I Giochi del 2024 a Roma? No, grazie

Roma-2024

C’È QUALCOSA che mi sfugge nella questione “Roma 2024”.

Sono mesi che leggo sui giornali articoli su articoli.

Sono le scadenze a generare confusione.

Il 15 dicembre (forse) Roma annuncerà la candidatura.

Solo a settembre/ottobre del 2017 sapremo se sarà designata sede olimpica.

Solo nel 2024 si svolgeranno i Giochi.

Mancano dieci anni! E se ne parla come se dovessero cominciare domani. Pagine su pagine, grafici, interviste. Non ce la faccio più.

Sono in minoranza e debbo quindi dedurre di non conoscere il tipo di informazione che i lettori vorrebbero ricevere.

Mi sarei accontentato degli articoli di alcuni esperti che mi spiegassero costi potenziali, tipo di investimenti pubblici necessari, capacità nel panorama economico attuale di reperire finanziamenti privati, benefici eventuali e impatto sulle nostre tasche del progetto. Un paio di servizi che comprendessero tutte queste belle cose e poi se ne sarebbe riparlato tra quattro anni.

Ma evidentemente sono un ingenuo.

Leggo che sarà un’edizione “low cost”. Dicono che lo ha annunciato il Cio. A me sembra che manchi ancora la ratifica che comunque dovrebbe arrivare dalla prossima assemblea straordinaria a Montecarlo. Ma sono particolari.

L’ultima Olimpiade invernale, nel febbraio scorso a Sochi, è costata 40 miliardi di euro.

L’ultima Olimpiade estiva, nel 2012 a Londra, è costata 30 miliardi di euro.

Tutto sta a mettersi d’accordo sul significato di “low cost.”

L’investimeno di 10 miliardi da parte del Governo greco in un Paese già in crisi economica ha aperto la spirale in occasione di Atene 2004. È aumentato il deficit pubblico, le procedure che dovevano avviare le necessarie riforme sono state rallentate. E si è arrivati al baratro finale.

Ma veniamo a noi.

giornale

Il Presidente del Consiglio Renzi continua a parlare di sogni. A me piace di più guardare la realtà. I sogni si trasformano facilmente in incubi.

Chiunque viva a Roma conosce benissimo la situazione di caos in cui si muove la capitale. Traffico impazzito a ogni ora del giorno e della notte, immondizia sparsa qui e là alla faccia della differenziata, strade sporche e piene di buche, impianti pubblici inesistenti, servizi pubblici carenti sull’intero territorio urbano, addirittura uno stadio come il Flaminio inutilizzato, il Velodromo dell’Eur rimasto desolatamente vuoto per quarant’anni e demolito nel 2008. Pronti a cosa?

Torino 2006 ha speso quasi un miliardo di euro per impianti che sono poi rimasti inutilizzati.

L’ultimo grande evento sportivo di casa nostra sono stati i Mondiali di Nuoto del 2009. Ancora stiamo aspettando un bilancio esaustivo della manifestazione.

Per non parlare di episodi recenti di corruzione riguardo grandi eventi/progetti in generale. Expo 2015 e Mose sono lì a mostrare la vergogna nazionale.

In un Paese che ha quasi il 50% di sedentari e dove la pratica sportiva è in pratica affidata ai privati (solo 18 bambini su 100 fanno sport a scuola), dove gli impianti coperti sono in pratica solo a pagamento, sento improvvisamente parlare di coscienza sportiva. E in riferimento all’organizzazione di un’Olimpiade.

Non penso di essere pessimista, né tantomeno scettico o prevenuto. Dico semplicemente che il passato organizzativo dell’Italia, l’attuale situazione socio-economica del Paese, la nostra tendenza a creare scandali quando l’occasione è tentatrice (ad essere onesti, anche quando non lo è) dovrebbero portarci verso altri obiettivi.

Roma 2024 prevede la costruzione di 18 nuove stutture e il rifacimento di altre 24. Tremo all’idea di cosa potrebbe accadere.

La presentazione della candidatura sembra costi dai 20 ai 45 milioni di euro. Mi fermerei prima.

Il fatto che una ad una siano scappate tutte le candidate all’organizzazione dell’Olimpiade invernale 2022 non dice niente?

Se ne è andata Leopoli in Ucraina. L’ha seguita Cracovia in Polonia: un referendum popolare ha detto no all’Olimpiade con il 70% dei votanti schieratosi contro questa prospettiva. Si temeva uno spreco di soldi pubblici e la possibilità che i fondi a disposizione dessero il via a fenomeni di corruzione.

Oslo si è ritirata dopo che era stata ventilata la possibilità di un aumento delle tasse per fare fronte all’impegno.

Stoccolma l’aveva anticipata non avendo adeguato sostegno economico.

olimpiadi-sochi-2014

Sono rimaste solo Pechino, che deve fare i conti con il fatto che la città partner con cui dividere l’Olimpiade sarebbe Zhangjakon: nel nord ovest della Cina a circa 200 chilometri di distanza dalla capitale, e Almaty in Kazakistan.

Non è un segnale neppure questo?

Il Cio vuole abbassare i costi? Questo sì che mi sembra un sogno.

Gigantismo, aumento delle discipline, accondiscendenza alle esigenze degli sponsor, sudditanza nei confronti dell’emittente televisiva americana di turno. E adesso dicono che vogliono abbassare i costi?

Non è per scetticismo o prevenzione, ma all’idea che Roma possa organizzare i Giochi del 2024 rispondo: “No, grazie!

 

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