupire…

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