Omologato l’Europeo medi. Per Signani rivincita da sfidante…

È finita come si sapeva sarebbe finita.
L’europeo dei pesi medi è stato omologato dall’EBU. È valido a tutti gli effetti.
Il discorso che sto per fare non è correlato in alcun modo a Matteo Signani e Anderson  Prestot. È un’analisi generale che abbraccia l’intero mondo della boxe.
Un europeo senza il test antidoping è stato omologato dall’European Boxing Union, l’Ente che ha stilato il regolamento e ha il dovere di farlo rispettare. Domanda: in futuro, saltando questo controllo perché non esiste controllore, come si potrà scoprire se l’atleta abbia affrontato il match dopato o pulito?
Il reato esiste. Non è stata rispettata l’obbligatorietà del test antidoping, prevista dall’articolo 22.1.1 del regolamento EBU.
Ancora una volta però, non essendoci alcuna indicazione di pena correlata, è stato usato il metodo discrezionale. Per questo, penso, è stato creato a suo tempo l’articolo 20.1: “Il campionato EBU e il regolamento pugilistico possono essere adeguati in qualsiasi momento a circostanze speciali ed eccezionali con una maggioranza di 2/3 del Consiglio EBU”.
E allora, omologazione del risultato del match valido per la cintura continentale dei pesi medi e rivincita in tempi stretti. Offerte d’asta entro mezzogiorno del 18 luglio.
Traduco. Anderson Prestot è il nuovo campione europeo dei pesi medi, Signani è lo sfidante e come tale affronterà il nuovo match.
Scrive in un comunicato l’Opi Since 82.
“Ufficiale: dopo il nostro ricorso, l’EBU ha dato l’autorizzazione a ripetere il combattimento di Matteo Signani contro Anderson Prestot, in quanto non sono state effettuate le operazioni di antidoping al termine dell’incontro”.
Lo stesso Signani mostra felice sulla bacheca Facebook il comunicato della società che gestisce la sua attività.
Sono convinto che il ricorso sia stato scritto chiedendo la ripetizione dell’incontro, considerando utopistica la richiesta del no contest.
Per carità, anch’io ero convinto di questa linea di gestione della richiesta. Lo ero al punto che nell’articolo di ieri ho scritto così.
Una visione disincantata mi fa supporre che, nella migliore delle ipotesi, sarà omologato il risultato e sarà fissata una rivincita in tempi brevi”.
Partivamo però da punti diversi. E in punti diversi siamo arrivati.
A me sembra che la decisione presa dall’EBU finisca per peggiorare l’immagine che l’opinione pubblica ha della boxe. E quindi rappresenti una sconfitta per l’intero movimento. All’organizzazione e al pugile sembrava solo la possibilità di una rivincita immediata. Per questo, ora che l’hanno ottenuta, fanno festa.


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