L’incredibile vicenda di David Avanesyan, quattro Paesi in pista per farlo combattere

Sabato, a Wembley, David Avanesyan (nazionalità russa, inno e bandiera armena, promoter britannico, licenza serba) difenderà l’europeo welter contro Oskari Metz, kosovaro con nazionalità finlandese, manager belga fidanzato con un’ucraina che è riuscita a lasciare il suo Paese e a rifugiarsi da lui in Bulgaria.
Non è più il mondo di una volta, dice un mio amico.
David Avanesyan è campione europeo ed ex campione ad interim Wba dei welter.
Mamma Shelly e papà Huvhannes, nella seconda metà degli anni Ottanta, sono scappati dall’Armenia per le forti tensioni che, nel 1992, sarebbero poi esplose nella guerra del Nagorno Karabakh.
David è nato a Pyatigorsk il 15 agosto 1988, quando la città faceva ancora parte dell’Unione Sovietica. Nel 1991, con la fine dell’URSS, Pyatigorsk è entrata sotto la giurisdizione russa. È dunque cittadino russo per le circostanze della vita, ha conservato tradizioni armene, ha sempre combattuto mostrando la bandiera di quel Paese e facendosi precedere dall’inno nazionale armeno.
Avanesyan da molti anni risiede a Newark, vicino Nottingham. Lo allena Carl Greaves, è sotto contratto con Frank Warren, boxa per la BT Television e non combatte in Russia da otto anni.
Vasti i confini di quest’uomo, un vero cittadino del mondo.
Mercoledì 2 marzo l’Ebu ha annunciato la sua posizione ufficiale sul conflitto nato dopo l’invasione dell’Ucraina da parte dell’esercito russo. E lì sono nati i problemi del signor Avanesyan.
L’Unione Europea di Pugilato, unendosi all’urgente richiesta del mondo sportivo di cessare il fuoco e porre fine alla guerra in Ucraina, da oggi in poi non certificherà alcuna competizione di campionato che coinvolga pugili provenienti da Russia e Bielorussia fino a nuovo avviso. Uniti al resto del mondo della boxe, chiediamo la pace e rigettiamo ogni forma di guerra”.
Prima che la Russia invadesse l’Ucraina, David Avanesyan (23-3-1, 10 ko) aveva firmato un contratto per la quinta difesa del titolo continentale contro Oskari Metz (15-0, 5 ko) alla Wembley Arena il 19 marzo. È stata così chiesta una sorta di esenzione speciale per la disputa dell’incontro, avendo Avanesyan specificato che avrebbe combattuto sotto la bandiera armena e con inno armeno.
L’EBU ha accolto la richiesta e designato la giuria. Italiani l’arbitro, Giuseppe Quartarone, e un giudice, Guido Cavalleri.
A fare obiezione è stato il British Boxing Board of Control (BBBC), l’Ente che gestisce il pugilato in Gran Bretagna. Per sanzionare il match avrebbe avuto bisogno di una licenza che non fosse russa o bielorussa.
Avanesyan, che fino a dieci giorni fa aveva combattuto senza problemi con licenza russa, ha chiesto l’affiliazione alla Serbia. La Federazione ha risposto positivamente, la documentazione è stata a spedita all’EBU. Mancavano però alcuni certificati medici, il BBBC ne ha sollecitato l’invio alla Serbia. Il problema alla fine è stato risolto.
E così un russo, con licenza serba, genitori e tradizioni armene, promoter e maestro britannico, residente a Nottingham, potrà salire sul ring sventolando, come ha sempre fatto, la bandiera armena, ascoltando l’inno del Paese che gli sta a cuore. A sfidarlo per l’europeo dei pesi welter sarà Oskari Metz, licenza e nazionalità finlandese, residenza a Helsinki, nato in Kosovo.
Benvenuti nel 2022…

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