Due campioni di boxe, una lezione di stile

koverKopia

CARSON, California, sabato notte. Quando in Italia è già l’alba del 19 ottobre, Nonito Donaire sale sul ring dello StubHub Center per difende il titolo supermondiale Wba dei pesi piuma. Ha vinto 33 volte (ventuno delle quali per ko) e perso solo in due occasioni. Ha conquistato il mondiale in quattro differenti categorie: mosca, gallo, supergallo e piuma. Ha vinto dodici dei tredici mondiali disputati. È un campione di grande livello.

Lo sfidante è Nicholas Walter e finora ha sempre vinto. Ventiquattro match, venti successi per ko e quattro ai punti. È anche lui campione del mondo.

Siamo ai massimi livelli.

Vince Walters per kot dopo 2:59 del sesto round. Manca solo un secondo alla fine della ripresa, ma l’arbitro Raul Caiz jr saggiamente interrompe la sfida. Il filippino non è più in grado dicontinuare.

A fine match i due rivali fanno queste dichiarazioni.

Nicholas Walters.

Abbiamo lavorato duramente per ottenere questa vittoria. Sapevo che sarebbe stato duro affrontare Donaire: è grande pugile, un supercampione del mondo. Sapevo che per vincere avrei dovuto rispettarlo. Ho cominciato un po’ troppo sicuro di me e lui mi ha centrato con un buon pugno. Boom! È stato un ottimo colpo, pulito e potente. Ma ho recuperato e ho cercato di fare il mio lavoro. È un campione, una persona meravigliosa, un grande combattente. Voglio ringraziarlo per avermi dato l’ opportunità di combattere contro uno dei migliori.

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Nonito Donaire.
Voglio ringraziare Nicholas. È un combattente, un campione, una persona incredibile. Mi dispiace di non aver realizzato il mio obiettivo, ma voglio ringraziare tutti voi per essere venuti qui. Vi amo ragazzi. Spero che voi mi amiate ancora. Ero al mio meglio. Non mi ero mai allenato così bene. Mi ha dominato. So che non posso competere con gente come Walters. Non importa quello che ho fatto in precedenza, quello che ho fatto nel match. Ho ceduto alla sua grandezza, alla sua potenza, alla sua travolgente bravura sul ring.

Niente scuse da parte dello sconfitto che ha riconosciuto la superiorità dell’avversario e non ha pianto sulla decisione dell’arbitro di non concedergli un’altra possibilità (era in piedi prima del 10),

Attestato di stima per il perdente da parte del vincitore.

Signori, questa è la boxe.

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