Natale sul ring e in diretta Tv per Vito, origini italo-polacche


È il primo maggio del 2010.
A Newark, New Jersey, sullo schermo del televisore di casa Mielnicki scorrono le immagini del match in dodici round tra Floyd Mayweather jr e Shane Mosley. Due persone, sedute una vicina all’altra sul divano del salotto, osservano in silenzio.
Vito Sr fa il promoter. È stato pugile, ma anche lottatore e giocatore di Football Americano nella squadra della scuola. Ora gestisce un gruppo di otto ragazzi, tra dilettanti e professionisti. Non perde un solo incontro di boxe quando lo trasmettono in tv.
Vito Jr tra poco più di una settimana, compirà otto anni. Guarda affascinato Mayweather, poi si gira verso il papà e fa la domanda da un milione di dollari.
“Posso farle anche io quelle cose?”
Senior sorride.
“Certo ragazzo, ma devi lavorare duro”.
E l’altro.
“Ho deciso cosa vorrei per il mio compleanno”.
“Cosa?”
“Un corso di un mese in una palestra”.
“Non c’è problema, ce n’è una vicino casa”.
Martedì 11 maggio è il giorno dopo la festa. Junior e Senior camminano assieme, spalle dritte e sguardo sicuro. Junior sorride, il papà ha pagato un mese di corso. Il regalo è arrivato, promessa mantenuta.
La palestra è nel seminterrato di una chiesa.
Un ring, pochi lungo le pareti, in terra qualche corda per saltare, alcuni palloni medicinali.
È piena di ragazzi che si danno da fare.
Vito Jr entra e sente subito che qualcosa non va. Si guarda in giro, controlla, osserva. È l’unico bambino bianco in quel salone pieno di afroamericani. Gli sembra che tutti gli occhi siano su di lui. Un po’ di ginnastica e poi subito sul ring per giocare con i guantoni. Qualcuno lo prende in giro. Lui scappa, scende velocemente i tre gradini e corre tra le braccia del papà. Pensa proprio di non potercela fare. Si sente diverso, solo, senza amici.
Vito Sr sorride e lo riaccompagna sul ring.
Dopo pochi minuti la scena si ripete, con l’aggiunta di un urlo disperato.
La terza volta Junior, trattenendo a forza le lacrime, decide che l’unica via di uscita è provarci.
Ce la fa.
Ma c’è qualcuno che ancora non ha capito la situazione. Alcuni compagni di scuola lo provocano, come fanno con tutti quelli che frequentano corsi di karate, lotta o boxe. Gli piace rischiare, dimostrare a tutti che sono sempre loro i capi della cricca. Presto capiscono che con Junior non è il caso di farlo. Alla prima presa in giro si ritrovano per terra.
Un anno dopo, i primi match ufficiali con ragazzi più grandi di lui. Vince, continua a vincere. Si aggiudica per quattro volte i Golden Gloves nazionali da junior, mette assieme un record dilettantistico di 147-22-0. Chiude con una sconfitta in Spagna, un risultato che non pensa di meritare. La spinta che gli fa pensare sia arrivato il momento di fare il grande salto.
Nel New Jersey però non danno la licenza da professionista a chi non ha compiuto 18 anni. E Vito Jr di anni ne ha 17. Larry Hazzard, il Commissioner, lo conosce, l’ha seguito da sempre, fa un’eccezione.
Il 13 luglio 2019 Vito Mielnicki jr debutta battendo per ko dopo 1:16 del primo round Tamarcus Smith (2-2-0). Diventa il più giovane professionista nella storia del New Jersey.
Tricia Cuzzi, italiana, è preoccupata come tutte le mamme.
I figlie so’ piezz’ ‘e core.
Se qualcuno proverà a fare del male al suo piccolo, dovrà vedersela con mammà. Il marito, nato in Polonia, poco alla volta riesce a convincerla che non si può privare il ragazzo dei suoi sogni.
Peso welter di buona struttura, 1.83 di altezza fisico compatto, Vito Jr, nazionalità statunitense, va avanti per la sua strada. Firma con uno dei boss dell’organizzazione pugilistica americana. Combatte per Al Haymon, con la Premier Boxing Championship. I suoi match vanno in diretta su Fox Tv.
Intanto studia. Si diploma all’Essex High School di North Caldwell, sempre New Jersey ovviamente. Un istituto a quindici minuti di cammino dal Prudential Center dove combatterà il 25 dicembre.
Sì, a Natale salirà sul ring per affrontare un match di boxe.
Ciuffo di capelli che ricorda gli studenti di quei film sulle università americane degli anni Settanta, sguardo da bravo ragazzo, grande dedizione agli allenamenti.
Oggi ha un record di 9-1-0, 6 ko.
L’unica sconfitta l’ha rimediata il 17 aprile scorso contro James Martin di Filadelfia, città che sforna talenti. Ha perso chiaramente ai punti, ma gli è servito da lezione. Nel match successivo è sembrato un pugile migliore.
Sa essere paziente, preferisce combattere dalla media distanza. Buona velocità nei colpi, discreta potenza. Deve migliorare in fase difensiva. Tira spesso il diretto al corpo. Chiude preferibilmente con il gancio destro. Brutta quella battuta d’arresto contro Martin. Si è subito riscattato contro Noah Kidd (6-3-2, 5 ko), spedito knock out con un gancio sinistro nel secondo round.
Il prossimo incontro lo farà dunque a Natale, contro Nicholas DeLomba (16-3-0, 6 ko). Dieci riprese al limite dei welter. Il rivale è un 33enne nato in Rhode Island, residente in Florida. Professionista quando Junior boxava ancora nelle categorie giovanili. Molta esperienza, discreta tecnica. Sfavorito dai pronostici.
La riunione avrà inizio alle 4:15 p.m, quando da noi saranno le 10:15 della sera. Sfiniti dal cenone della vigilia, stremati per il pranzo di Natale, cercheremo un divano su cui riposare, un letto su cui dormire.
Mentre lì, a quasi ottomila chilometri di distanza, pugili senza paura se le staranno dando come se non ci fosse un domani.
PROGRAMMA (Prudential Center, Newark, New Jersey, ore 22:15 italiane) medi (8×3) Joey Spencer (13-0) vs Limberth Ponce (18-4-0); welter (10×3) Vito Mielnicki Jr (9-1-0) vs Nicholas DeLomba (16-3-0).

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