Van Basten e quel gol bello come un arcobaleno

Van-Basten-Urss

ERA di sabato, come il giorno in cui è nato.

Marco Van Basten aveva già realizzato il gol che aveva portato l’Olanda in finale. Nella partita che assegnava il titolo europeo aveva già al suo attivo l’assist per l’1-0 di Ruud Gullit. Ma l’appuntamento con la storia non era ancora arrivato.

Si giocava all’Olympiastadion di Monaco di Baviera.

Le due Germanie erano ancora separate e l’avversario si chiamava ancor Urss.

Il mondo aveva però cominciato a conoscere due parole: glasnost (apertura) e perestroika (ristrutturazione). Michail Gorbachev era l’uomo nuovo che stava lentamente, e faticosamente, cercando di dare un nuovo volto al comunismo.

Era il 25 giugno del 1988.

Tre olandesi del Milan avevano condotto fino all’ultimo passo la squadra di Marinus Jacobus Hendricus Michels, un nome troppo complicato che era stato inevitabilmente accorciato nel più pratico Rinus. Era il nome del papà di quel nuovo calcio che era stato subito ribattezzato “totale”. Un modo “socialista” di concepire il pallone, uno schema in cui tutti dovevano sentirsi a proprio agio in ogni parte del campo, ogni uomo doveva dividere responsabilità e risultati con gli altri. Era il collettivo a generare il successo.

Velocità, possesso palla, capacità tecniche. Tutti ne possedevano in abbondanza, ma ce n’era uno che ne aveva più degli altri.

Van Basten è sempre stato un genio del pallone, ma non l’ho mai visto come un istrionico solista. Era una rarità, un centravanti capace di realizzare gol a raffica, ma nello stesso tempo di giocare per la squadra.

Da calciatore è stato una perla preziosa.

1

Alto, sfiorava l’1.90 mancato solo per due centimetri, aveva un controllo di palla a terra proprio soprattutto dei brevilinei. Tirava forte e preciso sia di destro che di sinistro, i suoi colpi di testa erano un’arma devastante. Calciava al volo come quasi nessuno aveva saputo fare prima e nessuno ha saputo fare dopo. E di questo ne avremo un esempio esaltante nel corso di questa storia.

Era il 54’ di gioco. Olexander Zavarov sbagliava un controllo nella metà campo olandese, Adrian van Tiggellen rubava la palla e la portava in linea verticale verso la porta sovietica. Poi, passava ad Arnold Muhren che crossava da sinistra. Un lancio di interno piede che tagliava tutto il campo e volava verso Van Basten.

Marco faceva sette passi da quando era partito il pallone, era sull’ideale prolungamento dell’area piccola, molto defilato rispetto alla porta, dalla parte destra del campo. Pensavo che avrebbe crossato sperando in una deviazione fortunata dei compagni. Credo lo pensassero tutti.

Ma il genio, come diceva in “Amici miei” Rambaldo Melandri (Gastone Moschin), “È fantasia, intuizione, colpo d’occhio e velocità d’esecuzione.

1

Con una coordinazione eccezionale, una scelta di tempo da autentico fuoriclasse e la sfrontatezza di chi sa di poter chiedere tutto al proprio talento, Van Basten calciava al volo verso la porta.

Il pallone disegnava un magico arcobaleno che scavalcava il portiere Dasaev, piazzato giustamente sul primo palo, e finiva la sua corsa all’incrocio dalla parte opposta.

Gol, Marco Van Basten aveva appeno scritto una pagina esaltante nella storia del calcio.

Dicono che sia il secondo gol più bello di sempre. Dopo, ovviamente, quello di Maradona contro l’Inghilterra ai Mondiali dell’86.

In quelle due reti c’è comunque l’essenza dei due campioni.

Diego era stato esagerato anche nel momento della gloria.

Ho ancora negli occhi l’infinita corsa palla al piede verso la porta di Shilton. Cinque giocatori saltati con movenze da ballerino, talento d’artista e capacità di incantare come solo i grandi uomini di spettacolo sanno fare. Anche i difensori inglesi sembravano esserne affascinati. A qualcuno di loro sarà sembrato un fantasma, un folletto imprendibile. Andavano per randellarlo e si trovavano a colpire l’aria. Il gol più bello nella storia dei Mondiali.

Marco aveva realizzato quell’opera meravigliosa con la semplicità del fuoriclasse. Niente dribbling, né corse ubriacanti verso il gol. Ma una tecnica perfetta, la purezza del talento assoluto, la perfezione nell’essenzialità del gesto propria solo dei geni. Appunto.

Dopo quel gol avevo visto Rinus Michels coprirsi il volto con la mano destra, non so se fosse una manifestazione di stupore per quello a cui aveva appena assistito o se volesse semplicemente scacciare la commozione.

A me, in quel momento, Marco aveva ricordato non un calciatore, ma un pugile. Forse per deformazione professionale. Il destro con cui Muhammad Ali aveva messo giù George Foreman a Kinshasa, quaranta anni fa, era stato altrettanto bello nella sua linearità. Aveva chiuso quella sfida con un pugno che veniva direttamente dal cielo. Poi non aveva voluto rovinare l’immagine perfetta del gigante che crollava al tappeto. Non aveva più colpito, non ce ne era stato bisogno.

2

Ecco, Maradona ed Ali. È accanto a questi fenomeni che va posto Marco Van Basten, uno che ha segnato 280 gol in carriera nei club e 24 in Nazionale. Uno che ha vinto un campionato con l’Ajax, tre scudetti e due Coppe dei Campioni con il Milan. Un Europeo con la Nazionale. Ha alzato tre volte il Pallone d’Oro e una il riconoscimento Fifa come miglior giocatore del mondo.

Il 1988 era l’anno in cui il Milan di Sacchi cominciava a dominare il pianeta calcio, ricordi struggenti per un tifoso, con le magie del trio Rjkaard-Gullit-Van Basten. Tre grandi, ma lui era il più bravo di tutti.

Oggi Marco Van Basten compie cinquant’anni. Non posso non fargli gli auguri ed esprimergli la mia riconoscenza di tifoso per tutto quello di bello che mi ha regalato su un campo di calcio.

Auguri e grazie, campione.

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s