Russo, tre sconfitte in una serata sono troppe

russo

UNA SCONFITTA non può rimettere in discussione un’intera carriera.
Vero, ma è anche vero che bisogna saper perdere. È questa una delle doti che fa di un pugile un campione.

Venerdì a Bergamo ho visto Clemente Russo (di spalle nella foto) perdere tre volte. Un po’ troppe in una sola serata.

Ha perso il match. Aleksei Yuryevich Egorov lo ha superato ben oltre il verdetto a maggioranza dei giudici (56-58 56-58 57-57, almeno il punteggio il comunicato federale potrebbe azzeccarlo…). L’unico ad attaccare con grinta, mettendo a segno colpi per tutte e sei le riprese è stato il russo. Più veloce, più preciso, più motivato. L’italiano ha detto che i colpi più puliti sono stati i suoi. Ammesso e non concesso che sia vero, se ne metti a segno tre e l’altro te ne stampa in faccia o al corpo almeno dodici, vuol dire che hai perso nettamente l’inconto. Il resto sono chiacchiere.

Ha perso quando ha dichiarato “Questa sconfitta non mi tocca, di questo match non me ne importava niente.” È una dichiarazione contraria allo spirito sportivo, riduce ancora di più (impresa che pensavo fosse impossibile) il valore assoluto del torneo che dovrà stilare la classifica Apb da cui si partirà a marzo per designare il primo campione di categoria. E offende il suo avversario. Quest’ultima cosa mi sembra la più grave dell’intero pacchetto.

aiba

Ha perso quando si è lamentato di non avere potuto avere come sparring i professionisti extra Aiba. Ma vive nel mondo reale o in quello dei sogni? L’Aiba (sopra la notizia della sconfitta di Russo come è apparsa sul sito ufficiale dell’ente) tratta il mondo del vero professionismo come se fosse interamente popolato da appestati. Il solo contatto tra un pugile della loro organizzazione e un professionista è punito con la radiazione. E Russo si lamenta che non siano andati a fare gli sparring ad Assisi? Ma di cosa stiamo parlando? Non scherziamo, per favore.

Finora ero stato quasi sempre dalla parte di Clemente Russo. E ancora oggi sono dell’idea che non si vincano due titoli mondiali e due argenti olimpici senza essere un campione tra i dilettanti. Mi sono battuto contro chi lo denigrava, perché convinto che si potesse anche dire che la sua boxe non piace, ma non si potesse dire che tra i dilettanti non sia stato un protagonista assoluto.

Il professionismo però è un’altra cosa. Glielo ha mostrato un ragazzo con molta meno esperienza di lui. Uno che sa fare pressione, è aggressivo e porta i colpi senza stare lì a provarci senza raggiungere risultati concreti. Egorov ha solo 23 anni e il titolo più importante che ha conquistato è l’oro europeo a Minks 2013. Non è certo un veterano del ring. Ma è più veloce e più determinato di Clemente Russo che sulla distanza delle sei riprese ha palesato evidenti lacune.

cartellini

Egorov ha vinto meritatamente e chiaramente (sopra i cartellini, severi con lui, dei tre giudici). Per questo non meritava il commento dell’italiano (“Di questo match non mi importava nulla.”). Lui, dilettante vero, ha spiegato a Russo che ha 240 match sulle spalle cosa sia il mondo dei professionisti. Degli altri sei massimi impegnati nel torneo, preferisco non parlare. Credo sia meglio anche per loro.

Il torneo Apb conferma ad ogni tappa la sua scarsezza tecnica. E adesso cominciano ad arrivare anche le cattive notizie. Venerdì doppia sconfitta per noi. Ha perso anche Domenico Mirko Valentino, battuto nettamente nei leggeri dall’irlandese Joyce, dopo essere stato sconfitto all’esordio (il 24 ottobre) dal filippino Suarez.

 

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5 Comments Add yours

  1. Leonardo says:

    Caro Dario, io, dopo aver visto Egorov nel primo match, te l’avevo scritto che Russo contro di lui avrebbe perso. Avevo anche rievocato i trascorsi con Padre Guido, ma non mi hai filato per niente. Ciao, alla prossima.

  2. Domenico says:

    Bisogna anche vedere come ci si arriva a certi match, Clemente dal suo lato “spremuto” ed in continuo fermento sportivo tra allenamenti e match e soprattutto con la pressione addosso che un giovane di sicuro non ha…Egorov con la freschezza di un giovane che vuole arrivare in alto e come ha detto Lei ancora poco conosciuto. Ma parlare di qualsiasi russo di poca esperienza penso sia un’offesa all’intero movimento russo dilettante che è tra i migliori se non il migliore (non a caso Clemente è esploso sotto la guida di Filimonov). Le dichiarazioni a freddo si sa, magari servono anche a scrollarti di dosso il peso di una scopnfitta e voltare subito pagina, ma Clemente sapeva bene che questo era il crocevia di questo girone. L’osso più duro, ha perso ed è consapevole e come sempre Le assicuro che ripartirà più forte di prima per accaparrarsi la qualificazione a Rio ed arrivare fino in fondo. Il resto può piacere o no. Ma si sa tutto è opinabile. Ad maiora

  3. Condivido innanzitutto il Tuo articolo e il commento di Alessandro Duran su Facebook. Inutile nascondersi dietro a un dito I match si preparano in palestra, personalmente non ho mai visto riprese intense di Clemente, ma solo round caratterizzati da due tre sventole e poco altro, sempre sopravvalutate dai giudici Aiba, per non parlare della sua tanto sbandierata “tecnica”, quel tirarsi su i pantaloncini, mento alto e mai incassato, mai una schivata, sventole larghe che non dovrebbero fare punteggio.
    Fa specie il giudice francese che ha dato 57 – 57,nella fattispecie si è dimostrato un totale incompetente che non fa onore alla famiglia del pugilato.
    Un’ ultima considerazione sul commento tecnico di Nino Benvenuti a parte le contraddizioni in termini, cosa ci vuole far credere?
    Il match è stato trasmesso in televisione e non in radiocronaca, non può sottacere le serie e le combinazioni di Egorov e esaltare una bordata del pugile italiano, mentre dall’angolo ricordavano a Russo che stava perdendo e doveva cambiare totalmente atteggiamento.

  4. vladimiri Riga says:

    Ciao Dario, non entro nel merito del tuo giudizio anche perché il match non l’ho visto ma conosco molto bene la tua competenza e pertanto dono convinto cha hai perfettamente ragione.
    Mi dispiace per Russo e per il pugilato, io faccio parte di una ristretta commissione che dovrebbe curare il brand della boxe recentemente costituito dalla FPI dilettantistica e il comportamento di campioni come Russo possono facilmente contribuire a spostare lago del gradimento da una parte o dallatra. Detto questo approfitto per salutarti e per ringraziarti per l’importante positivo contributo che hai sempre dato al pugilato. Un abbraccio Vladimiro Riga

    1. Ciao Vladimiro, mi fa piacere sentirti. Vedo che l’amore per la boxe non cala mai. Nè in te, nè in me. A presto. Dario

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