Serena vince ovunque. Tranne in amore

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SERENA sa gestire la rabbia, sa trasformarla in una forza devastante. Per carità, come tennista è capace di mille altre cose ancora. Ma a me piace soprattutto per questa. È la caratteristica dei fuoriclasse: fare di un difetto la propria virtù.

Ha vinto un altro US Open.

Era ancora diciassettenne quando nel ’99 era andata a prendersi il primo. Una vita fa. Tanto per fissare meglio il trascorrere del tempo, ricordo che era l’anno in cui Silvia Baraldini tornava in Italia dopo averne passati diciassette in un cercere americano. Era la stagione magica in cui RobertoBenigni vinceva tre Oscar con “La vita è bella”. Serena aveva i capelli in stile afro, con mille perline a ornare le treccioline, grandi cerchi in oro come orecchini.

E non era proprio “figa” come si era definita nelle interviste, ma piaceva a tanti.

Domenica, dopo il successo a New York, ha ribadito il concetto.

Sono una ragazza molto, molto divertente. E sono anche super carina.”

Qualche chilo lo ha perso, le curve sono più delineate. Ma senza esagerare.

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Al suo aspetto fisico la più piccola delle sorellone ha sempre dato un gran valore. Ha avuto il merito di sdoganare la bellezza grandi forme. Sono in molti ancora oggi a non apprezzare un fisico abbondante, ma lei ha sempre lottato e alla fine si è imposta.

Pubblicità a sfondo sexy, foto nuda (e ritoccata) su ESPN Magazine, pose da predatrice su Sports Illustrated.

Se girate sul web e cliccate “Serena Williams bikini” sarete sorpresi nello scoprire che a quel semplice comando corrispondono 4,5 milioni di risultati. Non si nasconde, non ha paura di esporsi. Anzi, sembra che questa ricerca continua della sensualità sia una sorta di sfida a chi per tanto tempo le ha rovinato la vita.

Non è stato facile accettare il mio fisico in questa società in cui sembra esistano solo i magri, ma ora posso dire di amare il mio corpo: nessuna atleta ha un seno come il mio. Ho imparato ad apprezzare le mie curve.”

Il web, sia sa, è feroce, aggressivo, cattivo.

È solo un uomo con due grosse tette!” è stato il commento più pacato.

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Serena è arrivata ad accettarsi dopo un lungo percorso, fatto anche di sofferenze profonde. L’ha confessato nella sua biografia.

Un mio ex ragazzo mi ha strappato il cuore a metà. La cosa peggiore di quella storia era il fatto che mi aveva lasciato pensare che il lato sbagliato fossi io. Mi aveva lasciato pensare che fossi brutta. Spero rimpianga il modo in cui mi trattava. Vorrei restare nella testa di quel ragazzo, essere un ricordo costante di ciò che aveva e che ora ha perso. Vorrei ricordargli in ogni momento il modo squallido in cui mi ha tartassata. È stata davvero dura levarmi tutta quella sporcizia che mi aveva lasciato dentro.

Lo dico senza ipocrisia, spesso nel mondo del tennis femminile il giudizio sulle atlete è influenzato dal loro aspetto fisico. Prendete Marion Bartoli. Se avesse avuto il corpo della Kournikova nessuno si sarebbe sognato di classificarla come una giocatrice mediocre, capace di vincere Wimbledon solo per un colpo di fortuna. Alla bella russa hanno perdonato 147 tornei senza successi…

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Se dovessi lanciarmi in una classifica tecnica, scoprirei che Serena ha sempre qualcuna davanti a lei nella storia.

Martina Navratilova serviva meglio, Monica Seles aveva più classe, Steffi Graf era più atletica, Chri Evert era più elegante.

Ma se prendessi tutto il pacchetto non potrei non inserire la Williams nella corsa al titolo di “più forte di sempre”. Anche perché ho sempre ritenuto che sia un gioco, o poco più.

E se proprio dovessi accostarla a Mike Tyson, come altri hanno più volte fatto, lo farei per qualcosa che davvero li unisce. Non il fisico possente, né quella potenza devanstate che intimidisce. Quello che per me avvicina Serena a Iron Mike è la voce. Una vocina dolce, flebile. Sembra impossibile possa nascere da un fisico così pieno di muscoli.

Come il pugile, anche lei è a caccia di nuove conquiste.

Lui è stato il più giovane campione del mondo dei massimi, lei la più anziana vincitrice degli US Open (domenica ha vinto l’ultimo e il 26 festeggerà 33 anni). Lui ha unificato la corona della categoria, lei vuole fare qualcosa di ancora più difficile. Mettere in bacheca nello stesso anno i quattro titoli dello Slam. L’ultima a centrare l’impresa è stata Steffi Graf nel 1988. Serena aveva sette anni. C’è già andata vicina nel 2002: Roland Garros, Wimbledon e US Open. Aveva fallito solo in Australia per colpa di un infortunio all’anca che l’aveva costretta a rinunciare al torneo.

Insegue il sogno sportivo e intanto accumula ricchezza: 3,6 milioni a New York lo scorso anno, quattrocentomila dollari in più in questa stagione, le hanno fatto toccarei 61 milioni di montepremi in carriera.

Calma ragazzi, la metà finisce nelle tasche dello zio Sam.”

Vero, ma restano un’enormità.

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Domenica ha raggiunto Navratilova ed Evert (nella foto sopra, da sinistra: Wozniacki, Navratilova, Serena, Evert) a quota 18 Slam vinti. L’ha fatto in questo 2014, l’anno del disastro: quello in cui non aveva raggiunto neppure una finale negli tre altri grandi tornei. Messa ko dalla schiena in Australia, incapace di reggere il ritmo al Roland Garros. Poi era arrivata l’eminazione a sorpresa in singolare e il triste spettacolo offerto in doppio a Wimbledon. Sembrava fosse fuori dai giochi. Ma la ragazza è una che non si arrende.

Come diceva Jim Morrison: “Non è forte chi non cade, ma chi cadendo ha la forza di rialzarsi.

Tennista eccezionale, ma anche conversatrice adorabile, donna dai molti interessi. Serena ha un desiderio ancora più ambizioso del Grand Slam.

Voglio essere felice, sempre più felice.”

E non necessariamente nel mondo dello sport.

Il mondo è molto, molto più grande di un campo da tennis.”

Ma ultimamente qualcosa non deve essere andata per il verso giusto e parte del progetto si è perso per strada.

Alla celebrazione del trionfo americano le hanno fatto una domanda.

Serena, sei innamorata?

Secca la risposta.

Non ho tempo per l’amore.”

L’appuntamento con la felicità, per il momento è rinviato.

 

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