L’incredibile storia dell’eroe che stanotte sfiderà Vianello a Los Angeles

Lawrence Gabriel ha 32 anni.
Ed è un eroe.
A casa sua, a Syracuse, nello Stato di New York, ha sfidato la morte per difendere altri uomini.

È l’1 febbraio del 2015. Tre giorni dovrebbe debuttare nel professionismo. Con un po’ di ritardo sta per realizzare il grande sogno. Per guadagnarsi da vivere lavora come buttafuori al McAvon’s Pub, nel distretto di Tipperary Hill.

Quel giorno però è lì per festeggiare il compleanno di Sean, un amico. Sta telefonando alla fidanzata, quando come in un un incubo vede l’uomo davanti a lui tirare fuori una pistola e puntarla proprio verso il festeggiato.

Agisce d’istinto, parte in contemporanea con lo sparo. Il primo proiettile lo manca. Cade a terra con il killer. Rotolano nell’angusto corridoio del pub. Da fuori un altro amico, Rich, apre la porta d’ingresso. Parte un altro colpo.

Lawrence e l’assassino continuano a picchiarsi fuori dal locale, rotolando nella neve.

Il delinquente spara ancora e stavolta lo centra al fianco sinistro.

Gabriel sembra non sentire il dolore. Continua a battersi, cerca di strappare la pistola dalle mani di quell’uomo che vuole portare a termine una vera e propria strage. Il McAvon’s Pub è pieno in quel tardo pomeriggio di una domenica di inverno.

L’uomo si rialza, tenta di rientrare nel bar. Lawrence gli è di nuovo addosso. Ingaggia un furioso corpo a corpo. Ha un gran fisico il 28enne di Syracuse: alto 1.98, pesa attorno ai cento chili. Ma l’altro ha l’indubbio vantaggio di avere una pistola tra le mani. E non ha nessuna remora a sparare ancora. Stavolta lo centra alla gamba. Poi gli piazza un’altra pallottola nell’addome.

Lawrence è a terra, con enorme fatica tira fuori dalla tasca il telefonino e digita il 911. Poi non sente più nulla, la vista gli si annebbia, sviene. Quando si risveglia è nelle mani dei paramedici arrivati a gran velocità con l’ambulanza. Lo portano in ospedale, una equipe di chirurghi lo opera. Gli mettono una lastra nel femore e una stecca d’acciaio nel braccio.

È salvo.

Il dottore gli regala la buona notizia, gli amici gli fanno festa e lo ringraziano per il suo gesto. Ha impedito che quell’uomo li uccidesse. Loro sono riusciti a consegnarlo alla polizia.

Poi improvvisamente entra di nuovo il medico, cala il silenzio. Il dottore informa l’eroe che sarà quasi impossibile che possa davvero combattere, deve abbandonare il suo sogno.

Ma Lawrence Gabriel è un tipo tosto, non si arrende.

Il 27 febbraio del 2016, a un anno da quel drammatico pomeriggio, sale sul ring dell’Holliday Inn di Syracuse e batte ai punti in quattro riprese Ruben Ortiz.

Adesso può mettersi alle spalle quella brutta storia.

Il mancato killer si chiama Morris, ha 23 anni. Viene condannato a dieci anni di prigione per tentato assassinio plurimo e il ferimento di sei persone. Soffre di violenti attacchi di collera, non riesce a gestire la rabbia.

Oggi Lawrence Gabriel ha un record di 3-1-1 (2 ko) conseguito contro rivali che hanno collezionato complessivamente 3 vittorie (tutte opera di Austin Bryant, l’uomo che lo ha sconfitto per ko 1, sopra il video) e 10 sconfitte.

Abitualmente boxa da massimo leggero, ma stanotte allo Staple Center di Los Angeles salirà sul ring da massimo: 94,3 al peso (il più alto della carriera) contro i 111,2 del rivale.

Affronterà l’italiano Guido Vianello (2-0, 2 ko) sulla distanza delle sei riprese.

 

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