Un grande della boxe cambia sesso

Frank-Maloney

EMILE Griffith ha conservato gelosamente il segreto sino agli ultimi anni di vita. E quando si è liberato di quel peso rivelando la sua omosessualità, ha pagato caro. Un pestaggio ad opera di uomini che avevano paura di quello che non capivano e il cui unico modo di esprimersi era la violenza.

Altri tempi, i primi anni Ottanta.

Oggi, trent’anni dopo, un altro uomo di boxe ha avuto il coraggio di non nascondersi più.

sunday

Quello che fino a un anno fa si chiamava Frank Maloney (sotto con Lewis ed Emanuel Steward), il manager che nel 1993 aveva portato Lennox Lewis al titolo mondiale dei pesi massimi, ha rilasciato una toccante intervista esclusiva al Sunday Mirror. Con sensibilità e grande rispetto per sé e per gli altri ha detto quella verità che per tutta la sua vita aveva tenuto nascosta.

Sono nata nel corpo sbagliato, mi sono sempre sentito una donna.”

Ora si chiama Kellie (foto in alto e foto sotto dal Sunday Mirror) e presto si sottoporrà a un intervento chirurgico per il cambio di sesso.

Quello che è stato sbagliato alla nascita, ora sarà corretto. Ho un cervello femminile.

lewis

Dovrà completare, come prescrive la legge inglese per qualsiasi transessuale, due anni da donna e poi le sarà concesso il permesso di essere operata.

Il momento più difficile è stato quando ho dovuto dirlo alla mia seconda moglie e ai miei figli. Per fortuna hanno capito la mia angoscia e mi hanno aiutato.”

Due mogli e tre figli. Questo c’era nella vita di Frank Maloney, nato 61 anni fa a Peckham. Una gioventù piena di dubbi, il desiderio di entrare in seminario, poi la scelta di affrontare un’esistenza fuori dal convento. Il lavoro. Prima chef, poi manager e quindi promoter. Un uomo di grande successo.

Non è stata una vita facile la sua. Ha provato a combattere quella che era una realtà a cui non poteva sfuggire. Due matrimoni e tre figli per uno che si sente donna da sempre devono aver comportato un travaglio doloroso.

Aveva paura, lo ha ammesso lui stesso, che all’interno di un ambiente maschilista come quello del pugilato il segreto potesse essere svelato. Non era ancora pronto ad affrontare la reazione delle persone con cui aveva lavorato per tanti anni.

kover

Di macigni ne aveva già portati nella sua esistenza. L’angoscia, la tristezza e la paura nel momento stesso in cui aveva scoperto il suo pugile Darren Sutherland morto suicida, impiccato, in casa. Era il 14 settembre del 2009, l’anno prima il ragazzo aveva vinto il bronzo nei pesi medi all’Olimpiade di Pechino.

Quando ha deciso di compiere il grande passo Maloney si è affidata a uno staff di persone che potessero assisterla lungo il cammino. Nell’ultimo anno si è sottoposta a una terapia ormonale, ha fatto ore e ore di sedute di epilazione, è stata affiancata da un uno specialista che le ha insegnato ad usare la voce in modo diverso, è stata sotto terapia da uno psicanalista.

Dall’intervista con il Sunday Mirror esce una persona che nessuno di noi, ovviamente, conosceva.

Kellie si racconta senza timore, è il suo modo di presentarsi alle persone che faranno parte della vita futura.

twitter

Il mondo della boxe ha reagito bene. Molti messaggi di solidarietà, grande affetto (sopra il post su Twitter dell’ex campione del mondo dei massimi leggeri Johnny Nelson). Ma tutti sappiamo benissimo che compiuto il primo passo, quello più importante, ora Kellie Maloney si troverà ad affrontare un percorso a ostacoli fatto di una quotidianità spesso crudele.

Forse per una persona ricca e di successo sarà meno complicato che per chi non ha alle spalle queste risorse, ma nessuno pensi che lungo il cammino non ci saranno drammi e lacrime. Proprio come quelle che Kellie ha versato alla fine dell’intervista. Erano il segnale di una nuovo capitolo. La sfida al mondo di una donna che in un’altra vita ha camminato da uomo e ha conosciuto il successo.

I pugili vanno incontro al dolore perché sanno che è l’unico modo per vincere la paura. Da persona di boxe, Kellie Maloney ha deciso con coraggio di compiere lo stesso percorso.

 

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One Comment Add yours

  1. Gino Freo says:

    Grande coraggio, da vera persona di questo nostro mondo dove il coraggio è la vera “dote” che ci distingue.
    Complimenti, Gino

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