Addio a Tonino Puddu. Aveva pugno pesante e un solo obiettivo: vincere

La data
Cagliari, 31 luglio 1971

Ha undici anni Tonino quando comincia a lavorare nella bot­tega di Carlini, lucidatore di mobili. Ne ha quattordici quando sceglie la boxe. La palestra Sardegna sarà la sua seconda casa.
L’allenatore è Lello Scano.
Il più bravo.”
Tonino è nato e cresciuto nel quartiere Villanova, zona di campioni. La boxe è il primo sport da quelle parti. A lui piace il calcio. È bravo, ma anche irascibile. Ha sempre voglia di ri­solvere la questione con una scazzottata. Entra in campo con una sola idea nella testa. Vincere. Deve imparar a fidarsi degli altri. Fatica a farlo. E allora, meglio uno sport in cui sei l’unico responsabile di vittorie e sconfitte.
Esordisce nel pugilato a quindici anni, deve presentarsi sotto falso nome, al tempo non si poteva com­battere a quella età. Perde.
Poi va meglio. Bene tra i novizi, bene tra i dilettanti. L’ar­ruolamento nella marina militare, con il maestro Carlo Capo Repetto, è il primo passo verso una nuova vita.
Il 5 settembre 1970, a Cagliari, batte per kot 7 Enrico Barlatti e diventa campione italiano dei leggeri. Ha pugno, resistenza alla fatica e grinta.
Quattro mesi dopo arriva l’occasione europea. Va a combattere a Barcellona, nel Palacio de los Deportes. L’avversario è Miguel Velazquez. Due giudici danno il pari, l’arbitro vede lo spagnolo vincitore. Pari a maggioranza. Il signor Daikin non era in forma.
Il 31 luglio 1971 si replica, stavolta a Cagliari. Ci sono 25.000 spettatori allo stadio Amsicora. Stavolta, per evitare cattive interpretazioni della dinamica del match, Tonino chiude la storia con un ko al quarto round.
Difende la corona quattro volte.
Ai match in Sardegna ha un tifoso d’eccezione. Gigi Riva è sempre presente, lo sostiene. E questo a Tonino fa davvero piacere. Il mondo ha preso a girare per il verso giusto. Los Angeles evidentemente non ne fa parte. Scrive il Pasadena Star-News»:
Una vittoria schiacciante del campione, Gonzalez ha vinto ogni round dell’incontro. Match interrotto dopo che i pugni di Gonza­lez avevano ridotto l’occhio sinistro di Puddu a una sottile fessu­ra, limitandone in modo inquietante la vista.
Diversa la chiave di lettura offerta dallo stesso Puddu alla giornalista Maria Francesca Chiappe, in un’intervista pubbli­cata su «L’Unione Sarda» il 21 luglio1991:
Ho perso per ko tecnico, non riuscivo a muovere braccia e gambe, mi avevano messo qualcosa nella bibita. Ambiente brutto, in Ame­rica sono terribili.
Sette mesi dopo cede l’europeo a Ken Buchanan, presentatosi sul ring con il record di 53-2-0. Un kot al sesto round chiude la sfida.
Antonio Tonino Puddu si prenderà comunque altre soddisfazioni dal pugilato. Organizzatore di successo. Mondiali ed europei nelle sue riunioni.
Il ragazzo di Villanova ne ha fatta di strada.

Antonio Puddu, detto “Tonino”, nasce a Cagliari l’8 maggio 1944, muore il 6 marzo 2026. In attività dal 1966 al 1979. Record: 65 vittorie (42 per ko), 8 sconfitte, 1 pari. È stato campione italiano ed europeo dei pesi leggeri.


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