McCarthy (nuovo coach Peter Taylor) avverte Turchi: Vincerò per ko

Venerdì, a Trento, Fabio Turchi (17-0, 13 ko) difende il titolo internazionale Wbc dei massimi leggeri contro Tommy McCarthy (15-2-0, 8 ko). Il match avrebbe dovuto svolgersi l’11 luglio a Roma, un infortunio del toscano ha fatto rinviare la sfida. In quell’occasione l’inglese salì sul ring contro Francesco Cataldo e vinse per kot.

McCarthy ha cambiato allenatore e sede della preparazione. Per questo incontro si è preparato a Dublino con Peter Taylor, il papà di Katie: oro olimpico a Londra 2012, cinque mondiali, sei europei, un record da professionista di 14-0, 6 ko, campionessa unificata del mondiale leggeri.
Il papà l’ha allenata fino a pochi mesi prima dei Giochi di Rio 2016.
Il 5 giugno 2018 Pete è stato al centro di una tragedia.
Al mattino presto un uomo, cappuccio della tuta calato fin quasi sugli occhi, ha bussato alla sua palestra: il Bray Boxing Club. Gli ha aperto Bobby Messet, padre e nonno di 50 anni. Il killer ha sparato il primo colpo di pistola uccidendolo. Poi ne ha sparati altri tre colpendo di striscio alla testa Ian Button, 35 anni. Si è quindi diretto con passo sicuro verso Taylor. Gli ha sparato addosso altri tre proiettili, uno lo ha ferito al braccio, è passato attraverso il muscolo ed entrato nel petto.
L’assassino è scappato.
Peter Taylor è stato ricoverato d’urgenza in ospedale. Lentamente si è ripreso ed è tornato ad allenare.
Ora al Bray Boxing Club si prepara anche Tommy McCarthy.

Prima di partire per l’Italia, il pugile ha rilasciato alcune dichiarazioni a Andy Watters del giornale The Irish News.
“È una grande, grande opportunità per me. Sono ben preparato, sono eccitato e non vedo l’ora di salire sul ring per prendermi il titolo. Vado da sfavorito perché lui è il campione, è imbattuto ed è il pugile di casa, ma questa situazione non mi dispiace. Sono rilassato, non avrò alcuna pressione, sarà tutta su di lui. È imbattuto, ma in realtà non ha ancora incontrato un rivale all’altezza, contro di lui chiunque sia stato colpito si è più o meno buttato al tappeto. Conquest è stata l’unica difficoltà che ha dovuto affrontare in carriera. Tony è andato bene, fino a quando non ha avuto una lesione oculare. Dovrò boxare per linee esterne, non dovrò lasciargli l’iniziativa. Penso che mi adatterò facilmente al suo stile. È un combattente di qualità, preferirisco affrontare qualcuno che sa come muoversi sul ring, piuttosto che un principiante contro cui non sai da quale parte possano arrivare i colpi. Lui ha una buona preparazione di base, ma boxa a bassa velocità e attacca in modo frontale, ripete quasi sempre la stessa combinazione: due diretti e un gancio. Per me dovrebbe essere facile capire quando ha intenzione di partire e prendere la giusta distanza. Ho fatto una grande preparazione, da quando ho iniziato ad allenarmi con Pete ho avuto ottimi sparring e la mia forma fisica è salita alle stelle. So che sarò in grado di boxare a pieno ritmo per 12 round, se mai si dovesse arrivare sino alla fine. Sinceramente, penso di chiudere prima.”

Su Tommy McCarthy ho scritto un articolo alla vigilia del primo match, quello che è poi saltato per un infortunio a Turchi in allenamento. Ve lo ripropongo aggiornato.

Thommy McCarthy aveva sette anni quando ha perso la mamma ed è stato costretto a trasferirsi da Londra a Belfast, in casa dei nonni.
Vivevano a Lenadoon Avenue, nella parte ovest della città. Lui era uno dei pochi neri che girava da quelle parti. Aveva una pettinatura afro e, quando era diventato un giovanotto, si era fatto crescere una folta barba riccia.
Sono stati duri i primi anni nell’Irlanda del Nord.
I nonni abitavano in una zona difficile della città. Proprio lì, nella seconda settimana di luglio del 1972 era scoppiata la guerriglia tra l’IRA e la British Army. Alla fine, dopo sei giorni di scontri, sul campo erano rimasti ventotto cadaveri.

La boxe è stato il mezzo che l’ha aiutato a superare molti problemi. Ottimo dilettante: bronzo ai Mondiali Youth 2008, argento ai Giochi del Commonwealth 2010, eliminato al quarto turno ai Mondiali 2013.
Niente Olimpiade, sognava di salire sul ring di Londra 2012, un’aggressione all’uscita di un nightclub glielo ha impedito. Commozione cerebrale, contusione di un osso del collo, occhio pesto e tagli sulla faccia. Due giorni in ospedale, una settimana sotto osservazione, un mese di riposo. Quell’incidente l’aveva costretto a saltare l’ultimo torneo di qualificazione a Istanbul.
Il passaggio al professionismo è datato 2014.
Tommy McCarthy il prossimo 4 novembre compirà 25 anni, è alto 1.89, un centimetro in più di Turchi.

Carlo Frampton, il nord irlandese due volte campione del mondo, alla vigilia di quello che doveva essere il match clou di Roma, ha scritto una pagina sul Sunday Life Sport: l’edizione domenicale del Belfast Telegraph.

TOMMY PUO’ FARCELA
ROMA, DOLCE ROMA

Così il titolo.
Nel testo Frampton dice: “Quando Tommy è diventato pro’ cinque anni fa, aveva tutto il diritto di pensare che sarebbe potuto diventare campione del mondo. Veniva da una carriera dilettantistica di grande livello. Poi le cose non sono andate come avrebbe voluto, stavolta si giocherà quella che è forse l’ultima grande occasione della carriera”.

“Ha fisico, potenza e tecnica per vincere. Ma dovrà snaturare la sua boxe. È un incontrista, dovrà trasformarsi in attaccante, dovrà aggredire Turchi, imporre la sua boxe. Sono sicuro che possa sorprendere gli italiani che probabilmente lo vedono come sicuro perdente”.

PROGRAMMA (Venerdì 11 ottobre, PalaTrento) Massimi leggeri (titolo internazionale Wbc, 12×3) Fabio Turchi (17-0) vs Tommy McCarthy (15-2-0); medi (europeo, titolo vacante, 12×3) Gevorg Khatchikian (29-2-0) vs Matteo Signani (28-6-3); piuma (internazionale silver Wbc, titolo vacante, 10×3) Reece Bellotti (14-2-0) vs Francesco Grandelli (12-1-1); superleggeri (4×3) Dalton SMith (2-0) vs Mirko Radenovic (debutto).
TELEVISIONE – Diretta su DAZN dalle 19:30. Telecronista Niccollò Pavesi, commento tecnico Alessandro Duran.

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