Whyte: Più soldi per promuovere il mondiale. Arum: Dannato stupido!

Dilian Whyte ha chiesto un pagamento extra alla coppia Frank Warren&Bob Arum.
Vuole soldi (la cifra non è stata quantificata) per promuovere il mondiale contro Tyson Fury del 23 aprile. Arum lo ha definito un “dannato stupido” e ha annunciato che di certo non lo accontenterà. Sabato 19 febbraio è il termine ultimo per la firma dei contratti. Il campione ha già firmato, l’avvocato di Whyte ha detto che anche il suo assistito lo farà.
Quasi sicuramente però il contratto avrà una compilazione standard, come accade quando c’è di mezzo un’asta. Poche parole, ammontare delle borse, assegnazione dei biglietti e nulla di più.
La boxe apre così un nuovo capitolo nella sua tormentata storia.
Non se ne sentiva la mancanza.
La regola del World Boxing Council stabilisce che l’80% della cifra con cui il promoter si aggiudica l’asta vada al campione, il 20% allo sfidante.
Whyte ha prima detto che è una follia, poi che non avrebbe mai accettato, quindi ha rifiutato l’offerta della Top Rank&Frank Warren Promotion di 7,5 milioni di dollari.
L’asta è stata vinta con 41 milioni di dollari dai promoter che lavorano con il campione.
Allo sfidante andranno poco meno di 7,5 milioni di dollari.
Non gli bastano, vuole soldi per parlare, per mettere in scena la solita pantomima di spacconate, bullismo, accuse e volgarità sparse. Paradossalmente la sua forza viene dal fatto che negli Stati Uniti, il Paese che assieme alla Gran Bretagna dovrebbe portare il maggiore contributo economico nelle casse dei promoter, è poco conosciuto. In pratica non attira spettatori, non cattura utenti per la pay per view. Sa che per rendere il match appetibile, per aumentare l’incasso al botteghino soprattutto per gli utenti della tv a pagamento, deve fare salire la sua notorietà. Forte di questo, bussa a soldi.
Whyte viaggia con avvocato al seguito. E questo lo sa bene anche il WBC. Non è un atteggiamento sbagliato, in passato i pugili si sono fidati troppo degli organizzatori e moltissime volte hanno pagato la loro ingenuità. Ma quello che il signor Dillian fa continuamente è creare una cortina di antipatia attorno a sé, un’antipatia non proporzionale al suo valore assoluto.
Ha rifiutato anni fa un’offerta di 4,5 milioni di dollari per affrontare Fury definendola “spazzatura”, ha fatto causa al WBC che lo teneva fermo senza fargli disputare il mondiale, ha minacciato una nuova causa per ottenere più soldi in previsione del match per il titolo. E ha nel suo passato c’è anche una condanna, scontata, a due anni per doping.
Se davvero Whyte manterrà il suo proposito e non pronuncerà alcuna parola fino a dopo il match, ci troveremo davanti a una nuova era. Quella delle promozioni a compenso supplementare. Il signor Dillian è a fine carriera e non ha problemi per il futuro, altri in piena attività avrebbero più difficoltà a seguirlo su questa strada.

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