“Dario sorprenderà Liddard”, parola di Ercole Morello (padre e maestro)

Il 22 agosto, alla York Hall di Londra, Dario Morello affronterà George Liddard per l’europeo (vacante) dei pesi medi. Ho parlato dell’evento con Ercole Morello, padre e allenatore del pugile calabrese.

Che significato e che valore ha il match del 22 agosto?
“È il coronamento di un’intera carriera. È, soprattutto, l’evento che riporta in pareggio il bilancio di una giovinezza piena di rinunce importanti, come una carriera universitaria. Ripaga sacrifici e lavoro.”  
Perché pensi che Dario possa vincere?
“Anche Liddard, come gli altri, parla di un avversario che fugge ed evita lo scontro. Alla fine, la realtà, per tutti, è stata poi ben diversa.”
Dario ha tanti tifosi e tanti nemici. Una scelta?
“Nessuna scelta. La realtà è che esiste un’ignoranza dilagante e i social fungono da cassa di risonanza. Molti parlano senza sapere di cosa e perché, non ultimo il teatrino con il pugile fiorentino che, con mia grande sorpresa, mi ha fatto scoprire uomini e donne per niente scolarizzati. Assolutamente impensabile nell’opulenta Firenze.”
Come è andata la preparazione? Avete fatto qualcosa di diverso rispetto alle altre volte? Con chi ha fatto sparring?
“Abbiamo seguito un nostro personalissimo protocollo. Piccoli aggiustamenti giornalieri e sporadici sparring con professionisti alle prime armi.”
Un padre all’angolo del proprio figlio, di cui è anche il maestro. È un problema?
“È un grandissimo problema per molti, ma non per noi. Siamo cresciuti insieme collaborando senza imposizioni. Anzi, quando uno dei due rettifica positivamente quello che dice l’altro, siamo contenti. Aumenta la stima reciproca. La stessa cosa accade con i miei nipoti, Vincenzo e Roberto Lizzi.”
Il vostro è un gruppo molto unito, questo può aiutare?
“L’unione è il punto cruciale, tutto il resto del tifo, favorevole o contro, è un optional. Noi tiriamo sempre dritti per la nostra strada.”
Come funziona il rapporto a distanza (allenatore/pugile) con Dario?
“Benissimo. Visiono i filmati e rettifico se c’è da rettificare, per poi sentirmi dire da Dario… pa’ l’avevo pensato anche io.”
Un giudizio sull’avversario.
“Ottimo, come tutti i pugili inglesi su cui gli organizzatori britannici puntano. Ci vuole un Dario senza distrazioni. Ma perché, con Chiancone, Hermy, Nmomah, Vukshinaj poteva distrarsi?”


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