La rivincita della signorina Grandi Forme

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QUANDO aveva 16 anni le hanno detto che era una cicciona e doveva rimanere a casa sino a che non sarebbe diventata presentabile. La Federazione americana le ha spedito una bella lettera sottolineando che non era “in forma” e per questo motivo le tagliava i fondi. Niente più dollari per viaggiare da un torneo all’altro.

Taylor Townsend ha fatto spallucce ed è andata avanti. Era già numero 1 del mondo tra le junior, aveva vinto l’Australian Open, aveva raggiunto risultati che altre americane non toccavano da trent’anni. E quelli le dicevano che era grassa.

“E ‘stata davvero dura. Questa è un’epoca in cui sei davvero consapevole di ciò che sei, soprattutto una ragazza. E’ un argomento molto delicato. Quelle parole mi hanno fatto davvero male. Perché io non sono come tutte quelle che vedo in giro per il circuito. Loro sono magre, alte. Io sono bassa e muscolosa. Non posso farci niente. Non sapevo cosa volessero da me. Stavo lavorando per tirare giù il mio culone e loro mi dicevano che ero grassa. Ora non dò più importanza a commenti come quelli. Le persone possono parlare e dire quello che vogliono, non mi importa quello che pensano gli altri. Sono sovrappeso, ma mi sento a mio agio in questo corpo. Non è obbligatorio essere tutte della stessa taglia per giocare a tennis.”

L’Usta era stata chiara: niente soldi per gli US Open junior. Ci avevano pensato quelli del suo circolo, XS Tennis di Chicago, a reperire fondi. Avevano fatto versare una quota dai 10 ai 15 dollari a tutti quelli che volevano allenarsi con lei, quando avevano raggiunto la quota di mille euro le avevano comprato il biglietto aereo. Le altre spese le aveva coperte la mamma.

Sheila è sempre stata molto vicina alla figlia, soprattutto da quando ha divorziato da Gary. La bambina ha vissuto con molta ansia quel periodo difficile.

Solo in campo riusciva a trovare un po’ di serenità.

“Il tennis è stata la mia via di fuga dai dispiaceri della vita.”

Taylor è una ragazza che non sfugge al radar degli appassionati.

Per il suo fisico, 1.68 per 78 chili, e per lo stile. Un serve and volley perfezionato nel tempo, tocchi slice e un ottimo dritto. E’ una che ama il gioco a rete, al punto che nella fase di riscaldamento è l’unica che comincia con i colpi di volo anziché quelli da fondocampo.

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Per due anni ha giocato da destrorsa, con un rovescio a due mani. Poi ha capito che era meglio cambiare e adesso tira ogni colpo da mancina.

Quegli US Open li ha poi giocati. Quarti di finale in singolare e vittoria in doppio.

Taylor è una tosta, anche se lei per definiresi usa il termine “spumeggiante”.

Per ottenere la wild card del Roland Garros, il primo Slam di una giovane carriera, ha dovuto vincere due tornei. Nel secondo è riuscita ad aggiudicarsi quattro match in un giorno, due in singolare e altrettanti in doppio.

E adesso è a Parigi e al secondo turno ha fatto fuori Alizé Cornet, numero 21 del mondo. Lei ha cominciato il torneo da 205 e a fine lavoro sarà molto più avanti. Per festeggiare si è lanciata in una divertente danza: il Naè Naè, assai popolare dalle parti di Atlanta. Per concentrarsi e trovare la spinta nei momenti difficili, a ogni cambio campo ha consultato il libretto dei miracoli. Quello in cui appunta pensieri, motti, consigli.

Cosa mai c’è scritto dentro quelle pagine?

“Non vorrete che riveli a tutti i miei segreti’”, un sorriso e via.

Ama il calore della famiglia. Si allena vicino a Englewood a due passi da due nonne e un’infinità di zii, zie e cugini. Quando è a casa coccola Sochi: cagnolino di razza pik-a-poo (un incrocio tra un pechinese e un poodle) e Gilligan: un gatto che adora.

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Se le chiedi quale è la persona che vorrebbe incontrare, ti risponde “Beyoncé”. Se le domandi quale è l’incontro che l’ha segnata, ti dice: “Quello con Martina Navratilova.”. Di lei hanno parlato bene, oltre alla stessa Navratilova, anche Andy Murray che le ha dedicato un Twitter dopo l’ultima vittoria, e John McEnroe.

La allena Zina Garrison, ex numero 3 del mondo.

“Ho lottato a lungo contro la bulimia e non voglio che Taylor soffra i miei stessi problemi.”

Il 16 aprile Taylor scorso ha festeggiato il diciottesimo compleanno.

In un recente passato aveva sofferto per una severa anemia e carenza di ferro. Adesso sono solo brutti ricordi. La ragazza è ancora sovrappeso, ma sembra che in quel fisico si senta davvero a suo agio. In sua difesa si sono mosse Serena Williams e Lindsay Davenport, anche loro più volte accusate di avere chili in eccesso.

Lei ringrazia chi la difende e va avanti.

Un ciclone si sta abbattendo sul mondo del tennis femminile.

E’ diversa dalle altre e per questo fa paura. Taylor Townsend lo sa, ma fa spallucce e continua a mettere in fila un successo dietro l’altro. Poi sorride e ti conquista.

In un mondo di picchiatrici lei parla un linguaggio antico, fatto di slice e colpi di volo. Ma quando c’è da menare non si tira indietro. La Federazione americana in crisi di talenti si dovrà mangiare la lingua per le offese tirate, senza pensarci tanto su, a una ragazzina di 16 anni.

La signorina Grandi Forme si sta prendendo la sua rivincita.

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