Damiani supera Biggs “Che soddisfazione!” Buon compleanno Elio


Oggi Elio Ghelfi avrebbe compiuto 83 anni.


Questo paese sconosciuto da cui
nessun viaggiatore è tornato.

(William Shakespeare)

 

Milano, 29 ottobre 1988.

La voce di Elio supera ogni rumore.
Francesco Damiani lotta contro i fantasmi, contro sè stesso e anche contro Tyrrell Biggs.
Gli ha scippato l’oro ai Mondiali di Monaco 1982.
Lo ha superato in finale all’Olimpiade di Los Angeles ’84.
E adesso se lo ritrova davanti.
L’americano ha perso una sola volta su 16 match, contro Mike Tyson, esattamente un anno fa.

Il PalaTrussardi è esaurito. Siamo tutti qui per vedere se il colosso italiano (21-0 e il titolo europeo già in tasca) può davvero sperare in un match contro Iron Mike come si dice in giro.

All’angolo di Francesco c’è tensione, ma anche molta fiducia. Umberto Branchini è un manager saggio, preparato, un uomo che arriva dal futuro. La sua professionalità è totale. È un passo avanti ai tempi in cui vive. Uomo colto, conoscitore profondo del pugilato e capace di dialogare con i protagonisti dell’ambiente, qualsiasi sia la loro lingua.

Elio è lì, nervoso come sempre quando combatte uno dei suoi. La solita asciugamani rossa sulla spalla, gliel’ha regalata Helenio Herrera. E un regalo del Mago porta sicuramente fortuna. Prima del suono di ogni round, prima che Damiani vada al centro del ring, Ghelfi lo accompagna con una pacca sulla schiena. La superstizione nello sport aiuta a tenere lontane le tensioni.

Completano la squadra all’angolo Ottavio Tazzi, Adriano Branchini e Giannino De Santi. Il medico del match è il dottor Mario Ireneo Sturla.
Un clan che non teme rivali.
Di là c’è Lou Duva. E non è davvero poco.

 

Elio chiama i colpi, chiede concentrazione, invita alla prudenza e un attimo dopo all’attacco.

Dai Checco, vai. Più veloce, più veloce!
Monta, monta!
Due mani, due mani!
Stai calmo, alza le mani, su le mani subito!
Due sinistri e gancio destro. Vai, vai!

E alla fine Francesco ce la fa. Una vittoria chiara, netta, ottenuta con una splendida prova, da campione.
Elio racconterà quel momento nel suo libro: Con i miei sogni all’angolo del ring.

Pagina 289.
Damiani si prese una brillante rivincita su quella che era stata la sua bestia nera: Tyrrell Biggs. In quella occasione, sostenni che il mio ragazzo si era comportato meglio dello stesso Tyson. Un’affermazione la mia, che valeva soltanto in termini paradossali. Naturalmente facevo riferimento, esclusivamente al numero dei round impiegati per vincere: Tyson vinse in sette riprese, mentre Francesco in cinque. Quella vittoria fu per me una soddisfazione grandiosa, anche perché ebbi la gradevole sensazione di avere scacciato un fantasma”.

Buon compleanno, Elio.

 

 

 

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