Tony Yoka, al momento in cui scrivo, è fuori dalla Top 15 della WBA. A dirla tutta, è fuori da quella classifica da quattro anni (nel 2022 era numero 13).
L’11 luglio, a Mosca, affronterà Murat Gassiev per il mondiale dei massimi targato WBA (World Boxing News dà la notizia per ufficiale).
Qualcuno si è chiesto come possa accadere tutto questo.
La World Boxing Association rende possibile l’impossibile.
È l’Ente che ta inserito in classifica un pugile morto. Mi rifersico al ranking del 4 giugno 2015, dove al numero 11 ha posto Ali Raymi, ucciso il 23 maggio di quell’anno a causa di un’esplosione dopo un attacco aereo a Sana’a nello Yemen. Il primo ad accorgersi dell’assurdità è stato il giornalista Dan Rafael, che all’epoca lavorava per ESPN.com
È stata sempre la WBA a consentire a Mahmoud Charr di restare campione regolare dei massimi per sei anni e tre mesi, senza mai difendere il titolo. Poi lo ha destituito. Il bello, si fa per dire, è che Charr ha fatto ricorso in appello e il Tribunale gli ha dato ragione. La WBA gli ha restituito il titolo, prima come Champion in Recess, poi come campione regolare.
Anni fa ho sottolineato le stranezze dell’Associazione.
Christopher Lovejoy, altro peso massimo, decimo in classifica con un record di 18-0, 18 ko. Tutti i match disputati a Tijuana. Nell’intera carriera aveva affrontato un solo pugile con il record positivo. Non era nelle classifiche di WBC, IBF, WBO. Per boxrec.com era numero 435 nel mondo e 137 tra i pesi massimi americani.
Ed era il numero 10 della WBA.
Adesso arriva Tony Yoika, fuori da 48 mesi dal Top 15, e fa il mondiale. In tanti si meravigliano, io un’idea ce l’avrei.
Nelle graduatorie di giugno, Richard Torrez jr lascerà la sua posizione numero 15. Indovinate chi prenderà il suo posto?


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