Verso Rio 2016, parte male l’Italboxe

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PE- PAM

Un uno due ha messo ko l’Italboxe, la squadra torna da Baku portandosi dietro solo dubbi, timori e delusioni. È finito nel peggiore dei modi l’esordio nelle World Series of Boxing edizione 2015.

Sono rimasto incredulo davanti al match di Vincenzo Mangiacapre.
Mangiacapre ha dominato Daniyar Yeleussinov. Trenta secondi per capire chi avesse davanti, poi via. Cominciava la lezione. Attacchi in controtempo, rapidità di esecuzione, grande condizione atletica. Ma soprattutto schivate millimetriche.
Visto? Sono come Matrix!

Questo scrivevo da Londra due anni fa, il ragazzo di Marcianise conquistava la semifinale olimpica e soprattutto conquistava tutti noi. Di quel pugile ieri sera non c’era nulla. Lento, legnoso, incapace di intuire i colpi del rivale. Restava sempre lì una volta portato il colpo e si faceva centrare dal gancio di Gadzhialiyev. Più spesso il sinistro, ma con buona frequenza anche il destro.

Due volte contato, nel primo e nel secondo round, mi è sembrato l’ombra di quello che era. Ha anche impostato in modo strano la sfida. Da picchiatore. Fermo sulle gambe, a corta distanza, come se dovesse scambiare sulla linea di fuoco per vedere chi fosse il più forte. E l’altro lo ha superato proprio sul campo in cui Mangiacapre era un maestro, la velocità di braccia, la rapidità nell’esecuzione del colpo. In attacco e di incontro.

È una sconfitta che viene da lontano. Da un anno sprecato a fare il peso medio nelle Wsb, a guardare gli altri combattere. Da un’altra stagione a ritmi lenti. Lui è un talento, non può essersi perso così. Non ci credo, quello che ho visto battersi sul ring di Baku non è neppure un lontano parente del vero Vincenzo Mangiacapre.

Condizione fisica, approccio tattico, incisività, rapidità di esecuzione. Tutto abbondantemente sotto la sufficienza. Ma non condanniamolo senza appello. Un pugile del suo livello saprà riscattarsi. A patto che capisca esattamente cosa è successo in Azerbaijan e non corra dietro a qualche giustificazione che potrebbe convincerlo che è stata solo una serata storta.

Non ho fatto in tempo a riprendermi dallo shock del match tra i superleggeri che mi è piombato addosso il ko subito da Fabio Turchi.

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Dopo due riprese perse di misura, è andato ad affrontare la terza. Nei round iniziali aveva fatto una discreta pressione, senza però mai scaricare serie importanti. Aveva tenuto il ring con onore contro un rivale più esperto di lui. Non si era mai scoperto, aveva tentato qualche affondo. Insomma, era sotto ma niente di definitivo.

Abdulkadir Abdullayev lo ha invece trattato allo stesso modo in cui aveva trattato il compagno di categoria e di maglia Clamente Russo dieci mesi fa. Allora era stato un montante sinistro al fegato al primo round a chiudere la sfida, stavolta è stato lo stesso montante sinistro al fegato. L’unica differenza è che Fabio è rimasto in piedi sino a quando mancavano 39 secondi alla fine del terzo. Un round in cui l’azero aveva aumentato il ritmo e il nostro aveva mostrato un po’ di affanno.

Un ko a effetto ritardato, una caduta al tappeto, una doppia ferita alle arcate sopracciliari. È finito così l’esordio della speranza azzurra, del peso massimo toscano. È giovane e bravo, avrà tempo per rifarsi.

L’unica nota positiva per Italia Thunder (le foto del servizio sono dal sito Facebook della squadra), in una serata da dimenticare è arrivata dal minimosca Patrick Barnes, un irlandese che ha sconfitto l’azero Ibiyev.

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Ha perso il peso medio Paolo Cavallaro, ma ha tenuto bene il ring. La sua sconfitta è legata all’interpretazione da parte dei giudici del quarto round. Aveva vinto primo e terzo, si fosse aggiudicato anche quello avrebbe portato a casa il risultato. È stata una ripresa difficile da interpretazre, combattuta sul filo della parità. La giuria ha deciso di assegnarla al bielorusso Veslalou che ha così portato un altro punto ai Baku Fires.

Male per noi. Decisamente male. Era un impegno difficile, un esordio impegnativo. Ma non abbiamo solo perso, abbiamo lasciato che gli altri dominassero. E le nostre due punte sono uscite nel modo peggiore. Qualcosa non va, soprattutto nel modo in cui Mangiacapre è arrivato sul ring. Speriamo sia un problema destinato a scomparire nei prossimi impegni.

Il cammino dell’Italia verso l’Olimpiade di Rio de Janeiro 2016 è cominciato nel peggiore dei modi.

Risultato: Azerbaijan Baku Fires (allenatore Nuripasha Talibov) b. Italia Thunder (allenatore Raffaele Bergamasco) 4-1.
Risultati: Minimosca: Barnes (Irl, 48,8) b. Ibiyev (Aze, 49 kg) 3-0 (49-46, 49-46, 50-44); piuma: Gurbanov (Aze, 56, A) b. Conlan (Irl, 55,9) 3-0 (49-46, 48-47, 48-47); superleggeri: Gadzhialiyev (Aze, 63,9, A) b. Mangiacapre (Ita, 64) 3-0 (50-44, 50-44, 49-46); medi: Veslalou (Blr, 74,9, A) b. Cavallaro (Ita, 74,5) 2-1 (49-46, 47-48. 49-46); massimi: Abdullayev (Aze, 91, A) b. Turchi (Ita, 90,2) ko 3.
Nota: in neretto la squadra Italia Thunder.
Prossimo appuntamento: 24 gennaio a Miami (Miccosukee Sports & Entrertinment Dome) contro gli Usa Knockouts.

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