L’ultima partita di Lauren

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LA STORIA che state per leggere non è una favola di sport, non vi regalerà momenti di gioia. È una storia triste, con un finale che si annuncia tragico. Ma lo sport fa parte della vita e nessuno in questo mondo ha la fortuna di essere immune dal male.

È stata raccontata nel notiziario pomeridiano di una televisione americana, la WKRC di Cincinnati.

Brad Johansen, il giornalista che ha realizzato il servizio, ha confessato di non essersi mai commosso così tanto.

È il primo giorno di ottobre 2013, Lauren Hill festeggia i 18 anni e viene raggiunta da una telefonata. È il più bel regalo che potesse ricevere, la Mount St Joseph University l’ha presa in squadra, giocherà con loro la stagione di basket che sta per cominciare.

Lauren si trasferirà da Lawrenceburg, nel Kentucky, per andare al College sulle sponde del fiume Ohio. A poco più di un quarto d’ora d’auto da Cincinnati.

È felice, euforica.

Comincia ad allenarsi, ma sente subito che qualcosa non va. Non regge il ritmo delle compagne, cede ad ogni scontro di gioco. Pensa di essere fuori forma.

Ha le vertigini, la parola in alcuni momenti le esce impastata, lei stessa sembra intorpidita. Lisa, la mamma, la porta in ospedale.

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La risonanza magnetica rivela una spietata verità. Lauren ha un tumore al cervello, un cancro inoperabile.

I medici le danno due anni di vita.

Lei chiede agli oncologi se può continuare a giocare.

Le rispondono che sarà possibile per un breve tempo solo se si sottoporrà a chemioterapia e radioterapia.

Va avanti.

Non ho mai rinunciato al basket per un secondo anche quando ho ricevuto la diagnosi terminale. Non ho mai pensato di sedermi e non vivere sino in fondo la mia vita.”

L’ultimo anno lo passa in viaggio con la famiglia.

Grand Canyon, Cascate del Niagara, Hawaii.

Nel settembre scorso si sottopone a una nuova risonanza magnetica.

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Il tumore è cresciuto. L’aspettativa di vita non va oltre dicembre.

Una partita. Voglio giocare solo un’ultima partita.”

Dan Benjiamin è il coach del Mount St Joseph e a quelle parole decide che bisogna dare una risposta importante.

Il campionato però gioca la sua prima giornata il 15 novembre e prevede la trasferta contro l’Hiram College.

Lauren insiste.

Amo il suono della palla che rimbalza, il cigolio delle scarpe sul parquet. Fatemi giocare un’ultima partita.”

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L’Hiram College accetta di invertire i campi e di disputare la prima in casa del Mount St Joseph.

Ma quel 15 novembre è troppo in là nel tempo.

La NCAA, la National Collegiate Athletic Association che gestisce il mondo sportivo universitario americano, violenta le sue stesse regole e anticipa l’inizio del torneo al 2 novembre. Per una sola partita, quella che conta.

Non vedo l’ora di entrare in campo e indossare la mia maglietta numero 22.”

L’appuntamento è per le 2 del pomeriggio di domenica 2 novembre.

Si gioca l’ultima partita di Lauren, 19 anni appena compiuti.

 

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