Panatta: Federer? Non ho mai visto giocare così bene. Laver compreso

Una vecchia intervista. L’ho trovata spulciando nel mio archivio. Vecchia ma, credo, comunque attuale. Adriano Panatta parla del tennis moderno. Un’analisi scomoda, senza lasciarsi condizionare dal politicamente corretto. Lui è fatto così, dice quel che pensa. E spesso ha ragione. Questo è uno stralcio di quel lungo dialogo, qui Panatta parla di Roger Federer…

Adriano, cosa non ti piace del tennis di oggi?
“Non amo i picchiatori. A parte Federer e Nadal giocano tutti uguale. La differenza la fanno quattro pallate a tutto braccio, a volte un po’ casuali. Prima dietro un punto c’era un’idea, un’invenzione, fantasia.”
Quale è stato il momento in cui tutto è cambiato?
“Quando è cambiato l’attrezzo. Le nuove racchette ti permettono di scegliere soluzioni tecniche che con quelle di legno non potevi neppure immaginare. E poi con queste tireresti forte anche tu.”
Nella tua epoca c’erano più variazioni tattiche?
“Giocavamo su ritmi più lenti, potevamo prenderci il lusso di pensare. Oggi tirano forte, è più facile.”
Federer è l’eccezione?
“Non ho mai visto uno giocare così bene, Laver compreso. Gli ho visto fare cose che pensavo fossero impossibili per un essere umano. Ha una forza di polso spaventosa. In molti, anche quelli che vincono tanto, non giocano bene a tennis. È un fenomeno che è sempre esistito, Borg compreso.”
Adriano, cosa ti piace di Federer?
“Sa giocare a tennis. Non vorrei essere frainteso: sono pochi quelli capaci di esprimere un tennis di simile talento. Dico Lendl e Sampras tra tutti quelli che ho visto.”
Come si manifesta sul campo il talento dello svizzero?
“Dal modo in cui colpisce la palla, dal cambio di ritmo, dalle soluzioni tecniche e tattiche che decide di adottare. Colpisce la palla con violenza, ma lo fa sempre nella maniera giusta. In un modo classico, ma nello stesso tempo moderno. Si è parlato a sproposito della scuola svedese, di quella spagnola. Federer è svizzero, viene dunque da una nazione che non ha una tradizione alle spalle. Lui gioca divinamente, come si deve fare: la palla davanti al corpo, non dietro come avviene spesso oggi. Sa come e dove tirare da ogni parte del campo. È un grande campione.”
Altri riferimenti per spiegare meglio quali sono quelli che a tuo giudizio sanno ”giocare a tennis”?
“Dico Laver, Sampras, ma anche Agassi. Insomma è questo il modo di conquistare la gente. Io, tranne nelle occasioni in cui lo faccio per lavoro, mi siedo davanti alla televisione solo se c’è lui in campo. Ho ancora negli occhi la partita contro Hewitt agli US Open del 2004. Non ho mai visto giocare così, è quasi impossibile farlo.”

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