Olimpiadi invernali a rischio chiusura?

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E SE ALLA FINE non ci fosse nessuna città disposta ad ospitare i Giochi invernali del 2022? Cosa accadrebbe?

Stoccolma si era già ritirata, adesso ha annunciato la fine della corsa anche Cracovia. Un referendum popolare ha detto no all’Olimpiade con il 70% dei votanti schieratosi contro questa prospettiva. Si teme uno spreco di soldi pubblici e la possibilità che i fondi a disposizione diano il via a estesi fenomeni di corruzione.

I soldi sono alla base di tutto. L’ultima edizione, quella dello scorso febbraio a Sochi è stata sotto questo aspetto un’autentica follia: 51 miliardi di dollari investiti nell’operazione. Dopo un’analisi approfondita è stato calcolato come la città russa abbia investito 520 milioni per ogni evento in programma, contro i 132 di Pechino per i Giochi estivi del 2008. Una spesa di sette volte superiore a quella fatta da Vancouver nel 2010.

Una volta alzata l’asticella e messi davanti a queste cifre, i potenziali organizzatori hanno tutti cominciato ad avere paura.

E non basta di certo il recente contratto firmato dalla NBC che ha assicurato la sua copertura per le Olimpiadi dal 2022 al 2032 con un impegno di 7,65 miliardi. Per l’edizione invernale del 2022 i miliardi dollari a dispozione saranno 1,275. Non sono pochi, ma i preventivi di spesa non si accontentano certo di queste cifre.

Rimangono in corsa quattro città, ognuna di loro ha enormi problemi e potrebbe prima o poi tirarsi indietro.

Oslo ha messo in campo un budget di 8,5 miliardi. In città però nessuno crede che possano bastare e la possibilità di un aumento delle tasse per fare fronte all’impegno sta facendo crescere il fronte del dissenso all’interno dell’intera Svezia.

Lviv è in Ucraina, Paese che in questo momento a tutto deve pensare meno che a ospitare un evento sportivo.

Pechino deve fare i conti con il fatto che la città partner con cui dividere l’Olimpiade sarebbe Zhangjakon, nel nord della Cina a 120 miglia di distanza dalla capitale.

La quarta e ultima candidata è Almaty in Kazakistan. Ha ospitato i Giochi invernali asiatici nel 2011. Ma non ha grandi città vicine e da sola non sembra godere della necessaria presa per diventare sede olimpica.

Questa estate il Cio dovrebbe eliminare una delle quattro. Il 31 luglio 2015 a Kuala Lumpur sarà annunciata la città prescelta.

I Giochi non fanno più gola a nessuno. Costano troppo, i ritorni sono decisamente inferiori agli investimenti e la promozione mediatica è lontana anni luce alla corrispettiva edizione estiva. Tutto questo messo assieme fa prevedere tempi bui per gli amanti delle acrobazie sulla neve o sul ghiaccio.

L’Olimpiade del 2018 si svolgerà a Pyeongchang, in Corea del Sud. Poi…

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