Cinque in lizza per la presidenza AIBA (12/13 dicembre)

Sono cinque i candidati ufficiali alla presidenza dell’AIBA.
L’Assemblea elettiva si terrà per via telematica il 12 e 13 dicembre.
L’Associazione non ha un presidente da diciannove mesi.
Lo Statuto prevede che dopo un anno il presidente ad interim debba essere sostituito da un presidente eletto dai membri del Congresso. Il marocchino Mohamed Moustahsane è in carica da marzo 2019. In questo modo è stato infranto il regolamento. La pandemia è solo parzialmente colpevole di questo ritardo.
Il 7 ottobre scorso il presidente del CIO, Thomas Bach, ha emesso un durissimo commento sulla situazione, dopo avere ricevuto l’ultimo rapporto da parte di Nenad Lalovic, che è a capo del gruppo che sta monitorando la situazione.
Abbiamo ricevuto il rapporto del gruppo di monitoraggio. Posso riassumere il risultato, dicendo che siamo molto preoccupati per la mancanza di progressi per quanto riguarda la riforma della governance dell’AIBA. Si parla di elezioni presidenziali, ma non vediamo alcun progresso su queste riforme che sono molto importanti”.
I cinque candidati sono Umar Kremlev (Russia), Mikayilov Suleyman (Azerbaijan), Boris van den Yorst (Olanda), Amos Al Otaiba (Emirati Arabi), Domingo Soldano (Repubblica Domenicana).
Quasi tutti hanno promosso la propria candidatura garantendo un rientro del debito di 17 milioni di euro che l’AIBA dovrà saldare, entro il 2021, con la Bekons.
Nelle dichiarazioni degli scorsi mesi, lo stesso Lalovic aveva detto che l’AIBA, dopo Tokyo 2020, rischia di essere messa fuori anche per Parigi 2024.
Situazione economica, governance, arbitri e giudici sono i problemi che il CIO ha chiesto all’AIBA di risolvere.
Arbitri e giudici restano al centro di un mistero. Non è stata ancora chiarita la situazione dei 36 ufficiali di gara tenuti fuori dai Giochi nel finale di Rio 2016. Uno di loro, Suleyman Mikailov è comunque tra i candidati. È stato in giuria o sul ring dai Giochi di Sydney 2000 a quelli di Rio 2016.
Altra stranezza. La Federazione europea aveva chiesto, su proposta della bulgara Emilia Grueva, di portare un solo candidato dell’Europa alle elezioni. Il soggetto scelto era proprio l’azero. La proposta è stata bocciata. Ora sono tre gli uomini del Vecchio Continente in lizza per la presidenza.
A un primo sguardo, leggendo nomi e curriculum dei potenziali presidenti, mi sento in sintonia con le parole di Thomas Bach.

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