Kilimanjaro, il cricket in cima al mondo

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C’È chi cerca i suoi quindici minuti di popolarità, chi lo fa per sensibilizzare l’opinione pubblica e raccogliere fondi per cause nobili. E poi ci sono quelli a cui piace semplicemente la stravaganza fine a se stessa.

Questo è lo sport un po’ folle, quello che racconta sfide il cui fine ultimo è entrare nel Guinness dei Primati.

Il calcio si è scavato una nicchia particolare in questo universo delle stranezze.

Ha creato uno stadio all’interno di una montagna in Portogallo, ne ha costruito uno sull’oceano nelle Isole Fær Øer o su un grattacielo a Tokyo. Ha messo in piedi “The Float at Marina Bay” di Singapore: l’unico stadio galleggiante al mondo in grado di ospitare fino a trentamila spettatori. A me divertirebbe soprattutto vedere una partita sul campo in pendenza di Uzhorod, nell’Ucraina occidentale. Non so proprio come dannazione si potrebbe giocare senza far rotolare la palla a valle ogni momento.

Stavolta però niente stravaganze fini a se stesse, la causa è nobile anche se l’impresa è davvero folle.

Un gruppo di ex giocatori di cricket, riferisce la France Press, ha giocato una vera partita, con tanto di arbitri ufficiali e qualche spettatore (non più di dieci, sembra) su un vulcano estinto a 5.730 metri di altezza in Tanzania, sul monte Kilimanjaro. A soli 165 metri dalla vetta.

Hanno camminato per otto giorni, scalando di giorno e accampandosi di notte assieme ai portatori indigeni che hanno tirato su una pista di plastica, ceppi, mazze, palle e tutto quello che serviva per la sfida.

A capo dei portatori c’era Mukuru Mugapoblo, uomo esperto e guida navigata, uno che nella vita ne ha viste di ogni colore. E nonostate tutto questo non è riuscito che a commentare così quello di cui è stato testimone: “È la cosa più pazza e divertente a cui abbia assistito nella mia vita!”

C’erano due leggende del cricket all’opera.

Il sudafricano Makhaya Ntini: il primo nero a essere impegnato in un test match nel suo Paese, un fast bowler. Insomma uno di quei tipi che danno una forte rotazione alla palla e la lanciano attorno ai 145 kmh. E l’inglese Ashley Giles, uno spin bowler. Uno che usando dita e polso imprime alla palla una rotazione ingannatrice.

Hanno vinto i Gorilla guidati dal vice capitano della squadra femminile inglese Heather Clare Knight. Hanno avuto la meglio segnando un punteggio di 82-5 contro i 64-9 dei Rinoceronti di Giles. Le donne vanno più forte anche in cima al mondo…

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Non si è trattato di un’impresa da poco. A quell’altitudine si rischia tanto. Polmoni, pressione cerebrale, reni, fegato sono sottoposti a sforzi fuori dalla norma. La quantità di ossigeno in vetta al Kilimanjaro è la metà di quella che si può respirare al livello del mare.

Il gruppo di ex giocatori di cricket si è imbarcato in questo capolavoro per raccogliere fondi a favore della ricerca contro il cancro e per altre associazioni benefiche.

Chiudo con una nota statistica. Il precedente record era stato stabilito da una partita giocata ai 5.165 metri dell’Himalaya sul campo base dell’Everest in Nepal, nel 2009.

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