Che fine ha fatto Ruiz jr? Quanto è difficile imparare dalla storia…

Se la storia si ripete, e accade sempre l’inatteso,
quanto incapace dev’essere l’Uomo a imparare dall’esperienza.

(George Bernard Shaw, Uomo e superuomo, 1903)

 

Tokyo, 10 febbraio 1990/1 la vigilia
James Buster Douglas (28-4-1) sembra uno sfidante improponibile. Nessun bookmaker inizialmente accetta di quotarlo. Poi Ross Culver del Mirage Hotel apre a 42/1, altri lo seguono su questa strada. Se ne pentiranno amaramente.
Mike Tyson (37-0, 33 ko) viene da un virus intestinale e ha due amici all’angolo: Aaron Snowell e Joy Bright. “Due ragazzi che non potrebbero insegnare neppure come si nuota a un pesce” commenta Teddy Atlas. Nonostante tutto questo, nessuno pensa possa perdere.
Buster è alto 1.90, ferma la bilancia a 104,850. Sopra il peso forma di un buon peso massimo della sua altezza. A bordo ring solo sorrisi, davanti alla tv non c’è incertezza. Non sembra felice neppure lui,anche se la borsa è di 1,3 milioni di dollari: la più alta della carriera. Ma già sa che non ne intascherà neppure la metà.

New York, 30 aprile 2019/1 la vigilia
Andy Ruiz jr (32-1-0, 28 ko) non ha un fisico statuario. È alto 1.88 e pesa sopra i 120 chili, all’esordio nel professionismo ha segnato addirittura 135. Anthony Joshua, ha un fisico perfetto e un record immacolato: 22-0, 21 ko. Nessuno pensa che il campione possa perdere. I bookmaker quotano da 13/1 a 10/1 la vittoria dello sfidante.
Sorride il colosso di origini messicane, 7 milioni di dollari (la sua borsa) non li aveva mai visti.

Tokyo, 11 febbraio 1990/1 il match
Ottavo round. Tyson piazza un montante destro dei suoi, Douglas va al tappeto. Gli spettatori pensano: “L’avevamo detto, è finita!”. L’arbitro Octavio Meyran interpreta male il conteggio del cronometrista e concede allo sfidante dai due ai tre secondi in più per recuperare. Buster si riprende. Prima e dopo quel knock down il protagonista è lui, al decimo round mette ko il campione.
Il mondo della boxe è sconvolto.
Si parla di match combinato, di rivincita prima, di ritiro di Tyson poi.

New York, 1 giugno 2019/1 il match

Terzo round. Gancio sinistro, diretto destro di Joshua, il rivale è al tappeto. Gli spettatori pensano: “L’avevamo detto, è finita!”. Ruiz jr si rialza e tortura il campione fino a infliggergli un kot al settimo round.
Il mondo della boxe è sconvolto.
Si parla di match combinato, di rivincita prima, di ritiro di Joshua poi.

Las Vegas, 24 ottobre 1990/2 la vigilia
James Buster Douglas difende per la prima volta il titolo contro Evander Holyfield per una borsa di 24 milioni di dollari, anche stavolta gli resterà in tasca molto meno. È grasso, lento, pensante, sembra quasi infastidito dalla necessità di dover salire sul ring.
Steve Wynn, il proprietario del Mirage Hotel dove si svolgerà la sfida, è preoccupato. Il campione è decisamente sovrappeso.
“La sauna dell’albergo è a tua disposizione, usala come e quando vuoi”.
Una mattina Wynn scopre che Buster ha chiamato il room service è ha ordinato cibo per un conto di cento dollari. Facendosi portare il tutto in sauna.
Al peso segna 111,583. Quasi sette chili in più del primo match.

Diriyah, 6 dicembre 2019/2 la vigilia
Andy Ruiz jr difende per la prima volta il titolo. Incasserà tra gli 11 e i 13 milioni di dollari. Pubblica sul suo account Facebook una foto che lo mostra notevolmente dimagrito. Poi sale sulla bilancia e segna 128,500 kg: oltre sette chili sopra la prima sfida, ventuno in più di AJ.
Ha vissuto un’esperienza per lui totalmente sconosciuta, ha trascorso questi mesi da ricco e famoso. Si è comprato una Rolls Royce, una mega villa, gioielli e regali vari.
Pochi scommettono su di lui.

Las Vegas, 25 ottobre 1990/2 il match
Evander Holyfield chiude la sfida in poco più di sette minuti di combattimento.
Neppure per un secondo James Buster Douglas regala l’impressione di poter vincere il mondiale.
Sei mesi dopo aver stupito il mondo della boxe, esce di scena.

Diriyah, 7 dicembre 2019/2 il match
Lento, goffo, pesante, sempre sotto scacco del jab di Joshua.
Il campione viene dominato ai punti e perde senza mai essere stato nel match.
Sei mesi dopo aver stupito il mondo della boxe, esce di scena.

Stati Uniti, dopo il 25 ottobre 1990
James Buster Douglas spende velocemente i soldi che ha guadagnato.
Beve molto, mangia qualsiasi cosa. Pesa 190 chili, la glicemia sale a livelli inquietanti, entra in coma diabetico. Ricoverato in ospedale, resta tre giorni tra la vita e la morte.
Recupera, lentamente si riprende. Torna sul ring senza infamia e senza lode.
Si dedica alla carriera di allenatore, è il maestro di giovani promesse.
Nel giugno del 2016 fa un discorso al funerale di Muhammad Ali, poi ha una piccola parte in un film.
Oggi è un uomo sereno, ha soldi a sufficienza per guardare senza paura al futuro. Si è giocato alla grande la seconda occasione che la vita gli ha offerto.

Stati Uniti, dopo il 7 dicembree 2019.
Di Andy Ruiz jr si sono perse le tracce. Il suo maestro Manny Robles dice di non sentirlo dalla sera del match. E a chi gli chiede dove possa essere, risponde: “In vacanza”.
Pochi allenamenti e tante feste gli hanno fatto affrontare Joshua in cattive condizioni fisiche. Ha perso la strada della palestra.
In giro si parla di un suo match contro Dillian Whyte per il prossimo aprile, ma siamo a metà gennaio e di lui non si sa nulla.
Appena sei mesi fa il commentatore della TV americana dopo il ko inflitto a Joshua aveva detto al microfono: “Quello che è riuscito a fare Ruiz jr rende Cenerentola una storia con un triste finale”.
Ora sembra proprio che Cenerentola si sia presa la rivincita.
Manny Robles ci va giù duro.
“Quando tornerà in palestra, parleremo. Non devo essere certo io a chiamarlo, non è un ragazzino. Io sono e sarò sempre dell’idea che il pugile debba considerare ogni incontro come il più importante della sua vita. Perché il pugile è un guerriero, un gladiatore. Deve prendere tutto molto seriamente, senza avere la testa sempre e solo focalizzata su quanto guadagnerà”.
A chi gli chiede: Andy non avrà più te come allenatore?, risponde: “Come faccio a dirlo se non riesco neppure a parlarci?”
Essere re per una notte, rimanere travolti da ricchezza e popolarità è un carico di stress duro da sopportare. Andy Ruiz jr, per ora non ci ha neppure provato.