Ecco la storia di Hugo Legros, rivale di Rigoldi per il titolo EU


Lui si chiama Hugo Legros (a sinistra nella foto), è nato 28 anni fa a Serifontaine, meno di tremila anime nella Hauts-de-France. È il nuovo avversario di Luca Rigoldi per il titolo (vacante) dell’Unione Europea (EU), categoria supergallo.
Ama la boxe da quando aveva sei anni. La passione è aumentata sempre di più. Ogni giorno, quando arriva il tempo di combattere, si mette in macchina e macina quasi 180 chilometri tra andata e ritorno per raggiungere la palestra del suo allenatore a Pont-Sainte-Maxence, cinquanta chilometri a nord di Parigi.
Il maestro è Giovanni Boggia, francese. Ma anche quasi italiano, come dice lui. Oltre alla lingua madre, il francese, parla bene la nostra lingua, parla meglio (è ancora lui a precisare) il sanpaolese. Il dialetto di San Paolo Civitade, Foggia, il posto di origine del papà. Ma torniamo al pugile.
Hugo è stato un buon dilettante, nel 2014 è diventato professionista. Oggi il suo record è: 14-1-2, 2 ko. È stato campione nazionale dei supergallo, categoria in cui boxa praticamente da sempre. Discreto ritmo, è uno che accetta la sfida.
Conosciamo bene Rigoldi, non avremo sorprese” dice Boggia. Prende una pausa, poi aggiunge: “Rigoldi è forte e ha un grande ritmo. Sarà un match duro, difficile, ma noi veniamo per vincere. Avevamo programmato l’assalto al titolo EU al terzo match di questo 2022. Per una serie di circostanze, è arrivato prima del previsto. Ma non ci coglie impreparati. Hugo è ben allenato, ama questo sport ed è pronto alla battaglia“.
Legros ha vissuto un 2021 sfortunato, triste, maledetto.
Aveva programmato il matrimonio, la pandemia lo ha costretto a rinviarlo. La seconda data per le nozze ha coinciso con il picco della malattia del papà, Marco. Una lotta contro un tumore devastante protrattasi per quattro mesi e conclusa a settembre con la morte a soli 54 anni.
Hugo è abituato a combattere, anche se davanti a tragedie come questa devi concederti del tempo per capire come riuscire a gestirle. Il lavoro (è impiegato in un’azienda che produce ricambi per auto), il pugilato che è la sua grande passione, l’amore della ragazza che presto sposerà e quello della famiglia gli hanno dato una grossa mano. Ora ha un obiettivo che può aiutarlo a concentrarsi, a riprendere a vivere. Quel titolo lo insegue da tempo.
Doveva combattere il mese scorso, due giorni prima del match, il georgiano che avrebbe dovuto sfidarlo ha scoperto di non avere il visto di ingresso per la Comunità Europea. Saltato l’incontro, è rimasto in attesa di una nuova occasione. È arrivata.
Hugo è alto 1.70, cinque centimetri più di Rigoldi (25-2-2, 8 ko), tanto per la categoria.
Chiedo a Giovanni un pronostico.
“Ripeto, sarà dura. Ma ce la giocheremo”.
Chiudo togliendomi una curiosità, l’ultima volta che ho sentito Boggia mi ha raccontato di come non possa fare a meno di San Polo Civitade. Gli chiedo se lo scorso anno, nonostante la pandemia, sia riuscito ad andare in visita a parenti e amici.
“Scherzi? Io non so stare senza l’Italia, senza San Paolo Civitate. La pandemia mi ha bloccato, come ha bloccato il mondo intero. Per un lungo periodo mi sono rimaste le telefonate con gli amici, il dialetto, le chiacchierate con Luigi Minchillo, che chiamo cugino. Appena ho potuto, sono tonato lì. Un mese, la scorsa estate. Spero di ripetere la visita anche quest’anno”.
Il match di Hugo Legros è in programma il 25 febbraio a Vicenza. Il vincitore dovrà poi affrontare Josè Antonio Sanchez Romero (13-0, 5 ko), sfidante ufficiale.
In cartellone anche il titolo italiano (vacante) dei medi. Sarà Carlo De Novellis (8-4-1) ad affrontare Andrea Roncon (18-6-1) in sostituzione di Khalil El Harraz, che ha preferito scendere di categoria: combatterà nei superwelter.
Sarà anche l’occasione per vedere il primo match sugli otto round di Yassin Hermi (7-0, 4 ko).
A completare la serata i match del medio Giovanni Rossetti (7-1-0) e del peso gallo Cristian Zara (7-1-0).

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