Tutto sul mondiale Wbc dei massimi Wilder vs Breazeale (diretta TV)

DOVE
Barclay Center, Brooklyn, New York

QUANDO
Stanotte

IL CLOU
Wilder (detentore) vs Breazeale (sfidante)

IN PALIO
Mondiale massimi WBC

IL CAMPIONE
Deontay Wilder

40-0-1 (39 ko)

33 anni

Stati Uniti

Altezza 2.01

Peso 101,263

Ultimi cinque match
16 luglio 2016   
+kot 8 Chris Arreola (36-4-1)

25 febbraio 2017
+kot 5 Gerald Washington (18-0-1)

4 novembre 2017
+ko 1 Bermane Stiverne (25-2-1)

3 marzo 2018
+kot 10 Luis Ortiz (28-0)

1 dicembre 2018
= SD Tyson Fury (27-0)

LO SFIDANTE
Dominic Breazeale

20-1-0 (18 ko)

33 anni

Stati Uniti

Altezza 2.01

Peso 115,778

Ultimi cinque match
23 gennaio 2016
+kot 5 Amir Mansour (22-1-1)

25 giugno 2016
-kot 7 Anthony Joshua (16-0)

25 febbraio 2017
+ko 5 Izuagbe Ugonoh (17-0)

4 novembre 2017
+kot 8 Eric Molina (26-4-0)

22 dicembre 2018
+ko 9 Carlos Negron (20-1-0)

ULTIME QUOTE SCOMMESSE
(William Hill)
Deontay Wilder 1.12
Dominic Breazeale 6
Pari 26

TELEVISIONE
Diretta della serata su DAZN a partire dalle 03:00 di stanotte

PROGRAMMA
Massimi (mondiale WBC, 12×3) Deontay Wilder (40-0-1, 39 ko) vs Dominic Breazeale (20-1-0, 18 ko). Piuma (mondiale WBC, 12×3) Gary Russell jr (29-1-0, 17 ko) vs Kiko Martinez (39-8-2, 28 ko); Superleggeri (10×3) Juan Heraldez (16-0) vs Argenis Mendez (25-5-2); Massimi (8×3) Roberto Alfonso (18-0) vs Iago Kiladze (26-4-0); Gallo (8×3) Gary Antonio Russell (13-0) vs Saul Eduardo Hernandez (13-12-1); Superleggeri (8×3) Gary Antuanne Russell (8-0) vs Marco Mojica (16-3-2); Richardson Hitchins

L’ANALISI

Deontay Wilder ce l’ha fatta. È riuscito a spostare l’attenzione dal match, da quello che un incontro di pugilato tra lui e Dominic Breazeale potrebbe offrire. Sapeva e sa che esperti e addetti ai lavori vedono un solo probabile vincitore, senza se e senza ma. Lo dicono anche i bookmaker, gente che difficilmente sbaglia un pronostico: William Hill paga 1.12 la vittoria del campione, offre a 6.00 quella dello sfidante.

È anche per questo che Wilder ha messo in piedi un film, quello di un killer a caccia di una vittima, del pugile spietato che vuole un cadavere nel suo record.

In questa sceneggiatura, volgare, priva di fantasia e di originalità, ognuno ha recitato la sua parte.

Lui. “La boxe è l’unico sport in cui puoi uccidere un uomo ed essere pagato per questo. Perché non dovrei farlo?

L’altro. “Si accorgerà di quale errore abbia commesso quando, steso al tappeto, guarderà il mio sorriso”.

E Mauricio Sulaiman, il presidente del WBC che sancisce questo mondiale. “Ho letto le dichiarazioni di Deontay Wilder, sono deplorevoli e completamente contrarie allo spirito del nostro sport. Conosco Wilder da molto tempo, non lo riconosco in quelle parole. Le sue metafore sono in contrasto con il codice etico del WBC e saranno discusse in un’audizione“.

È la riedizione di Rocky IV (“If he dies, he dies” dice Ivan Drago), con la speranza che non abbia lo stesso finale.

 

Ci sono stati e ci saranno altri pesi massimi che hanno interpretato il ruolo di Wilder. Anche famosi. Mike Tyson lo era, si proclamava “l’Uomo più cattivo dell’Universo” e minacciava di spaccare le ossa della faccia del suo avversario fino a ficcargliele nel cervello. Più classe, maggiore psicologia e decisamente migliore predisposizione alla recita aveva Muhammad Ali, che della provocazione aveva fatto un’arte.
E allora perché sento la nausea per quello che dice il campione del WBC?

Perché non è credibile, perché recita come un attore di serie B. E se facesse sul serio, sarebbe da incarcerare immediatamente. La credibilità un pugile la conquista sul ring.

A 33 anni Deontay Wilder ha nel suo record due nomi importanti. Luis Ortiz, che al momento della sfida aveva 39 anni, sconfitto per kot 10; e Tyson Fury con cui ha pareggiato.

Tyson alla stessa età aveva battuto Bruno, Ruddock, Michael Spinks, Williams, Tucker, Berbick, Smith.

E Ali, beh Ali aveva sconfitto Frazier, Bugner, Lyle, Foreman, Norton, Patterson, Quarry, Ellis, Bonavena, Liston.

Ognuno ha i suoi avversari. Sabato notte Wilder avrà Dominic Breazeale. E allora per vendere lo show in pay per view deve fare rumore. Il suo nome da solo non basta.

Le cronache americane riferiscono di un campione che ha messo su qualche chilo in più, alle operazioni ufficiali ha confermato di essere più pesante degli ultimi quattro match. Muscoli, dicono, che lo fanno sembrare un Ercole moderno. Bene, anche se la scienza dice che, a quell’età, non c’è allenamento al mondo che possa trasformare i chili in più in muscolatura nel corpo di un atleta. L’altro, lo sfidante, dovrebbe presentarsi sul ring in piena forma. Appena meno pesante di quanto non fosse contro Carlos Negron, l’ultimo avversario affrontato nel dicembre scorso.

Wilder è un ottimo pugile. Il suo destro dritto è un’arma fantastica per potenza e dirompente efficacia. È un colpo che potrebbe risolvere il match contro qualsiasi avversario in circolazione. Non partirebbe chiaro sfavorito contro nessuno, neppure contro Anthony Joshua. Se dovessi quotare quel match, darei all’inglese una leggera preferenza.

Non è il pugile Wilder a non convincermi. È il maldestro attore, la farsesca interpretazione del Bad Man a darmi fastidio. Da sempre dico che la boxe non ne ha bisogno. Ma sembra che mi sbagli. Ho trovato molti sostenitori, oggi come in passato per l’atteggiamento di Derek Chisora, del metodo “ti spacco la faccia, ti mando al cimitero”. Ognuno resti pure della sua idea, nei limiti della legalità. A me queste dichiarazione non fanno nemmeno sorridere. Mi intristiscono.

E Breazeale? È rimasto fuori dall’intera sceneggiata, ha ricoperto un ruolo minore come era giusto che fosse. Ha tenuto un profilo basso. È un discreto peso massimo, anche lui in possesso di potenza: 18 ko su 20 vittorie. Ha perso una sola volta, quando ha incontrato un avversario di livello. Anthony Joshua lo ha messo knock out in sette round.

Come sempre i pronostici sui pesi massimi sono a rischio di figuraccia. Stando alle qualità dei due, ai loro record, a quanto hanno fatto vedere sinora, Deontay Wilder dovrebbe chiudere il mondiale entro il quinto round. Lo scrivo e resto in attesa di essere sbeffeggiato, non mi meraviglierei.

 

 

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