Le regole calpestate

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MI PIACE il calcio, guardo regolarmente le partite in Tv. Mi è capitato in più di un’occasione di chiedermi se il regolamento fosse stato cambiato e non me ne fossi accorto. Così sono andato a dare un’occhiata al sito dell’Associazione Italiana Arbitri.

E ho scoperto alcune cose interessanti.

Riporto testualmente, in neretto e tra virgolette, le norme tuttora in vigore.

“Il capitano di una squadra ha il diritto di contestare le decisioni

dell’arbitro?

No. Né il capitano, né gli altri calciatori hanno il diritto di protestare contro le decisioni dell’arbitro.”

Ma come, non c’è fischio che non sia seguito da urla, sceneggiate, spesso insulti da parte dei calciatori e nessuno dei direttori di gara è in grado di far rispettare questa semplice norma?

“Al portiere non è consentito mantenere il controllo del pallone tra le mani per più di sei secondi. Nei sei secondi sono compresi anche quelli in cui fa rimbalzare il pallone sul terreno o lo lancia in aria per calciarlo”

Pensate sia necessario prendere un cronometro per dimostrare come quasi sempre questa regola venga tradita?

 “L’arbitro lascia proseguire il gioco fino a quando il pallone cessa di essere in gioco se, a suo giudizio, un calciatore è solo lievemente infortunato”

Questa norma dovrebbero leggerla, stamparla e tenerla sul letto, sul comodino, in cucina e al bagno tutti i giocatori. Forse imparerebbero che è inutile, oltre che scorretto e punibile con sanzioni disciplinari, dare fuori da matti ogni volta che un loro compagno va giù e gli avversari non calciano il pallone oltre la linea del fallo laterale.

“Un calciatore non è autorizzato a ricevere cure sul terreno di gioco;

dopo che l’arbitro ha autorizzato i sanitari ad entrare sul terreno di gioco, il calciatore deve uscire dal terreno di gioco in barella oppure a piedi; se un calciatore non rispetta le istruzioni dell’arbitro, deve essere ammonito per comportamento antisportivo;

Eccezioni a queste disposizioni sono ammesse solo in caso di:

• infortunio di un portiere;

• scontro tra un portiere ed un calciatore per i quali si rendano necessarie cure immediate;

• scontro tra calciatori della stessa squadra per i quali si rendano necessarie cure immediate;

• infortuni gravi”

Ripetizioni e uso della lingua italiana a parte, sarebbe la norma che sancirebbe la fine della “spugna magica” di una volta, dello “spray miracoloso di oggi”. Peccato che quasi nessuno la rispetti.

“Agli arbitri si rammenta di intervenire prontamente e con fermezza nei confronti dei calciatori che trattengono l’avversario, in particolare all’interno dell’area di rigore in occasione di calci d’angolo e di calci di punizione.

In queste situazioni l’arbitro deve:

• richiamare verbalmente ogni calciatore che trattiene un avversario prima che il pallone sia in gioco;

• ammonire il calciatore se continua a trattenere l’avversario prima che il pallone sia in gioco;

• accordare un calcio di punizione diretto o di rigore ed ammonire il calciatore se ciò avviene dopo che il pallone è in gioco.”

Se le cose andassero veramente così, non ci lamenteremmo per tutti i rigori subiti ogni volta che usciamo dai nostri confini.

“Se un difensore comincia a trattenere un avversario all’esterno dell’area di rigore e continua a trattenerlo all’interno dell’area di rigore, l’arbitro accorderà un calcio di rigore.”

Questa è una regola che dovrebbero tenere a mente soprattutto i giornalisti, i signori del “ma il fallo è cominciato fuori”.

Chiudo sottolineando come nel calcio si sia perso il senso della realtà.

Prendiamo il comunicato del Giudice Sportivo della Serie A del 18-19-20 ottobre scorso.

“Letta la relazione dei Collaboratori della Procura federale relativa alla gara Soc. Roma – Soc. Napoli ove, tra l’altro, si riferisce che “i sostenitori della Società Roma scandivano il coro – lavali, lavali col fuoco o Vesuvio lavali col fuoco – nelle seguenti occasioni ed in maniera sempre udibile dal centro del campo: alle ore 19,20; 19,28; 19,50; 19,55; 20,26; 20,36; 20,45 e 20,47 dal settore Curva Nord; alle ore 19,28; 20,13; 20,45 e al 30° del secondo tempo dal settore Curva Sud: sempre i sostenitori della Roma, dai settori Curva Sud e Curva Nord alle ore 20,38 scandivano in maniera udibile dal centro del campo il coro – Napoli m…., Napoli colera sei la vergogna dell’Italia intera”. In ripetute occasioni la tifoseria napoletana rispondeva con cori “Romani b……. -”.

Mi chiedo: è più offensivo, violento e volgare “lavali, lavali col fuoco o Vesuvio lavali col fuoco” o la parola “merda” (ridotta a m… nel referto)?

E poi sarei curioso di sapere cosa sia quell’aggettivo che comincia con la b. Birbanti?

Terzo dubbio: sono stati diligentemente annotati dodici cori negativi in 48’, non era il caso di fare qualcosa di più che annotarli sul taccuino?

1 Comment

  1. Grande Dario! Vedo con soddisfazione, da ex calciatore dilettante e da appassionato di calcio, che le regole sono sempre le stesse e non è la vecchiaia o il rincoglionimento che non mi fanno capire cosa sia successo al più bel gioco del mondo: è che le regole ci sono e basterebbe applicarle. E mandare a scuola di regole un po’ di calciatori, un po’ di arbitri e un po’ dei tuoi spesso altezzosi e saccenti colleghi, che spesso parlano senza sapere cosa dicono. Vogliamo aggiungere il “fallo di mano in area di rigore” e tutte le sue disserzioni sulla volontarietà, l’involontarietà, l’aderenza al corpo o meno etc etc?! Un saluto con grande stima!!! Mario Romani

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