I segreti del nostro calcio

ImmagineSabato in Fiorentina-Inter su 28 giocatori andati in campo, 25 erano stranieri. Non è la prima volta e non sarà l’ultima. Perché? Di questo e altro abbiamo parlato con SABATINO DURANTE: agente Fifa, esperto di calcio e profondo conoscitore del campionati sudamericani.

PERCHE’ in Serie A gli organici delle squadre sono composti quasi esclusivamente da giocatori stranieri?

“Gli stranieri, in genere, costano meno. Questo è il motivo principale per cui le società fanno incetta di calciatori provenienti da economie più povere della nostra.”

Cosa determina il costo di un giocatore?

“Il suo valore e la squadra dove va a giocare. Certamente chi viene dall’estero costa meno di uno che è già inserito nel campionato italiano. Per esempio Henrique, che il Napoli ha preso dal Palmeiras, vale tranquillamente un Bonucci o un Ranocchia. E’ costato 5 milioni di euro ed ha un ingaggio sul milione netto l’anno. Bonucci e Ranocchia costano tre volte tanto come cartellino e come ingaggio.”

E’ accaduto in passato che stranieri forti siano stati rifiutati da manager italiani, che poi li hanno acquistati qualche anno dopo pagandoli di più. Puoi raccontarci alcuni grandi affari mancati dai nostri club?

“Ce ne sono stati tantissimi. Cito quelli che mi hanno visto coinvolto. Hernanes (foto sopra) l’avevo portato all’Inter nel 2009 e poi di nuovo nel 2010. Nel 2009 non è stato possibile prenderlo perché sono arrivati Lucio ed Eto’o come extra EU. Nel 2010 Branca ebbe la fretta di tesserare Coutinho e la Federazione, a mercato ancora aperto, ridusse da due a uno la quota extra EU pur di trovare una scusa demagogica alla debacle del Mondiale sudafricano. Nel novembre del 2009 segnalai, sempre all’Inter, Oscar (ora al Chelsea) e Loucas Moura (è al Psg). I due potevano arrivare a parametro internazionale (circa 400 mila euro ognuno) perché avevano un contratto irregolare (a 16 anni avevano firmato un accordo di 5 anni e la Fifa permette ad un minore di firmare solo per 3 anni). La segnalazione cadde nel vuoto. Nel marzo dell’anno dopo l’Inter mandò al Sao Paulo una offerta di 20 milioni di euro ed io che in quel momento ero nell’ufficio della società paulista sorrisi nel vedere il fax. Il 30 aprile del 2002 si giocò a Stoccolma un’amichevole tra Svezia e Croazia. Ultima partita prima del Mondiale nippocoreano. Scoprii che Ibrahimovic (foto sotto) poteva arrivare per 2 milioni di euro insieme ad Elmander. Ibra giocava quasi da rifinitore e Elmander (che poi fu capocannoniere in Francia) era il centravanti. Offrii i giocatori a mezza Serie A. Niente. Cito come testimoni Renzo Melani (che è stato secondo di Bearzot al Prato) e che in quell’amichevole rappresentava l’Empoli, e Milan Rapaic. A proposito di Renzo Melani mi ricordo che era lì per Kim Kallstroem, trequartista della Svezia. Renzo diede parere favorevole sul giocatore e l’Empoli fece una offerta di 2 milioni di euro. Kallstroem andò in Francia per 1.5 milioni. Sai perché? Il presidente del Dujrgarden, squadra di Kim, non guardava mai fax o email. Era un vecchietto, un costruttore edile, che trattava solo di persona. Mi sono sgolato a forza di dire ai dirigenti dell’Empoli: prendiamo un volo e andiamo lì. In questo caso l’handicap è stato il provincialismo. Mi fermo qui. Mi sono già fatto troppi nemici…”

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Sabatino (foto sotto), gli stranieri arrivano in Italia perché costano meno o perché offrono maggiori margini di azione a chi opera nel settore?

“Certi magheggi possono anche esserci, ma non sono generalmente alla base delle scelte, rappresentano un’eccezione. Comunque non mi meraviglierei più di tanto del numero e dell’elevata percentuale di stranieri in una partita perchè le squadre sono delle Spa e quindi devono produrre spettacolo.”

Cosa che però avviene raramente in Serie A. E in Europa siamo eliminati quasi subito.

“Vero. Il nostro campionato è attualmente un torneo di terzo livello e in Europa non andiamo bene.”

Perchè?

“I nostri giocatori sono buoni. Se siamo arrivati secondi all’Europeo, abbiamo fatto una discreta figura alla Confederations Cup e durante tutta la qualificazione mondiale qualcosa vorrà pur dire. I nostri allenatori sono i migliori al mondo o tra i migliori visto che allenano le squadre più forti del mondo o nazionali importanti. Non abbiamo però dirigenti eccellenti, anzi. A fare le squadre sono spesso i presidenti e la maggior parte dei direttori sportivi sono nella migliore delle ipotesi dei team manager. Comprano stranieri ma di secondo, terzo livello. Anche perchè questa nostra regola federale degli extra EU non dà garanzia di qualità.”

saba

A chi dovremmo ispirarci?

“Secondo me la migliore tra le regole restrittive per il tesseramento degli extracomunitari è quella inglese: può essere tesserato il giocatore extra EU che negli ultimi due anni ha disputato il 75% delle partite con la propria nazionale (e la nazionale deve essere inserita tra le prime 100 della classifica Fifa). La parte “stranieri” è il lato debole del nostro calcio: abbiamo meno soldi di una volta e meno competenza. Per questo le nostre squadre sono meno competitive in Europa. Su un tavolo “zoppo” si mangia male.”

Come vengono tutelati i giovani calciatori italiani?

“La regola dei due extra EU è un parametro di basso protezionismo che nell’idea di chi l’ha definita doveva valorizzare economicamente il prodotto interno, ma come ogni politica protezionistica ha impoverito il prodotto stesso. In Germania, ad esempio, non c’è limite agli stranieri, siano essi extra EU o comunitari, in A e in B, ma in C non possono giocare e in questa categoria molti giovani cominciano ad affermarsi. Anche in B c’è l’obbligo di schierare un buon numero di giocatori cresciuti calcisticamente  in Germania, non importa se sono stranieri. In Italia bisognerebbe cambiare politica, ma se i nostri dirigenti sono attaccati alle poltrone come e forse più dei nostri politici, si deduce facilmente che la soluzione del calcio italiano non è certo dietro l’angolo.”

Insisto. Nonostante tutti questi stranieri le nostre squadre di club continuano a fallire in Europa. Che fare?

“Bisognerebbe migliorare la qualità degli stranieri e garantire uno spazio ai nostri calciatori. Basterebbe, ad esempio, copiare il modello tedesco. Le loro squadre di club vincono in Europa, gli stadi sono pieni, e la Nazionale è una delle favorita al Mondiale brasiliano.”

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Quali sono attualmente gli stranieri che potrebbero elevare il livello qualitativo delle squadre italiane?

“Nomi non ne faccio, perché la segretezza sui nomi è fondamendale nel mio lavoro. Ne farò solo uno: Paredes (foto sopra), che la Roma ha preso dal Boca. E’ un grandissimo centrocampista. Mi dicono che ha qualche problema comportamentale. Mi auguro che da noi si ambienti bene. Sarebbe un valore aggiunto per il campionato italiano. Lo ha preso Sabatini, che io ho spesso criticato.”

Chiudiamo questa intervista con un pronostico sul Mondiale di questa estate. Come finirà?

“Prevedo una finale tra Brasile e Germania. Anche se i pronostici li faccio solo per scherzo. Di certo sarà un Mondiale con tanti problemi logistici. Il Brasile non brilla per infrastrutture.”

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