Facebook, terra di violenti. Mi fa paura

F

Facebook è quello strano mondo dove si clicca Mi Piace sull’annuncio di una grave malattia (già il fatto che il malato senta il bisogno di postare la triste notizia su un social network mi inquieta), si collezionano Mi Piace per avere scritto ciaoooooooo. Ma ci sono dentro e non me ne vergogno. Mi sto però accorgendo che devo alzare il livello di guardia, altrimenti il meccanismo rischia di stritolarmi.

Quando ho cominciato, Facebook mi incuriosiva, mi divertiva. Ora mi fa paura e dentro di me si va facendo strada la convizione che per guarire sia indispensabile liberarsi del male. È un’ipotesi sto prendendo in considerazione.

FB è un mondo che non mi piace più.

Uso un personaggio che conosciamo quasi tutti per spiegarmi meglio.

Mike Tyson ha scritto un’autobiografia che si intitola “True”, verità, ma che a volte mi ha fatto venire il dubbio sia una verità gonfiata per stupire. Ho letto il libro ed ho scoperto alcune storie che non mi tornano. Come quando racconta di avere rotto le costole, spaccato la cavità orbitale e fratturato la mandibola a Frank Warren alla vigilia del match contro Lou Savarese. Ero a Glasgow e nella conferenza stampa post incontro ho visto l’organizzatore seduto al suo posto. Il cerone copriva qualche livido, ma Warren non mi sembrava quel relitto umano che avrebbe dovuto essere dopo il pestaggio raccontato da Iron Mike nelle sue memorie.

Tyson nel libro rivela quante volte si sia drogato, quante persone abbia picchiato, quanti furti abbia commesso, in quante orge e ubriacature senza fine sia stato coinvolto. Ma se qualcuno prova a ricordarlo su Facebook viene travolto da una raffica di insulti.

Giornalisti di merda parlate di cose che non conoscete.

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Non giudicare chi non conosci!

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Parlate così perché odiate il pugilato!!!

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Quelli come te devono morire!!!!!” (sugli esclamativi i frequentatori di FB non risparmiano mai).

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Everybody-has-a-plan-mike-tyson

Inutile provare a ragionare. Di solito scrivo di cose che conosco, in questo caso ho addirittura esposto fatti da lui stesso raccontati. Tirava coca e mandava giù superalcolici con la stessa frequenza con cui io mangio fettuccine. E, credetemi, lo faccio in quantità  del tutto rispettabile. E la qualità dell’impasto è decisamente migliore di quella delle sue schifezze.

Sul fatto che io debba morire sono d’accordo. Tutti prima o poi dobbiamo farlo, è una delle poche certezze della vita. Ma preferisco accada poi, piuttosto che prima. Mi dispiace deluderli.

Facebook mi fa paura. La violenza del web mi spaventa. Nascosti dietro soprannomi e finte immagini vengono sparate sentenze definitive. Chiunque abbia un’opinione diversa, è trattato come un nemico.

Un esempio?

Se faccio una classifica dei dieci migliori pesi massimi di sempre e lascio fuori Tizio, si scatena l’inferno.

Sei un demente, non capisci niente di boxe!!!

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Ma come fai a dire che è un pugile scarso? Idiota!!!

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Dovrebbero impedirti di continuare a scrivere di uno sport che non conosci!” (stranamente avaro di esclamativi).

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Ecco un altro concetto che il web ha lanciato.

Non è necessario leggere lo scritto che si contesta, non è necessario capire il significato della frase incriminata. L’importante è portare avanti, urlando, la propria idea. Magari accompagnandola con insulti a tutti quelli che si permettono di averne una diversa.

Non ci sto. Non ho mai detto che Tizio sia stato un pugile scarso. Era bravo, ho semplicemente scritto che secondo me non merita un posto nella Top Ten di sempre.

Ma cosa volete interessi a chi insegue visibilità attraverso una serie di insulti via Internet?

Non conta l’oggetto della disputa, non importa neppure che la contestazione si rivolga a un fatto reale. L’obiettivo è imporre la propria convinzione, il più delle volte prescindendo dai fatti.

L’esaltazione dell’individualità, l’affermazione dell’esistenza attraverso un post su un social network. E’ questa la molla che ha reso Facebook vincente e pericoloso, facendolo diventare spesso un’inquietante esaltazione del nulla.

G

a copia

Ciao a tutti.

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Ehiiiiiiiiii!!!!!!!!!!

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Va alla grande anche il messaggio in codice.

Senza il cane, hai mangiato sale.

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I limiti della sedia sono nel formaggio.

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Ma il terrore si è impossessato di me quando ho letto un post e una reazione allo stesso che scadeva nel surreale, nel tragicomico, per approdare infine a una follia totale.

Devo operarmi per un cancro all’intesino.

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Vi piace che abbia il cancro? O che si debba operare?

Tag, Mi Piace, Condividi, Commenta.

Il mondo non è prigioniero dentro questi confini.

La vita è un’altra cosa, fatevene una ragione.

Piace a 0 persone.

 

 

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2 Comments Add yours

  1. Non devi morire, devi dimagrire. Basta fettuccine. Sennò Tyson te mena. (piace a 2.888.999.000 dietologi)

  2. davide says:

    Che dire, caro Dario, si resta di stucco. Forse può confortarci il fatto che tantissime persone che non sono su Fb (io ad esempio) hanno una visione del tutto diversa. e queste vivono ancora il mondo reale.

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