Un cimitero nel Parco Olimpico!

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IL VECCHIO cimitero (foto) è lì a Sochi, nascosto tra l’Iceberg Palace (sede del pattinaggio artistico e dello short track) e il Fisht Stadium (dove si è svolta la cerimonia di apertura e teatro di quella di chiusura). Parzialmente nascosto dietro un boschetto di abeti. A fare da guardia al camposanto sono stati messi un furgone della polizia e un vecchietto, che vigila soprattutto sulle incursioni di giornalisti curiosi.

E’ strano vedere delle lapidi lungo il cammino verso gli impianti più importanti, proprio nel bel mezzo del Parco Olimpico. Il cimitero è lì, davanti a Casa Canada. Basta attraversare la strada e si disturba il riposo eterno di uomini e donne passati a miglior vita.

Hanno provato a spostarlo, a trasferirlo da qualche altra parte lontano da occhi indiscreti e reporter insistenti. Non ci sono riusciti, neppure Vladimir Putin è riuscito a farlo. In Russia la legge è precisa. Non si possono riesumare i morti per portarli in tombe diverse da quelle originali.

Letta la notizia sul Toronto Star, sono andato a indagare.

Il cimitero è lì da oltre cent’anni. Luogo sacro della setta dei Vecchi Credenti, il ramo esoterico della Chiesa Ortodossa. Hanno provato a riposizionarlo, come avevano fatto con i proprietari di case e terreni agricoli confiscati nella Valle Imeritinskaya perché occupavano zone in cui dovevano essere costruiti gli impianti olimpici, il Villaggio atleti, il Centro stampa e il Centro per la televisione. Un groviglio di strade di nuova costruzione. Hanno preso i residenti e li hanno spediti, anche se non erano del tutto d’accordo, in 482 case singole e 518 appartamenti. Operazione che è costata la non trascurabile cifra di 302 milioni di dollari. Ma con il cimitero non c’è stato niente da fare.

Lapidi in bella fila, una piccola recinzione in ferro battuto che il tempo ha colorato di un verde pallido e un cerchio di alberi per regalare una sensazione di pace. Comunque difficile da ottenere se si è al centro dell’ingorgo olimpico.

Per rendere meglio l’idea è un po’ come se trovassimo un cimitero nel bel mezzo del percorso pedonale tra lo Stadio del Nuoto e l’Olimpico. Se ci imbattessimo in qualche lapide davanti al Meazza o al San Paolo.

Avevano detto che sarebbe stato aperto al pubblico. La sorveglianza H24 fa pensare che non sia proprio così. I parenti che vogliono visitare i propri defunti devono presentare adeguata documentazione. Il risultato è triste e sconsolante. Pochi, pochissimi visitatori nell’ultimo mese.

Il cimitero olimpico appare quasi sempre deserto, triste e fin troppo protetto.

 

 

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