Segnali dal CIO. La boxe torna nel programma dei Giochi di LA ’28!

Finalmente una buona notizia.
Per la prima volta, da molto tempo a questa parte, il CIO offre un segnale decisamente positivo.
La frase chiave arriva alla fine delle 24 pagine del rapporto del 2 giugno scorso in cui, in pratica, il Comitato Esecutivo chiede l’estromissione dell’IBA dal pugilato olimpico. Nelle ultime quattro righe del Capitolo VII (Conclusioni) comma 100, il CIO scrive: “L’ulteriore conseguenza di questa situazione è che l’IBA non potrà organizzare il torneo di boxe dei Giochi Olimpici di LA28”.
Credo sia abbastanza. Penso proprio che la frase possa avere una sola interpretazione. Il pugilato tornerà a fare parte del programma dei Giochi californiani.
Candidata a gestirlo in quell’occasione sembra essere la nuova federazione mondiale, la World Boxing. Al momento ne fanno ufficialmente parte Stati Uniti e Svizzera. Hanno dichiarato la loro possibile adesione Gran Bretagna, Olanda, Filippine, Germania, Francia, Svezia, Nuova Zelanda, Canada, Ucraina, Portogallo, Ungheria. La gestione è affidata a un Comitato Esecutivo composto dai membri di cinque Federazioni.Il segretario è Simon Toulson, il budget per il 2023 è sotto il milione di dollari. La World Boxing non ha ancora la forza per assumere il comando della situazione, dovrà fare ulteriori passi in avanti per meritare il ruolo di federazione guida. Oltre all’esiguo capitale a disposizione, al poco carisma del suo attuale leader ombra (l’olandese Boris Van der Vorst), non ha dato segnali tangibili all’interno dell’universo politico del pugilato dilettantistico. Dopo l’annuncio del CIO di tenere fuori l’IBA dai Giochi, ha emesso un comunicato stampa.
La perdita dello status olimpico sarebbe devastante per la boxe e avrebbe conseguenze dannose a lungo termine, in tutto il mondo, per i pugili e per tutti coloro che sono legati a questo sport, dal livello di élite alla base. World Boxing, pensata per prevenire il verificarsi di questa situazione catastrofica e creare un futuro migliore, si impegna a lavorare in modo costruttivo e collaborativo con il CIO e tutte le altre parti interessate per sviluppare un percorso che preservi il ruolo del pugilato nel programma olimpico. La boxe è a un bivio e sollecitiamo ogni Federazione Nazionale che ha a cuore i pugili e la boxe a pensare a come possano contribuire a offrire un futuro migliore per lo sport e a sostenere la World Boxing nei suoi sforzi per mantenere la boxe al centro del movimento olimpico”.
CIO & World Boxing o IBA?
L’Italia ha ufficializzato la sua posizione in un comunicato pubblicato sul sito federale: “La FPI guarda con attenzione allo sviluppo delle iniziative che stanno maturando a livello internazionale, ma ritiene che comunque sarà un suo obbligo, anche statutario, ottemperare al puntuale rispetto degli indirizzi e delle linee guida del Comitato Olimpico Nazionale Italiano. Nel frattempo, la Federazione Pugilistica Italiana avrà cura altresì di garantire, attraverso le azioni più opportune, la puntuale partecipazione delle Squadre Azzurre alle competizioni svolte sotto l’egida IBA e EUBC, che sono alla base della crescita futura del pugilato italiano”.
Il 22 giugno il CIO, riunito in una sessione speciale, dovrebbe ufficializzare l’uscita dell’International Boxing Association dalla gestione del pugilato olimpico.


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