Sabato 22 agosto, alla York Hall di Londra, Dario Morello si batterà per il titolo europeo dei medi contro George Liddard. Ho intervistato il pugile calabrese su questo momento chiave della sua carriera.
Quando ti hanno proposto l’europeo, quanto tempo hai impiegato per rispondere “sì”?
“Ho risposto subito sì, perché monitorizzo tutta la scena europea, e non, dei pesi medi. Liddard lo osservo da tempo. Non mi impressiona e quindi il dire “si, ma adesso parliamo di soldi” è stato immediato.”
Non molto tempo fa mi hai detto “Ho ancora un 40% di possibilità di miglioramento. Devo solo riuscire a fare tutto quello che so fare il giorno del match.” Pensi di essere pronto?
“Ora sono chiamato a fare più di quel che serve per vincere. Sono in condizione perfetta, è arrivato il giorno di mostrare a tutti il mio valore massimo attuale.“
Perché credi di potere battere Liddard?
“Perché non mi sembra migliore di gente che ho sconfitto. Ha solo il manager giusto, prende tanti soldi in più rispetto ad altri, ha un bel paio di pantaloncini, sponsor …”
Luther Clay, l’unico inglese che hai incontrato, è stato l’unico a sconfiggerti. Era il tuo ultimo match da peso welter. Hai perso solo per i sacrifici a rientrare nel peso?
“Ho perso per il problema del peso, ma anche e soprattutto per una mancanza di maturità a quel livello. Il peggior Dario di sempre è arrivato ai punti, finendo in crescendo nonostante due atterramenti pesanti. Non ho perso perché era inglese, ma per tutti gli altri fattori.”
Mi hai detto: “È un errore cercare di piacere a tutti, il mio compito è suscitare reazioni.” Ci sono tante persone che vedranno il match sperando che tu perda per ko, per poi brindare alla tua sconfitta. Cosa mi dici?
“Non siamo tutti uguali. Loro restano nulla, io uno che sta vivendo della propria passione, con una discreta notorietà e qualità di vita. La cosa più frustrante in realtà è che il loro voto abbia lo stesso peso del mio.”
Avrai tanti tifosi che ti seguiranno sperando che questo titolo tu possa portarlo a casa. Cosa ti senti di dire a questa gente?
“So per certo che ci saranno centinaia di tifosi italiani alla York Hall. Per me è follia. Avere un seguito così forte, anche oltre confine, è motivazione infinita. C’è gente che ha comprato il biglietto aereo, ma a causa del“tutto esaurito” non è riuscita a prendere il biglietto per vedere il match. Verrà comunque ad aspettarmi fuori dell’Arena. È mia responsabilità non deluderli e onorare questi loro sacrifici.”
Un pensiero per chi ti accompagna in questa avventura, tuo padre Ercole, la tua compagna Serena, i cugini Vincenzo e Roberto Lizzi. E tua madre, che soffre ancora ogni volta che sali sul ring.
“Un pensiero per loro che si racchiude nella solita frase che gli dico sempre prima di salire sul ring “tranquill mo’ bec ij” (tranquilli, me la vedo io).”


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